Agrigento: alla scoperta della città dei Templi

Tutto quello che c'è da sapere sul centro della Sicilia, che ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo.

Agrigento
Valle dei Templi-Tempio della Concordia.


Luogo di nascita di Luigi Pirandello, soggetto delle odi di Pindaro, sede della Valle dei Templi, uno dei parchi archeologici più famosi al mondo. Tuttavia, questi sono solo alcuni degli aspetti che rendono unica Agrigento. Ecco quello che c’è da sapere sul comune siciliano.

Storia di Agrigento

I primi insediamenti nell’area dell’odierna Agrigento risalgono al III-II millennio a. C., ad opera dei Siculi, abitanti dei circostanti territori collinari, dove avevano costruito dei villaggi. Costoro intrattengono rapporti con il mondo greco, in particolare, con commercianti cretesi e micenei. Di origine greca è il nucleo dell’attuale città, fondato intorno al 582 a.C. dagli abitanti di Gela (a sua volta colonia di Rodi) con il nome di Akragas. Questo centro sorgeva dove, oggi, si trovano i resti dei Templi. Si sviluppava tra il fiume Drago (Hypsas, ad ovest) e il fiume San Biagio (Akragas, a sud) e l’acropoli si trovava in corrispondenza dell’odierna Agrigento. Fin dalla sua fondazione, è un importante centro per le attività commerciali lungo la costa e per la difesa militare della stessa. Dal 570 a.C. in poi, per quasi 16 anni, il governo è nelle mani del tiranno Falaride. Costui è inviso alla popolazione. Famoso è il modo in cui tortura i suoi nemici, attraverso il cosidetto “toro di bronzo“, una riproduzione metallica dell’animale, all’interno della quale si lasciava a cuocere la vittima. Alla morte del despota, in seguito ad una rivolta, la città si trasforma in una monarchia di natura oligarchica, retta da sovrano, senato di 28 membri e assemblea popolare. I senatori avevano minimo 60 anni ed erano acclamati. Il re presiedeva il Senato e il suo voto valeva il doppio. Nei primi anni del V secolo a. C., in città, nasce uno dei più importanti filosofi dell’antichità, Empedocle, che non fu solo pensatore, ma anche un cittadino impegnato nella vita pubblica. Nel 488 a.C. si afferma un nuovo tiranno, Terone, che estende il dominio della città sino alla costa settentrionale dell’isola. Durante il suo governo, Agrigento entra in contrasto con Cartagine e avvia rapporti con Siracusa. Grazie al potente alleato, Terone conquista Imera, che orbita nella zona di influenza dei Cartaginesi. Allora, i Punici sbarcano a Palermo con un forte esercito guidato da Amilcare, ma sono sconfitti durante la battaglia di Imera (480 a. C.). Nel 472 a.C., muore Terone e gli succede il figlio Trasideo, il quale rompe l’alleanza con Siracusa. Scelta poco accorta perché i suoi cittadini decidono di deporlo, firmare la pace con Siracusa e creare un governo democratico. Segue un periodo di benessere economico e di stabilità politica, come racconta lo storico greco Diodoro Siculo. Agrigento e Siracusa combattono di nuovo da alleati contro i Siculi ribelli, di Ducezio. Alla fine, hanno la meglio nella battaglia di Nomai. Nel 406 a.C. i Cartaginesi attaccano e distruggono Akragas. La città rinasce nel 340 a.C., ad opera del condottiero Timoleonte. Poi, per iniziativa dello stratego Xenocrate, Akragas guida una lega contro Siracusa. La lega è sconfitta e nel 314 a.C. pure gli agrigentini riconoscono l’egemonia siracusana in Sicilia. Durante la prima guerra punica, è alleata dei Cartaginesi e subisce l’assedio romano, terminato nel 262 a.C. con il sacco del centro. Seguono alterne vicende fino a quando, dopo la seconda guerra punica, ritorna sotto il controllo romano. Assume il nome latino di “Agrigentum“.

