Il borgo meridionale che custodisce il Santo Graal

Alla scoperta di un centro fortificato del Mezzogiorno d'Italia, che fa da sfondo a numerose leggende.

Acerenza Basilicata
Panorama di Acerenza, in Basilicata.


È tra i più belli d’Italia e può vantare una cittadina illustre come Maria Balsa, ovvero la figlia del temibile Conte Dracula. Ci riferiamo ad Acerenza, comune in provincia di Potenza che sorge in cima ad una rupe ed è circondato da mura di origini medievali. Questa località della Basilicata è caratterizzata da un dedalo di vicoli e vicoletti ed è immersa in una natura incontaminata, dominata dai locali vigneti di Aglianico.  Fa parte del Parco Regionale del Vulture.

Il nome ha un’origine incerta ed è oggetto di dibattito tra studiosi. Ci sono coloro i quali sostengono derivi dal termine osco “Akere”, da cui “Acherutia” e il cui significato rimanderebbe ad un luogo posizionato in alto. Da precisare che il poeta latino Orazio la cita come “Acherontia“. Tuttavia, c’è anche chi sostiene che la genesi sia da rintracciare nella denominazione dell’infernale fiume della mitologia greca e cioè l’Acheronte. A sostegno di questa tesi, il rimando al fiume Bradano che, in passato, era, per l’appunto, conosciuto come Acheronte. Le prime notizie storiche risalgono al VI secolo a. C.

È il 318 a. C. quando cade sotto l’influenza di Roma. Durante l’alto Medioevo (V secolo) è sede di una delle diocesi lucane. Nel 788 l’Imperatore Carlo Magno ordina l’abbattimento della mura cittadine. Undici anni dopo, per volontà del Vescovo Leone II, è costruita una chiesa dove tumulare i resti del martire San Canio. Il 4 maggio 1041 è conquistata dai normanni e, trascorsi 20 anni, Roberto il Guiscardo la rende una roccaforte. Nel 1080 è completata la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e San Canio.

Acerenza Basilicata
Facciata della Cattedrale.

Con gli aragonesi è città demaniale e, tra il XIII e XV secolo, è infeudata a diverse famiglie. Distrutta dal terremoto del 1456, è ricostruita nel 1479 e diventa proprietà dei Ferrillo. Alla fine del XV secolo la figlia del Conte Vlad III di Valacchia (lo “storico” Conte Dracula) Maria Balsa sposa Alfonso Ferrillo, signore del luogo. In fuga dalla minaccia musulmana, in giovanissima età, la donna era giunta in Italia e, a 7 anni, era stata adottata dal Re di Napoli Alfonso d’Aragona. In loco, ci si può divertire praticando trekking, turismo equestre, pesca sportiva e canoa sul Bradano.

Tra i siti da visitare, per ciò che riguarda gli edifici di culto, impossibile non recarsi alla Cattedrale, dove sarebbe nascosto il calice usato da Gesù Cristo durante l’Ultima Cena, ma si consigliano anche la Chiesa di San Laviero Martire e la Sala dell’Episcopio. Ancora, meritano un’occhiata il busto dell’Imperatore romano Giuliano e la fontana neoclassica di San Marco. Imperdibili il Museo dei legni intagliati (nel convento di Sant’Antonio), il diocesano di Arte Sacra e quello della Civiltà Contadina. Il 25 maggio si celebra San Canio mentre il 13 giugno Sant’Antonio. Dal 1^ al 20 agosto si tiene la rassegna musicale ed artistica “Agosto Acherutino“; l’11 e il 12 dello stesso mese si svolge la rievocazione storica che narra della costruzione della Cattedrale.

Infini, tra i piatti del borgo, sono da assaggiare i “maccaroun a desct” (pasta a mano con sugo di carne o legumi), i “z’zridd” (pasta piccola con fagioli o lenticchie) e la “lagana chiappout“, dolce preparato con lagane, cannella, noci, mandorle e insaporito nel vin cotto. Insomma, una maniera gustosa per “insaporire” la vostra scoperta di quella che è l’ennesima perla del Sud Italia.

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