Trovato al Sud un tartufo gigante: è il più grande del mondo

In una regione meridionale qualche anno fa è stato trovato il tartufo più grande del mondo, che superò ogni record



E’ stato trovato alcuni anni fa, nei boschi della provincia di Campobasso, il tartufo bianco più grande del mondo, dal peso di 1 chilo e 500 grammi circa, più grande quindi anche di quello raccolto in Croazia nel ’99, che con 1,310 kg deteneva il primato. Questa scoperta avvenne proprio mentre in Piemonte era in corso fino al 16 novembre l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba (Cuneo).

Un vero e proprio record per il centro molisano, anche se inizialmente c’era stata un po’ di confusione sulla “paternità” del tartufo, visto che il Centro Tartufi Molise, proprietario del tubero dove è stato trovato il tartufo, collaborava anche con un’azienda di Bologna. Poi il ritrovamento è stato assegnato alla regione meridionale, anche se il tartufo fu battuto a un’asta di beneficenza in provincia di Bologna.

Il Molise, comunque, non era nuovo a questi risultati: basti pensare, ad esempio, alle partecipazioni all’Asta Internazionale del Tartufo Bianco di Roma, e a quando nel 2008 un tartufo bianco, dal peso di 1 chilo e 80 grammi (il più grande dell’anno), finì sulla tavola di un magnate cinese e poi fu battuto all’asta per 200mila dollari.

Questi esempi servono a ricordare che in Molise, così come in Toscana ed Emilia Romagna, si possono trovare anche più tartufi bianchi che in Piemonte. Il super tartufo, quando è stato ritrovato, pesava 1538 grammi, poi, al momento della certificazione, il peso è sceso a 1483, confermandosi in ogni caso il più grande del mondo.

In Molise, il tartufo bianco è ormai una tradizione sempre più consolidata. In varie città si tengono spesso delle sagre di diversi giorni dedicate ad esso, così come anche delle vere e proprie mostre. Infatti, pare che il 40% del tartufo bianco prodotto in Italia provenga proprio da qui. Il tuber magnatum pico molisano, infatti, in quanto a qualità non è meno pregiato di quello di Alba. Ma, a differenza di quello piemontese, è ancora poco conosciuto. Basti pensare, infatti, che fino agli anni ’80 i contadini lo davano in pasto ai maiali.

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