Scoperte al Sud le orme di dinosauro più grandi d’Italia

Sono enormi, lunghe 135 centimetri, e sono state rinvenute nel lontano 2006. La loro scoperta, però, è stata ufficializzata solo nel 2017



Sono state scoperte nel 2017, e sono le più grandi orme di dinosauro mai trovate in Italia. Hanno tra i 125 e 113 milioni di anni, e ciascuna ha una lunghezza di un metro e 35 centimetri. Sono state rinvenute in Abruzzo da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e studiate insieme a un team di icnologi dell’Università Sapienza di Roma.

La preziosa scoperta va ad aggiungersi alle altre impronte già presenti nel nostro paese, e fornisce informazioni importanti sugli animali che camminarono sulle spiagge meridionali. All’epoca del rinvenimento, questi risultati furono pubblicati anche sulla rivista Cretaceous Research (Elsevier).

Quelle trovate in Abruzzo sono le orme più grandi d’Italia, e sono osservabili su una superficie calcarea, quasi verticale, situata a oltre 1900 m sul Monte Cagno. Qui si può arrivare soltanto in assenza di neve, quindi nei mesi estivi e autunnali, partendo dal paese di Rocca di Cambio in Provincia de L’Aquila.

Una delle orme rinvenute è la testimonianza del più grande dinosauro bipede mai documentato in Italia fino ad oggi. Probabilmente, queste tracce furono impresse da uno o più teropodi (dinosauri bipedi prevalentemente carnivori). Altre orme, invece, sono state lasciate da un teropode accucciato.

Queste impronte furono scoperte già nel 2006, e si trovavano su una superficie calcarea di età Cretaceo inferiore, tanto che subito fecero pensare a impronte di dinosauri. Ma solo successivamente, nell’estate 2015, grazie agli sviluppi tecnologici e alla collaborazione con esperti di impronte dell’Università La Sapienza, è stato possibile dare un nuovo impulso alle ricerche. Nel 2017, poi, è stata ufficializzata la scoperta. Una delle tante che impreziosiscono il tesoro del Sud.

Le nuove orme potrebbero rivelarsi decisive per le informazioni aggiuntive sulla composizione conosciuta della fauna dinosauriana italiana, con riflessi importanti anche sull’ecologia e sulle rotte seguite da questi animali ormai estinti.

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