La Madonna della Bruna: storia e leggenda della festa patronale di Matera

Scopri le origini della festa patronale della città dei Sassi, tra mito e realtà

Oggi anno, il 2 luglio, a Matera, si celebra la festa della Madonna della Bruna. Si tratta di un incredibile summa di sacro e profano, che ha come sfondo la suggestiva cornice rappresentata dalla città lucana.

Il rito è di origine francescana e risale alla seconda metà del XIII secolo. In seguito, nel 1389, con l’istituzione della Festa della Visitazione per volere di Papa Urbano VI, le due cerimonie iniziano a svolgersi in contemporanea. Ed è stato così fino a che, un altro Pontefice, Paolo VI ha deciso di celebrare la Visitazione il 31 maggio e la festa della Vergine il secondo giorno di luglio.

Il rito della Madonna della Bruna

Questa inizia alle 5 del mattino, con una messa all’aperto in piazza San Francesco. Segue la processione dei pastori, durante la quale il quadro dipinto su rame della Madonna sfila per le vie dei Sassi e dell’intera città, annunciato dalle esplosioni dei fuochi d’artificio. In tarda mattinata, autorità civili e religiose conducono in corteo la statua della Beata, trasportata sul carro trionfale, realizzato in cartapesta. Con la scorta dei cavalieri della Bruna, dalla Cattedrale, in centro, si parte alla volta della Chiesa dell’Annunziata, nel rione Piaccianello.

Nel tardo pomeriggio, la sacra scultura effettua il percorso inverso. Arrivata alla Cattedrale, compie tre giri intorno alla piazza ed è deposta nella chiesa. A questo punto, avviene il cosiddetto “strazzo”, cioè la demolizione del carro. Infatti, questo riparte verso piazza Vittorio Veneto e, durante il tragitto, è preso d’assalto e distrutto. I festeggiamenti si concludono la domenica successiva il 2 luglio, con la funzione dell’Ottava della Bruna.

La leggenda della Madonna della Bruna

Le origini della festa sono leggendarie. Si narra che una giovane chiedesse un passaggio ad un contadino, per raggiungere Matera. Arrivati nei pressi di Piccianello, in periferia, una volta scesa dal carro dell’uomo, gli chiese di andare dal Vescovo ad annunciare l’arrivo della madre di Gesù e, poi, aggiunse:

Su un carro così addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città

Avvisato, il prelato si recò sul posto, solo per scoprire che la ragazza era diventata una statua, che, poi, fu portata in trionfo nel centro abitato. Da quel momento, ebbe inizio la celebrazione.

madonna della bruna

Le origini dello “strazzo”

Invece, il motivo alla base dello “strazzo” sarebbe legato alla volontà dei materani di evitare che gli oggetti sacri finissero nelle mani dei saraceni, che assediavano la città. Per questo motivo, dopo averli salvati, grazie ad un calesse, lo distrussero (in una variante del racconto, sono i mori, infuriati, a farlo). Un’altra versione vuole che la distruzione fosse dovuta alla rabbia dei abitanti del luogo, delusi dal loro signore, il Conte Giovan Carlo Tramontano, il quale non aveva mantenuto le promesse che aveva fatto. Per quanto riguarda il nome “Bruna” esistono diverse ipotesi.

Una è che l’appellativo derivi dal termine longobardo “brunja”, che indicava la corazza dei cavalieri, difensori della Madonna. Altra quella che lo collega ad Hebron, centro della Giudea, dove la Vergine andò in visita alla cugina Elisabetta (episodio dal quale ha origine la Festa della Visitazione). Infine, c’è chi sostiene che la denominazione si riferisca, solo, al colore del viso della Beata.

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