Il borgo meridionale pieno di scalinate, dove vivono le streghe

Alla scoperta di un piccolo centro del Sud, che sorge nei pressi del mare e, per secoli, ritenuto dimora delle terribili "Janare".

Conca dei Marini
La marina di Conca.


È un vero e proprio gioiello che sorge a ridosso del Mar Tirreno. Fa parte della costiera Amalfitana ed è quindi Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si tratta del 4^ comune più piccolo per superficie della Penisola e il meno esteso della Campania, insieme ad Atrani. Ci riferiamo a Conca dei Marini, località in provincia di Salerno che, tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, ha ospitato personalità del calibro di Jacqueline Kennedy e di Margaret di Inghilterra, sorella della Regina Elisabetta II.

Le origini del nome sono incerte. C’è chi sostiene che siano legate alla conformazione geografica che ricorda, per l’appunto, quella di una “conca“, termine a cui sarebbe stato aggiunto il suffisso relativo a quella che era la principale professione degli abitanti del posto. Si ritiene sia stata fondata dai Tirreni con il nome di “Cossa” e, nel 272 a. C., fu conquistata dai romani. Rivelatasi una valida alleata durante la Seconda Guerra Punica, si ribellò al dominio di Roma in occasione della Guerra Sociale.

Con la caduta dell’Impero, divenne una base operativa per la Repubblica marinara d’Amalfi dato che disponeva di un porto ben protetto. Fu nota per via dell’arsenale dove si costruivano imbarcazioni destinate all’uso commerciale e, per lungo tempo, intrattenne importanti rapporti commerciali con tutti i principali centri marittimi dell’Europa e del vicino Oriente. Nel 1543 fu saccheggiata dai pirati saraceni e, nel 1556, invece, fu colpita dalla peste (cosa che era già avvenuta nel 1528). Con lo spostamento dei traffici verso l’Atlantico, incominciò la decadenza nonostante, comunque, il porto rimanesse attivo fino alla metà del XIX secolo.

Da segnalare che, in loco, a partire dal 1700, fu realizzata una tonnara (l’unica della costiera), rimasta in funzione fino al 1956. Per via della particolarità del suo territorio, ogni punto del borgo è collegato da scalinatelle che sono immerse tra case imbiancate a calce, uliveti e terrazze di limoneti. Tra i siti da visitare ci sono:

  • Chiesa di San Pancrazio martire, collegata alla leggenda delle Janare,
  • Chiesa di Sant’Antonio (patrono ufficiale dal 1694) che ha il titolo parrocchiale di San Giovanni Battista,
  • Chiesa di Santa Maria di Grado, a strapiombo sul mare dove è custodita la reliquia della testa di San Barnaba,
  • Cappella dell’Immacolata Concezione, in pieno centro paese,
  • Cappella della Madonna della Neve, eretta a protezione dei marinai in zona Marina,
  • Torre del Capo di Conca, luogo di guardia e avvistamento che risale al Cinquecento,
  • Grotta dello Smeraldo, una meraviglia naturale in parte invasa dal mare, che ospita un presepe in ceramica bianca (sott’acqua),
  • Marina di Conca, baia e località balneare che è stata il centro delle vacanze di numerosi vip come gli Agnelli e Sophia Loren. Nel 2003, eletta da Legambiente tra le migliori 11 spiagge d’Italia.

Conca è protagonista anche di alcune leggende e superstizioni. Sembra che abbia ospitato le spoglie di Sant’Andrea Apostolo mentre il monastero di Santa Rosa da Lima la marchesa di Villarosa, una volta diventata monaca. Della donna, si narra, fosse innamorato fino alla follia il filosofo originario di Napoli Giambattista Vico, che le dedicò un sonetto. Tuttavia, il principale racconto ambientato sul posto è quello che riguarda le “Janare“, streghe che, a quanto pare, si riunivano nel campo degli ulivi vicino la chiesa di San Pancrazio. Erano abili nel creare filtri e pozioni, ma anche molto vendicative. Insomma, per mille ragioni, non ultima l’ottima cucina (come testimoniano la ricetta del coniglio alle foglie di limone e la sfogliatella Santarosa), Conca dei Marini è l’ennesima perla del Sud Italia da non lasciarsi sfuggire.