Sud e romanzi: 8 libri per scoprire il Meridione

Un viaggio letterario dal sapore meridionale in modo da apprezzare e, magari, scoprire quanto di bello si cela nei luoghi dove viviamo.

Portopalo Sicilia
Una suggestiva immagine di un'alba a Portopalo di Capo Passero, comune in provincia di Siracusa, Sicilia.


La vicende storiche che risalgono a moltissimo tempo fa. L’arte e la cultura. Il cibo, il mare, i borghi arroccati sulle montagne e tanto altro ancora. Come si suol dire, chi più ne ha, più ne metta. Ogni giorno vi raccontiamo le bellezze per le quali vale la pena sentirsi orgogliosi di essere del Sud Italia e, anche, per cui non è affatto una cattiva idea visitarlo.

Un’idea che non è solo la ragion d’essere di un progetto editoriale, ma pure il parere condiviso da tanti artisti e scrittori che hanno consegnato il Mezzogiorno d’Italia alla storia della letteratura. Per questa ragione, abbiamo pensato di suggerirvi 8 romanzi da leggere che raccontano il Meridione. Uno per ogni regione meridionale che, grazie alla bravura dell’autore, sarà capace di catapultarvi in un universo di odori e sensazioni che rimanderanno a tutto quello che abbiamo elencato all’inizio di questo articolo. Precisiamo che si tratta solo e soltanto di suggerimenti e non di una classifica.

  • Abruzzo: “Fontamara” di Ignazio Silone. Un’opera di denuncia sociale che nasce con un respiro locale, ma ben presto diventa famosa nel Mondo. Le vicende dei pastori della piana del Fucino che vivono nella suggestiva cornice della Marsica, vittime di ataviche tradizioni e del regime fascita;
  • Basilicata: “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi. Il racconto della scoperta di una civiltà “altra”, quella contadina del Mezzogiorno e dell’immersione nella stessa da parte dell’autore, costretto dal regime fascista al confino a Grassano (Matera) ed Aliano (Matera);
  • Calabria: “Gente in Aspromonte” di Corrado Alvaro. Una raccolta di 13 storie che è ritenuta una delle massime produzioni realistiche italiane. Alvaro ci conduce alla scoperta dei pastori dell’Aspromonte, ma non solo. Ci fa immergere in una vera e propria realtà sociale e antropologica caratterizzata da determinate tradizioni;
  • Campania: “Il ventre di Napoli” di Matilde Serao. Un romanzo in 2 parti che traccia una ritratto della città partenopea alla fine del XIX secolo. La bravura della Serao lo rende l’ideale punto di partenza per un viaggio senza tempo tra i vicoli del comune napoletano, del quale la scrittrice coglie le peculiarità;
  • Molise: “Tiro al piccione” di Giose Rimanelli. La vicenda umana di Marco Laudato che lascia il seminario, ritorna al luogo in cui è nato, salvo abbandonarlo in un camion pieno di soldati tedeschi che battono in ritirata durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ritratto di una realtà non solo sociale attraverso gli occhi di un protagonista controverso. Adattato per il cinema da Giulio Montaldo;
  • Puglia: “Il Castello di Otranto” di Horace Walpole. Romanzo del 1764 ambientato nella località salentina, è considerato il capostipite del genere gotico che ebbe grande fortuna, poi, tra fine ‘700 e per tutto l’800. Basta pensare al fatto che, circa 300 anni fa, un inglese ha scelto di ambientare il suo lavoro in un centro dell’Italia Meridionale per via delle atmosfere del posto per correre in libreria e comprarlo;
  • Sardegna: “Canne al vento” di Grazia Deledda. La Sardegna vanta una tradizione storica di tutto rispetto. I resti delle civiltà nuragiche sono lì a testimoniarlo. Parliamo di un’isola magica, dove si avverte un qualcosa di ancestrale nell’aria. Quel qualcosa che il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926 racconta attraverso le vicende del protagonista, aprendo una porta sulla condizione umana che trasforma l’isola in un luogo dell’animo;
  • Sicilia: “I Malavoglia” di Giovanni Verga. Un’opera corale e tragica insieme che narra le vicende umane di una famiglia di pescatori che vive ad Aci Trezza, nei pressi di Catania. Come solo i più grandi artisti sanno fare, si tratta del pretesto per tratteggiare un universo culturale che vi farà scoprire l’isola del Mediterraneo anche senza averla mai visitata. È tra i principali esempi di “verismo” italiano e tra i più usati testi della letteratura nostrana nella scuola italiana.

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