Il Medioevo e l’Età moderna

Il cristianesimo si afferma in maniera rapida grazie ai vescovi Libertino e Gregorio, tra II e III secolo d. C. Addirittura, il tempio della Concordia diventa una cattedrale cristiana. Intanto, il territorio subisce l’invasione dei Vandali, dei Bizantini e dei Saraceni. Infatti, nell’827 entra a far parte di un emirato. I musulmani la chiamano Kerkent. Poi, passa sotto il controllo dei Normanni del conte Ruggero. Inizia un’opera di recristianizzazione, merito del vescovo Gerlando (oggigiorno patrono della città). Durante il regno di Ruggero II, è città demaniale e svolge un importante ruolo amministrativo. È in questi anni che prende il nome di Girgenti. Sotto il dominio degli Aragonesi, è governata dalla famiglia dei Chiaramonte. Nel 1398, il re Martino le conferma i privilegi. Nel 1410, è occupata da Bernardo di Cabrera, conte di Modica, evento che sancisce la fine del dominio dei Chiaramonte. Nel 1492 gli Ebrei sono espulsi dalla città. Dal XVI al XVIII secolo, affronta diverse crisi economiche e politiche. A causa di alcune epidemie (da ricordare quella di peste del 1523) si spopola pian piano. Nel 1648 il vescovo Francesco Traina paga 12.000 scudi al regio patrimonio per comprare la città, così da evitare la perdita dei privilegi garantiti alle città demaniali. All’inizio del XVIII secolo è il terreno di uno scontro politico-religioso tra i vescovi siciliani e le autorità civili. Allora, il vescovo Francesco Ramirez decide di promulgare un interdetto, con cui vieta la celebrazione di funzioni religiose. Nello stesso periodo, comunque, rifioriscono le attività economiche e sociali, grazie al dinamismo dei vescovi Lorenzo Gioeni e Andrea Lucchesi Palli. Sono anche gli anni in cui iniziano i lavori per la costruzione del molo nella zona dell’attuale Porto Empedocle.

Età contemporanea

Sotto il Regno delle Due Sicilie, nel 1817, Girgenti è una delle 7 città capovalli dell’isola. La situazione igienico-sanitaria ed economico-sociale, però, non è delle migliori. Partecipa, perciò, in maniera attiva ai moti insurrezionali del 1820-21. In seguito alle sollevazioni, gli intendenti borbonici cercano di migliorare le condizioni di vita e avviano importanti riforme. Nel 1860 accoglie con entusiasmo le truppe garibaldine. Tanti agrigentini parteciperanno agli eventi del Risorgimento, nella speranza di un cambiamento. Questo, tuttavia, non ci sarà. Sono gli anni del brigantaggio, ma anche di un evento che porterà grande lustro al centro siciliano. In contrada Càvusu (forma dialettale del greco Kaos), il 28 giugno 1867 nasce Luigi Pirandello, futuro Premio Nobel per la Letteratura (nel 1934). Pian piano, nascono i primi partiti di massa. All’inizio del XX secolo, in tutta la provincia, si afferma il movimento popolare dei fasci siciliani, formato da zolfatari e contadini, il quale sarà represso dalle autorità nazionali. Incominciano le prime emigrazioni. Un graduale processo di modernizzazione si ha e, così, diminuisce in maniera sensibile l’analfabetismo, si costruiscono opere pubbliche, si rilanciano attività turistico-alberghiere e alcune zone urbane sono risanate. Con l’affermazione dei partiti di massa, cresce la partecipazione popolare alla vita politica locale. La prima Guerra Mondiale e il periodo che precede l’avvento del Fascismo fanno registrare battute d’arresto nello sviluppo economico e nella partecipazione alla vita politica. Nel 1927, Girgenti diventa Agrigento. Durante la seconda guerra mondiale, alcuni quartieri sono del tutto distrutti. Nel dopoguerra, la città rifiorisce grazie a progressi nei campi dell’edilizia, delle attività commerciali, del terziario e, in particolar modo, del turismo.

Agrigento-Casa natale di Pirandello
La casa natale di Luigi Pirandello.

Il comune di Agrigento. Territorio e clima

Il comune di Agrigento è capoluogo dell’omonimo libero consorzio comunale in Sicilia. Conta 58.956 abitanti, su una superficie di 245.32 km², per una densità demografica per km² di 240.3. Il cap è 92100, il prefisso telefonico 0922, il codice istat 084001 e quello catastale A089. È gemellata con Valenciennes, in Francia e Tampa, in Florida, Usa. Il santo patrono è San Gerlando e la festa patronale cade il 25 febbraio. Dal giugno del 2015, il sindaco è Calogero Firetto, dottore commercialista.

