Storia del Sud Italia: l’Operazione Husky

Approfondimento su un momento decisivo della Seconda Guerra Mondiale che ebbe luogo nel Mezzogiorno d'Italia.

sbarco in Sicilia
Soldati tedeschi nella zona dello Stretto di Messina, estate 1943.


Lo sbarco in Sicilia da parte delle forze alleate è stato un momento decisivo del secondo conflitto mondiale. L’obiettivo era quello di aprire un fronte di combattimenti nell’Europa continentale, mettere fuori gioco l’Italia e, quindi, puntare sulla Germania. Operazione Husky è il nome in codice scelto per indicare l’azione bellica e diede il via alla cosiddetta “Campagna d’Italia“.

La decisione di invadere la Sicilia fu presa alla conferenza di Casablanca (14-24 gennaio 1943). Il comando alleato era affidato al generale americano Dwight Eisenhower mentre, a guidare le forze di terra, era il generale inglese Harold Alexander. A capo delle forze navali l’ammiraglio britannico Andrew Cunningham e di quelle aeree il suo connazionale maresciallo Arthur Tedder. Le forze dell’Asse erano guidate da Alfredo Guzzoni e da Albert Kesserling e Hans-Valentine Hube, tedeschi. Preceduta da bombardamenti a tappeto e dalla conquista delle isole Pelagie, l’operazione prese il via nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943.

Furono impiegate 2 portaerei, 285 navi da guerra e 2.775 unità per il trasporto e la copertura aerea fu assicurata da 4.000 velivoli. All’incirca 160.000 soldati sbarcarono sulla costa siciliana, tra Licata e Siracusa. Erano organizzati in 2 unità operative a capo delle quali furono posti il generale George Patton, americano e Bernard Montgomery, inglese. Lo sbarco è stato la seconda offensiva più imponente messa in piedi dagli alleati nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la più vasta in assoluto nel Mediterraneo. Da segnalare che, nell’occasione, furono impiegati nuovi mezzi quali il camion anfibio a 6 ruote, il DUKW e il mezzo da sbarco per i carri armati, il LST.

sbarco in Sicilia
Soldati inglesi avanzano nei pressi di Noto, 11 luglio 1943.

L’isola fu liberata in 39 giorni, visto che il 17 agosto gli anglo-americani erano già a Messina e gli italo-tedeschi avevano trovato riparo in Calabria. L’operazioni incominciò alle ore 4:45 dell’alba del 10 luglio. Due giorni dopo, le divisioni Goering e Livorno sono messe in fuga dalla 7^ Armata americana. Il 13 luglio è occupata Augusta (Siracusa) e il 17 e il 18 cadono Agrigento e Caltanissetta. Il giorno 22 arriva l’ora di Palermo e, trascorsi 5 giorni, il generale Alexander trasferiva il suo quartier generale dall’Africa all’isola del Mediterraneo. Il 5 agosto è presa Catania e alle 10:15 del successivo 17 si ha l’ingresso alleato a Messina.

I tedeschi erano, comunque, riusciti a portare in salvo uomini e mezzi nonostante la superiorità aerea e navale alleata, che avrebbe dovuto costituire un problema ad attraversare lo stretto. Lo sbarco in Sicilia si rivelò uno tra i momenti fondamentali della Guerra, dato che contribuì alla crisi del regime fascista e espose le forze tedesche ad una minaccia che, fino a quel momento, non si era mai presentata.

Sperlinga Robert Capa
Contrada Ponte Capostrà, 1943. Un contadino indica la strada per Sperlinga ad un soldato americano.

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