Alla scoperta delle origini del nome di L’Aquila

Scopri quali sono le ragioni storiche alla base del nome del capoluogo abruzzese

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L’Aquila è il capoluogo dell’omonima provincia e della regione Abruzzo. Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939, acquista l’articolo (maiuscolo) e l’apostrofo con regio decreto n° 1891 del 23 novembre di quell’anno. Tuttavia, le origini del nome di L’Aquila sono più antiche.

Storia di L’Aquila

La città sorge nella valle dell’Aterno. In età antica, prima della conquista ad opera di Roma, questo territorio era abitato da Sabini e Vestini. Centri importanti furono Amiternum, Forcona e Pitinum. Durante il Medioevo, l’area fu divisa tra il Ducato longobardo di Spoleto e quello di Benevento. Con la conquista normanna, nel XII secolo, la regione sarà, di nuovo, unita. Nel 1229, gli abitanti del luogo si ribellano alla dominazione dei normanni e sono autorizzati a fondare una città, da Papa Gregorio IX. Fallito il primo tentativo, ci riprovano, con successo, nel 1254.

Il nome di L’Aquila tra l’acqua e l’aquila

Al momento della scelta del sito dove creare il centro abitato, si decise per un posto in cui c’erano molte sorgenti d’acqua. Per questa ragione, era chiamato Acquilis o Acculi o, ancora, Acculae. Si trovava, perciò, in una posizione strategica, tra Forcona e Amiternum. Così, si optò per “Aquila”, che suonava come il toponimo del posto e richiamava il simbolo imperiale, per l’appunto, l’aquila. E, infatti, non è un caso se lo stemma cittadino contiene il disegno di questo uccello predatore, con il motto “Immota manet” e le tre lettere “PHS”.

Fissa e sempre pronta a rinascere

Il motto è una locuzione latina, traducibile con “Resta ferma”, “Ben salda”. Lo studioso aquilano Salvatore Massonio lo associò alla città, riprendendolo dalle Georgiche di Virgilio. Il poeta latino si riferiva alla quercia, albero radicato in maniera forte nel terreno, grazie alle sue resistenti radici. La massima intende sottolineare come L’Aquila sia capace di rinascere, ogni volta, dopo un terremoto, sempre nello stesso luogo.

Invece, in merito al trittico di lettere, sono diverse le ipotesi, ma nessuna certa. La più accreditata è quella che sostiene sia un errore di trascrizione del cristogramma IHS. Infine, una più suggestiva vuole che si tratti dell’anagramma della frase “Post Hanc Stragem” (dopo la strage, in riferimento alla grande capacità degli aquilani di non abbattersi mai, dopo un terremoto).

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