Confina con Aragona, Cattolica Eraclea, Joppolo Giancaxio, Raffadali e Sant’Angelo Muxaro, a nord; Montallegro, Porto Empedocle, Realmonte e Siculiana, a ovest; Favara, Naro e Palma di Montechiaro, a est. Agrigento sovrasta la Valle dei Templi. Il centro si sviluppa sulla cima del colle. Il comune è compreso tra la riserva della Montagnola, quella del Monte Cammarata, quella di Torre Salsa e quella del fiume Belice. La provincia comprende anche le rinomate isole Pelagie, ovvero Lampedusa, Linosa e Lampione. Il litorale si caratterizza per la presenza di dune costiere, molto alte e dalla sabbia finissima. La sismicità è classificata in bassa.

Il centro è 230 m sopra il livello del mare e l’altitudine massima è di 1580 m. In inverno, è contraddistinta da un freddo secco. Da febbraio in poi, fioriscono mandorli e ciliegi. Autunno e inverno sono le stagioni durante le quali si ha la maggior parte delle precipitazioni. La piovosità media annuale è di 453 mm. In estate, il caldo è torrido, ma ventilato. La temperatura media è di 16.9°, con minima 7.7, a gennaio e massima 28.2, ad agosto. Per essere sempre informati sulle condizioni del meteo, si può consultare il sito dell’aeronautica.

Come raggiungere Agrigento

Agrigento può essere raggiunta in tanti modi. Chi opta per l’aereo può atterrare a Catania, Comiso, Palermo o Trapani. L’aeroporto Fontanarossa di Catania dista 165 km, è servito da voli nazionali, internazionali, hub low cost e voli charter. Da qui, è possibile prendere pullman di SAIS Trasporti e immettersi sulla A19. Numero di telefono 0957239111.

L’aeroporto Pio La Torre di Comiso, vicino Ragusa si trova a 116 km di distanza. Voli nazionali ed internazionali. Da qui, si può imboccare la SS115 e usufruire dei servizi offerti dalla Società Autolinee Licata. Numero di telefono 0932961457.

Ancora, l’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo-Punta Raisi è distante 178 km, è servito da voli nazionali, internazionali e low cost. Da qui, si può raggiungere la stazione centrale del capoluogo di regione, con il trenino “Trinacria Express” e da lì dirigersi verso Agrigento, con diversi mezzi. Una volta atterrati, chi viaggia in macchina, deve percorrere la A29, in direzione Mazzara del Vallo mentre chi prende i bus, può approfittare dei servizi dei pullman Licata. Numero di telefono 0917020273.

Infine, l’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi si trova a 156 km di distanza; è servito da voli nazionali, europei, di linea e low cost. Da qui, si può imboccare la SS115 verso Agrigento (direzione est), prendere un pullman dell’azienda di trasporti Salvatore Lumia e, una volta arrivati a Trapani o Marsala, spostarsi con i treni di Ferrovie dello Stato. Numero di telefono 0923610111.

Diversi sono gli autobus che consentono di raggiungere Agrigento (stazionamento in Piazza Rosselli). Ci sono quelli della SAIS Trasporti, numero di telefono 091 7041211, call center 331 8313720 e numero verde 800 21 10 20. Quelli delle Autolinee Licata, utenza telefonica 0922 401360 e della ditta Salvatore Lumia, numero telefono 0922 20414. Ancora, si può approfittare dei servizi della compagnia F.lli Camilleri. Contattabile allo 0922 471886. Queste ultime tre sono impresee agrigentine. Infine, si può usufruire anche della flotta dell’azienda Cuffaro, numero di telefono 091 6161510. Diversi tra questi operano dagli aeroporti di cui sopra.

Le reti stradali grazie alle quali raggiungere Agrigento sono:

  • Autostrada A19 Palermo – Catania
  • Autostrada A29 Palermo-Mazzara del Vallo
  • Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula
  • Strada statale 121 Catanese
  • Strada statale 189 della Valle del Platani
  • Strada statale 640 strada degli Scrittori

Da Palermo percorrere la SS121 fino Borgo Manganaro e poi imboccare la SS189. Dalla A19 uscire a Caltanissetta e poi immettersi sulla SS640. Chi arriva dalla costa est (Ragusa e Siracusa) e ovest (Trapani) deve viaggiare sulla SS115. Questa è da prendere anche se si sta guidando sulla A29, direzione Mazzara del Vallo, dopo essere usciti a Castelvetrano.

