sabato, Novembre 26, 2022

Avellino: la storia di San Modestino

Origini e riti legati alla figura del Beato molto amato in Irpinia.

Siete impazienti di festeggiare San Valentino? Basta attendere solo un altro giorno. Se abitate in Irpinia, però, i festeggiamenti saranno in onore di un'altra importante figura. Infatti, ad Avellino e Mercogliano il 14 febbraio si celebra il Santo Patrono, cioè San Modestino.

Storia e leggenda di San Modestino

Si racconta che Modestino nasce ad Antiochia, verso la metà del III secolo d. C. Di nobili origini, nel 302, diventa vescovo della città e, più tardi, patriarca della regione. Durante le persecuzioni volute dall'imperatore Diocleziano si stabilisce su un eremo dove predica il Vangelo e si rende protagonista di numerosi eventi miracolosi. Arrestato e liberato ad opera dei suoi devoti, con il sacerdote Fiorentino e il diacono Flaviano si reca in Italia. Sbarcano in Calabria, a Locri e, anche qui, iniziano a predicare. Quindi, sono arrestati e messi in prigione a Sibari. Questa volta, a liberarlo è l’Arcangelo Michele. Guarisce la figlia ammalata del governatore di Locri e si mette in viaggio verso la Campania. Grazie alla guida dell'Arcangelo Michele, Modestino arriva con i suoi compagni in Irpinia. Opera a Pretorio, nel territorio mercoglianese, dove c'è un tempio dedicato a Mercurio, dio del commercio. In poco tempo, riesce a convertire molti pagani. Tuttavia, è catturato con i suoi collaboratori ed i 3 sono decapitati nel luogo dove oggi si trova la chiesa a loro dedicata, a Mercogliano. La morte si fa risalire alla notte tra il 14 ed il 15 febbraio del 311. È intorno al 1167 che Guglielmo vescovo di Avellino rintraccia le sue spoglie e quelle dei compagni martiri presso una antica colonna. Il 10 giugno di quell'anno sono traslate nella cripta della Cattedrale.

Le reliquie contese e i riti

A proposito delle reliquie dei 3 santi, la tradizione avellinese sostiene, per l'appunto, che riposano in città mentre quella mercoglianese afferma che non sono mai state spostate e, ancora oggi, sono lì dove furono trovate. La contesa tra i 2 centri, comunque, non intacca la devozione nei loro confronti. Ogni 14 febbraio, perciò, si svolgono in loro onore celebrazioni eucaristiche e si accendono i tradizionali "focaroni", ovvero i falò propiziatori che sono tipici di molte zone del Sud Italia.

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