mercoledì, Settembre 28, 2022
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Storia del Sud Italia: la conquista araba

Approfondimento sulla vicenda che diede il via ad una occupazione duratura e significativa per un'area del Meridione.

Cade oggi l'anniversario di un evento dal quale scaturì l'avvio della dominazione musulmana su una regione meridionale. Infatti, in data odierna, nell'827, sbarcava in Sicilia la flotta comandata da Asad Ibn al-Furat. Da quel momento, incomiciò un conflitto con i bizantini per il possesso dell'isola che si risolse a favore degli invasori islamici. Scopriamone di più sull'argomento.

L'opportunità per l'attacco fu fornita dalla rivolta di Eufemio. Costui ricopriva l'incarico di turmarca perché comandante dell'armata navale greca sul posto. Sembra che fosse nato a Messina ed è noto che godesse di grande consenso per via della sua bravura in ambito militare. Ribellatosi all'autorità di Costantinopoli, fu costretto a chiedere asilo nella provincia araba dell'Ifriqiya che corrisponde, grossomodo, all'attuale Tunisia.

In merito alla sua ribellione, si racconta che scaturì dalla decisione dell'imperatore Michele II di privarlo dei suoi poteri perché Eufemio aveva costretto una suora a sposarlo. Perciò, il basileus aveva ordinato allo strategos Fotino di indagare e, nel caso, punirlo  mediante il taglio del naso. Di conseguenza, sarebbe scoppiato un conflitto che lo condusse a rifuggiarsi nel Maghreb, sotto la protezione dell'emiro Ziyadat Allah.

È probabile che i musulmani intedessero già invadere l'isola. Infatti, nell'812 avevano attaccato Lampedusa, uccidendone gli abitanti. L'emiro decise quindi di aiutare Eufemio, in cambio di un tributo annuale da versare a conquista avvenuta. Allestita una flotta di 70 navi, ne affidò il comando al giurista e generale persiano Asad Ibn al-Furat, che era tra i favorevoli all'operazione. La spedizione partì il 14 giugno dalla baia di Susa ed arrivò a Mazara del Vallo il 16. Qui gli arabi guidati da al-Furat si unirono ai soldati fedeli ad Eufemio.

Tuttavia, l'alleanza si dimostrò fragile fin dall'inizio. Ben presto, Asad chiarì che avrebbe operato in maniera autonoma, rigettando, in pratica, l'aiuto di Eufemio. La prima battaglia a seguito dello sbarco si ebbe nei pressi di Mazara. Sconfitto, lo stratega bizantino Balata si ritirò ad Enna e, da lì, fuggì in Calabria. Intanto, il rapporto tra Asad e Eufemio peggiorava sempre di più. Il passo successivo del comandante islamico fu quello di attaccare Siracusa. Durante l'assedio, colto da dissenteria, al-Furat morì. Era l'828, anno in cui Eufemio fu assassinato in occasione della presa di Castrogiovanni (Enna).

La prima fase dell'invasione terminò nell'831 quando fu espugnata Palermo, ma gli arabi impiegarono all'incirca altri 80 anni per fare propria l'isola. La caduta di Taormina nel 902 sancì il dominio islamico, anche se l'ultima roccaforte greca, Rometta, fu espugnata solo nel 965. La dominazione musulmana durò a lungo e giovò alla Sicilia, dal punto di vista artistico-culturale.

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