Esistono collegamenti marittimi da e per Agrigento. Da Porto Empedocle è possibile imbarcarsi per le isole Pelagie. Infatti, ci sono traghetti e aliscafi che servono la tratta. Le imbarcazioni sono più frequenti in estate. Tra le compagnie di navigazione ricordiamo SIREMAR (numero telefono 0090 5737) e Ustica Lines (0565 912191). A San Leone c’è un porticciolo turistico, anche peschereccio.

Ad Agrigento, sono 2 le stazioni ferroviarie principali. La stazione di Agrigento Centrale è in centro, in Piazza Marconi, 1, mentre quella di Agrigento Bassa è in via P. S. Mattarella (meno di un chilometro dal centro). Entrambe sono gestite dalla Rete Ferroviaria Italiana (numeri utili 89 20 21 e 06 3000) e arrivano a Palermo e Catania. Nei giorni festivi è possibile usufruire di un collegamento tra Agrigento Bassa, Palermo e Porto Empedocle, con fermata alla stazione Tempio di Vulcano vicino la Valle dei Tempi (Ferrovie Kaos, utenze telefoniche 329 9570774 e 380 7985180).

Luoghi di interesse

Agrigento è un vero e proprio museo a cielo aperto. I turisti che la visitano ogni anno possono scegliere tra una vastissima gamma di siti di interesse culturale, al di là della Valle dei Templi. Infatti, ogni centimetro della città, dal centro storico alla periferia, presenta un monumento, un edificio o altro ancora da poter ammirare.

Tra i siti di interesse religioso ricordiamo:

