Storia del Sud Italia: la battaglia che decise le sorti del Meridione

Approfondimento su di un episodio bellico di fondamentale importanza per le vicende del Mezzogiorno d'Italia.

Roberto il Guiscardo
Particolare del dipinto di Merry-Joseph Blondel che raffigura Roberto il Guiscardo, 1843, olio su tela.


Cade oggi l’anniversario di un evento che aprì la strada al dominio normanno del Sud Italia. Infatti, in data odierna, nel 1053, presso l’attuale San Paolo di Civitate, comune della provincia di Foggia, in Puglia, si scontrarono le truppe dei Normanni e quelle della coalizione voluta da Papa Leone IX, proprio, per provare ad arginare il crescente potere dei primi.

I Normanni erano un popolo di origine nordeuropea, stanziatosi in Normandia, che arrivò per la prima volta in Italia nel 1017, per recarsi in pellegrinaggio al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Abili guerrieri, rimasero nella Penisola al soldo dei signori locali. Fu nel 1022 che nacque il primo insediamento normanno nel nostro Paese, quando l’imperatore Enrico II riconobbe in maniera formale l’esistenza della contea di Ariano, paese nei pressi di Avellino, in Campania.

La battaglia di Civitate fu uno degli episodi bellici combattuto dai Normanni per assicurarsi il possesso del Meridione. Il conflitto scaturì dai timori del Papato nei confronti di quello che stava diventanto un vicino scomodo. Perciò, il pontefice Leone IX si rivolse all’imperatore, in cerca d’aiuto, ma non riuscì ad ottenere nulla, se non 700 fanti d’origine sveva. Tuttavia, c’erano altri alleati su cui poter contare. Innanzitutto, i longobardi del Mezzogiorno d’Italia, tra cui il principe Rodolfo di Benevento. E, poi, c’erano i bizantini guidati dal catapano Argiro e che erano presenti in Italia, con possedimenti proprio in Puglia.

Papa Leone IX
Papa Leone IX.

La formazione di questa coalizione fece in modo che i Normanni si ritrovassero circondati. Si prepararono, quindi, all’inevitabile scontro sotto la guida di Umfredo, conte di Puglia, di suo fratello, colui il quale diventerà ben presto uno dei più illustri comandanti normanni, ovvero Roberto d’Altavilla, detto il “Guiscardo“, cioè furbo e di Riccardo I, conte di Aversa. Nel 1053 il Papa diede inizio alle operazioni militari, proclamando una Guerra Santa. Arresasi Benevento, prese Bovino e Troia e, per ricongiungersi con Argiro, dovette per forza puntare verso Civitate, dato che gli avversari controllavano tutte le strade che, tramite gli Appeninini, portavano in Capitanata.

Leone IX avrebbe dovuto incontrare i bizantini presso Siponto. Poteva contare su un esercito più numeroso (6.000 tra fanti e cavalieri contro i 3.500 dell’altro schieramento), ma, dal canto loro, i Normanni erano meglio organizzati e più combattivi. Comunque, quest’ultimi cercarono di giungere ad un accordo, ma la proposta di pace si risolse in un nulla di fatto. Il combattimento si svolse tra il 17 e il 18 giugno. Alla testa dei pontifici, il principe Rodolfo e Gerardo di Lorena. Dall’altro lato, Umfredo aveva diviso le sue forze in 3 formazioni. Lui conduceva la centrale, a destra c’era Riccardo e sulla sinistra Roberto. I contendenti erano separati da una collina.

Mappa che mostra gli schieramenti. In rosso, i normanni e, in blu, i pontifici. In verde, la collina che divideva i contendenti.

I normanni attaccarono di sorpresa. Sul suo lato, Riccardo riuscì a mettere in fuga i soldati italiani della Lega Pontificia. Al centro, invece, Umfredo ebbe difficoltà contro gli svevi. In questo frangente, si distinse per valore e capacità militari il Guiscardo. Dopo aver disperso i nemici, il ritorno di Riccardo si rivelò decisivo. La battaglia si risolse in un totale disastro per il Papa, che fu fatto prigioniero, così come Gerardo di Lorena. Il conflitto era, però, appena all’inizio. Sarà solo nel 1059, con il Trattato di Melfi, che le conquiste normanne nel Sud furono riconosciute in maniera definitiva.

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