Basilica di Siponto: una ricostruzione artistica tra Passato e Presente

Alla scoperta dell'installazione pluripremiata, situata a poca distanza da Manfredonia.

Basilica paleocristiana di Siponto
Vista della ricostruzione della Basilica paleocristiana e della Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Siponto


Ai piedi di Monte Sant’Angelo, in Puglia, sorge uno dei più grandi parchi archeologici del Sud Italia. Frutto degli sforzi coordinati del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e della Soprintendenza Archeologica pugliese, al suo interno, si può ammirare una perfetta riproduzione della Basilica paleocristiana di Siponto, opera dell’artista Edoardo Tresoldi. Questa ha vinto diversi riconoscimenti e rappresenta un’assoluta novità in campo artistico e non solo.

La Basilica paleocristiana di Siponto

Nel parco, a sinistra della Cattredale romanica intitolata a Santa Maria Maggiore, si trovano i resti della Basilica paleocristiana di Siponto. A partire da questi, Tresoldi ha realizzato una riproduzione dell’antico edificio di culto. L’installazione è stata inaugurata il 12 marzo 2016 ed è intitolata “Dove l’arte ricostruisce il tempo”. Alta 14 metri, è pesante 7 tonnellate e, per la precisione, è formata da 4500 metri di rete elettrosaldata zincata.

Basilica paleocristiana di Siponto
Vista nottura della riproduzione

I riconoscimenti alla Basilica

L’opera è una tra le 10 migliori installazioni al Mondo del 2016, secondo il magazine di architettura “Designboom”. Nel gennaio del 2017, la riproduzione della Basilica paleocristiana di Siponto ha ottenuto il “premio Francovich”, istituito nel 2013 dalla “Società Archeologi Medievisti Italiani” e assegnato ai siti che hanno più successo tra un pubblico di non specialisti, in virtù della capacità di associare rigore scientifico e aspetti comunicativi. Poi, nell’ottobre del 2018, ha vinto la “Medaglia d’Oro dell’Architettura italiana”, conferitagli da “La Triennale di Milano” (istituzione culturale che si occupa di design e architettura, tra le altre cose), in collaborazione con il Mibact. Invece, già nel settembre 2016 (a pochi mesi, quindi, dalla fabbricazione), l’autore Edoardo Tresoldi aveva ricevuto il riconoscimento culturale “Re Manfredi”, da parte del Club di territorio Touring Club di Manfredonia.

Basilica paleocristiana di Siponto
Le suggestioni che offre l’installazione. Alle spalle è visibile la Cattedrale romanica

L’autore della Basilica

Edoardo Tresoldi nasce a Cambiago, in provincia di Milano, nel 1987. Scultore, si interessa fin da piccolo a tecniche e linguaggi artistici di varia natura, sotto la guida del pittore Mario Straforini. Frequenta l’istituto di Arte a Monza e, in seguito, si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare come scenografo, nel mondo del cinema. A partire dal 2013, intraprende un percorso professionale che lo conduce ad esporre e a costruire in occasione di eventi e in contesti pubblici. L’idea alla base dei suoi lavori è quella di superare la dimensione spazio-temporale dei siti in cui opera, attraverso un dialogo tra artistico e reale che si serve di materiale metallico e industriale, per “suggerire” il dissolversi dei limiti fisici propri delle strutture. All’indomani del successo ottenuto con la ricostruzione metallica della Basilica, è inserito, da Forbes, nella lista dei 30 artisti under 30 più influenti d’Europa. Nell’aprile 2018, realizza “Etherea”, opera d’arte per il Coachella Festival, uno dei principali eventi musicali al mondo.

La Basilica di Siponto

Edoardo Tresoldi, a soli 28 anni, con della semplice rete metallica, ha creato un'opera d'arte e cambiato per sempre il concetto di narrazione in archeologia #GenerazioneBellezza #Rai3

Gepostet von Rai3 am Mittwoch, 8. Januar 2020

Un nuovo modo di fare arte

Tresoldi ha affermato che quello della Basilica paleocristiana di Siponto è stato “il progetto della vita“. L’artista milanese ha riportato in vita un edificio ormai scomparso, in una maniera tale che chi si reca sul posto comprende subito dove si trova, senza la necessità di informarsi sul sito in anticipo. L’intenzione dello scultore è, per sua stessa ammissione, far dialogare le forme del paesaggio con gli elementi della struttura. Così, il turista (o chi per lui) “vive” il complesso tramite una riproduzione in 3D, che permette di coglierne l’essenza, non solo materiale. Inedito mix tra arte contemporanea e reperto archeologico, l’installazione è la più grande al mondo in rete metallica ed è costata 900.000 euro, a fronte dei 3.5 spesi per l’apertura del parco. Un’opera d’arte di assoluto valore inserita in uno dei tanti splendidi contesti che caratterizzano il Mezzogiorno d’Italia.

Basilica paleocristiana di Siponto
Interno dell’installazione

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