  • Cattedrale di San Gerlando: il Duomo è in cima alla collina di Agrigento. Costruito dal vescovo di Girgenti, Gerlando di Besançon, cugino del conte Ruggero il Normanno, nel 1094. All’inizio, consacrato alla Madonna Assunta, fu dedicato all’attuale Patrono nel 1305. Nel corso dei secoli la cattedrale ha subito diversi danni (ad esempio, nel 1693 per via di un terremoto e nel 1745, a causa di una frana). Data la sua storia, l’edificio presenta diversi stili, da quello normanno a quello barocco, passando per il gotico e il rinascimentale. Ha una struttura imponente caratterizza dalla grande torre campanaria, edificata accanto alla facciata della chiesa nel 1470. La scalinata è a 5 rampe di gradini e la facciata è in conci di tufo, contraddistinta da 2 portali laterali. È sormontata da frontone. L’interno è a croce latina, con 3 navate di archi a tutto sesto. In fondo alla navata centrale, si trova l’abside. Nella navata di destra c’è la cappella dedicata a San Gerlando, con reliquario in argento. Nella cattedrale è presente, anche, il corpo imbalsamato di San Felice Martire (anche se, in base ad una diffusa tradizione, c’è chi ipotizza si tratti di quello di Brandimarte, paladino al servizio di Carlo Magno) e “La Madonna col bambino”, attribuita a Guido Reni.
  • Chiesa di San Lorenzo: o Chiesa del Purgatorio, si trova nell’omonima piazza, lungo la via Atenea. In stile barocco, edificata nella seconda metà del XVIII secolo. Esterno con doppia scalinata e alta facciata a due ordini e, in cima, un timpano. L’interno prevede un’unica navata e quattro cappelle laterali in cui si trovano la Deposizione e il Crocifisso del Seicento, mentre la tela dell’abside rappresenta San Lorenzo. Da segnalare la Cappella del Crocifisso, rivestita d’oro zecchino, opera dello scultore Pietro Carletto. L’edificio non è più adibito al culto, ma ospita conferenze, mostre, incontri ed eventi culturali.
  • Santuario di San Calogero: costruito tra il XIII e il XIV secolo, durante il dominio dei Chiaramonte. Di piccole dimensioni, sorge fuori le mura dell’antica città medievale, in una zona dove, in quel periodo, era presente un grande fossato, detto “la Nave”, poi colmato nel XIX secolo. A tre navate, in stile barocco. Sul prospetto è presente la statua del santo, in una nicchia.
  • Chiesa del Monastero di Santo Spirito: risale all’XI secolo ed è a unica navata, in stile barocco. Invece, la facciata è gotica ed è sormontata da un rosone. Ospita le sezioni dei Musei Civici.
  • Chiesa di Santa Maria dei Greci: questa Basilica sorge sulle fondazioni del tempio dorico di Atena Lindia e Zeus Atabirios. Realizzata nel corso del XII secolo, ha un prospetto arabo-normanno, che si raggiunge dopo aver attraversato un cortile con portone barocco. Presenta 3 navate. All’inizio era destinata al culto greco-ortodosso.
  • Santuario dell’Addolorata: o Maria Santissima dei 7 dolori, sede dell’omonima confraternita. Risalente al XVII secolo, è un complesso barocco con pianta rettangolare e navata unica. Posizionata a picco su una roccia calcarea, in cui è in parte scavato l’abside.
  • Basilica dell’Immacolata Concezione: anche Chiesa di San Francesco d’Assisi. Fondata dai Francescani, nel XIII secolo, per volontà della famiglia Chiaramonte. La struttura comprende anche un convento. Il portale è contraddistinto da 2 bifore, che mischiano elementi gotici e chiaramontani. Pianta rettangolare a navata unica, senza transetto e con 7 altari laterali. In conci di tufo, con volta a botte. Ha una cappella ad archi ogivali. Assume l’attuale denominazione per volere di Papa Pio XII.
  • Chiesa di San Francesco di Paola: costruita verso la fine del Seicento con annesso convento, dai Frati Minimi, un ordine mendicante istituito da Francesco di Paola nel 1435. In stile tardo barocco, a navata unica con abside nell’area ovest e 2 archi trionfali, che separano la zona presbitero-absidale da quella liturgica. Ingresso con cantoria sorretta da due colonne. Facciata in calcarenite arenaria.
  • Convento dei Padri Agostiniani: vicino alla chiesa di San Sebastiano, edificato intorno al 1550. In seguito alla “Bolla Instaurandae” di Papa Innocenzo X del 1644, che decretava la soppressione dei conventi con pochi frati e scarsi mezzi di sostentamento, nel 1776 fu chiuso e, nel XX secolo, trasformato in Museo Civico. Da anni in disuso, le opera che ospitava sono state distribuite tra il Monastero di Santo Spirito e il Collegio dei Filippini.
  • Chiesa e Convento di San Nicola: edificata nel XII secolo e restaurata nel 1430. Lo stile è gotico. Ha una facciata a sesto acuto, posta tra due colonne. A navata unica con volta ad ogiva; all’interno, sul lato destro, ci sono 4 cappelle. Custodisce il sarcofago di “Ippolito e Freda“, tomba in marmo bianco del III secolo d. C., ispirata al mito greco e il crocifisso ligneo, detto “Signore della Nave“, la cui celebrazione cade il 1° settembre. Gli ambienti del convento ospitano il Museo Archeologico Regionale.
  • Chiesa di San Biagio: fondata sui resti di un tempio dorico del V secolo a. C., di Demetra. È probabile che l’edificio risalga al XII secolo. Pianta absidata con facciata ad arco acuto. Tra il XV e XVI secolo ristrutturata, con la realizzazione di 2 archi a tutto sesto e il rialzamento del transetto.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli: sorta tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo, in calcarenite arenaria, ha pianta rettangolare e, all’interno, presenta 2 cappelle per lato con archi a tutto sesto. Ad unica navata, nella parte occidentale termina con l’abside, al centro del quale si apre una nicchia, con la statua della Madonna con Bambino e San Francesco.
  • Chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori: edificata per volontà dei padri Redentoristi, fu terminata nel 1855. È il primo edificio di culto al mondo dedicato al santo. Interno a navata unica. Sorge nei pressi del palazzo della Biblioteca Lucchesiana, di cui i padri erano custodi. Il complesso prevede anche un convento.
  • Chiesa dell’Itria: in origine conosciuta come “Madonna Odigitria”. Stile barocco, a navata unica. Vi si celebrava il rito greco-albanese. Prospetto e portale in stile manieristico. Fu edificata alla fine del XVI secolo. Nel 1761, è ceduta ai Padri Redentoristi che la abbandonarono dopo la costruzione della chiesa di Sant’Alfonso. Oggi è in disuso.
  • Chiesa di San Giuseppe: santuario che ospita la Confraternita omonima. Consacrata nel XVII secolo, ha facciata simmetrica con campanili laterali gemelli. Si accede attraverso un portale con imponente architrave, con timpano ad arco spezzato. Impianto a navata unica, con cantorie barocche. Caratterizzata da lesene con capitelli corinzi.
  • Chiesa di San Pietro: chiesa settecentesca di stile neoclassico. Sorge sull’omonima piazza, dove si trova anche la casa natale di Pirandello. Facciata con maestoso portale e quattro colonne, con capitelli di stile dorico e con frontone spezzato e aperto. Al di sopra, ampia finta finestra rettangolare con frontone chiuso. Struttura ad unica navata e volta a botte.
  • Chiesa di Santa Lucia: o della “Beata Maria Vergine Assunta“. L’impianto originario è della fine del XVII secolo; si trova vicino piazza Ravanusella. La chiesa è ad unica navata, che culmina nell’abside e ha un ingresso monumentale, segnato da colonne con capitelli corinzei. Stile barocco.
  • Chiesa di San Giovanni dei Teutonici: edificio di culto annesso all’Ospedale istituito dai Cavalieri Teutonici nel 1235. Ha avuto diversi nomi, tra i quali Santa Maria Maddalena, per volontà di Giovanni Chiaramonte. Presentava uno stile con influenze gotiche e arabe.
  • Collegio dei Padri Filippini: realizzato nel 1703 a sinistra della chiesa di San Giuseppe. Notevole l’atrio con pozzo centrale dall’armatura in ferro e l’edificio a tre piani adiacente alla chiesa. Dal 1656 alla fine del XIX secolo, la chiesa di San Giuseppe è sotto la tutela della Congregazione dei Padri Filippini. Piano terra dell’edificio ricavato durante la seconda metà dell’Ottocento, con l’abbassamento dell’ingresso monumentale centrale. Con la rifondazione, furono portate alla luce cisterne di probabile origine araba.
  • Chiesa di Santa Rosalia: la sua costruzione è legata alla diffusione dell’epidemia di peste, nel 1624-25. Così come gli abitanti dell’isola, quelli della città si rivolsero alla Beata per avere salva la vita. Debellata la minaccia, fu realizzato l’edificio che, perciò, risale al XVII secolo. Esterno in pietra di tufo arenario, decorato con capitelli, interno barocco. L’attuale “conformazione” è conseguenza dei lavori di riparazione del 1951.
  • Chiesa di San Domenico: compresa nel complesso domenicano, in piazza Pirandello.Vi si trasferirono i monaci nel 1642. Facciata su due ordini. È anche concattedrale quando è chiuso il Duomo. Interno a navata unica, con otto cappelle, quattro per lato. Custodisce la pala d’altare “Crocifissione con Santi Ausiliatori”, attribuita a Pompeo Buttafuoco e un reliquiario del XVIII secolo.
  • Chiesa di San Giorgio Degli Oblati: di epoca normanna, portale ad arco ogivale in stile chiaramontano. Ad unica navata, con nicchia absidale rettangolare.
  • Chiesa di Santa Maria del Soccorso: o Badiola (anche Chiesa di San Michele). Risale al XIV secolo. A navata unica, prospetto in stile rinascimentale e portale con timpano triangolare spezzato, che ospita la statua della Madonna del Soccorso.
  • Convento di San Vito: anche ex carcere. Del 1432, costruito dal senato cittadino per volontà del Beato Matteo Cimarra. Dal 1863 fino al 1996, è stato una prigione.
  • MUDIA: acronimo di MUseo DIocesano di Agrigento. Il polo è un “museo diffuso“, con diverse sedi. Ha una storia che affonda le sue radici indietro nel tempo. La sua collezione riguarda un vasto patrimonio artistico, che va dal XII al XIX secolo. Il primo nucleo museale sorge nello stesso Duomo. A partire dal 1877, per volere del vescovo Domenico Turano, gli ambienti della navata nord sono trasformati in museo. La seconda fase della storia di questa struttura comincia nel 1956, quando, grazie all’architetto Franco Minissi, è realizzato un nuovo polo, posto tra la cattedrale e il seminario arcivescovile. Palazzo su due piani con attico, è inaugurato nel 1964, ma ha vita breve e chiude, in seguito alla frana del 1966. Nel 2009 si pensa ad un ritorno alle origini, con la scelta ancora della cattedrale, ma a causa dei continui pericoli legati al rischio idrogeologico, dal 2014 si opta per il palazzo arcivescovile. Le altre sedi sono nei comuni di Aragona e di Sambuca di Sicilia mentre il “percorso” cittadino ingloba la Chiesa di Santa Maria dei Greci e quella di San Lorenzo, oltre ai già citati palazzo arcivescovile e Duomo.
Agrigento-Cattedrale di San Gerlando.
Cattedrale di San Gerlando.

Tra le attrazioni di natura civile segnaliamo:

  • Porta Di Ponte: risale all’IX secolo. Chiamata in tal modo perché munita di ponte levatoio, oggi è Porta Atenea. In passato, corredata da un arco gotico con lo stemma di Federico III d’Aragona, re di Sicilia dal 1296 al 1302. Distrutta nel 1868, fu ricostruita senza l’arco, in stile neoclassico da Raffaello Politi. Costituiva l’ingresso della via Atenea, principale arteria della città medioevale di Girgenti.
  • Porta Panitteri: del XV secolo, distrutta durante i lavori per la realizzazione della Stazione Centrale del 1930. Caratterizzata da un arco in stile gotico, al suo fianco sorge un’edicola votiva della Madonna del Lume. Si trova in Via Empedocle.
  • Porta dei Saccajoli: del XIV secolo, dalla fine del XVI ospita un’edicola dedicata alla Madonna di Porto Salvo. 100 anni più tardi, lì, sorge una chiesa in onore di tale Madonna e, dopo, di Santa Lucia. Abbattuta nel 1945.
  • Porta di Mare: costruita nel XV secolo. Oggi è interrata, ma ancora visibile.
  • Museo Archeologico Regionale: intitolato all’archeologo “Pietro Griffo“, è opera di Franco Minissi e risale agli anni ’60 del XX secolo. Unisce stabili antichi (come il Convento di San Nicola) con altri moderni. Espone 5688 reperti, ordinati secondo un percorso che racconta la storia della città dalla preistoria all’età greco-romana. Nelle sale dalla I alla XI sono conservate le testimonianze che riguardano Akragas e Agrigentum, in quelle dalla XII alla XVII i ritrovamenti che arrivano da Agrigento, Caltanissetta ed Enna.
  • Palazzo della Provincia e Prefettura: del 1858, si trova in piazza Vittorio Emanuele. A pianta quadrangolare, composto da 5 piani, che affacciano sul loggiato interno, il quale ha 3 colonne per lato. È tra i primi edifici del comune siciliano ad esser stato costruito fuori dalla cinta muraria.
  • Palazzo delle Poste: anche questo in piazza Vittorio Emanuele, realizzato tra il 1932 e il 1935. Opera dell’architetto Angiolo Mazzoni, ha forma circolare. Il colonnato è decorato con mosaici relativi alla Prima Guerra Mondiale.
  • Stazione Centrale: si tratta del principale snodo ferroviario della città. Attiva dal 1933, in precedenza la stazione del centro era quella che oggi ha il nome di Agrigento Bassa. Strutturata su diversi livelli, è in stile neoclassico, tipico del periodo fascista.
  • Palazzo Marchese Borsellino: all’inizio di via Atenea. Residenza nobiliare del 1700, ha 3 piani. Ingresso monumentale con stemma della famiglia e balconi con mensole ad arco.
  • Palazzo Carbonaro: in via Atenea, del XVIII secolo. Prospetto con portale in stile neoclassico e due colonne che reggono architrave in stile dorico. Impreziosito da balconi adornati da timpani.
  • Palazzo Noto-Biondi: lungo via Atenea, risale al Settecento. Già Palazzo Sala, è a 3 piani e ha un portale a tutto sesto.
  • Musei Civici: si trovano presso la chiesa monastero di Santo Spirito. Esposizione della Sezione Etno-Antropologica e della Collezione Sinatra. Il polo ospita la collezione di Arte Contadina “Antonino de Gubernatis” relativa ad attrezzi di lavoro, suppellettili, macchine per preparare burro, gelato, pasta, per tostare il caffè e altri oggetti.
  • Palazzo Costa: sorto verso la fine del Seicento. Perfetto esempio di barocco, ha un imponente facciata e, anche questo edificio, si contraddistingue per i balconi con mensole figurative.
  • Palazzo Bentivegna: nell’omonima strada, edificato nel XVIII secolo, come sede di un’istituzione religiosa. Dagli inizi del XIX secolo, proprietà della famiglia Bentivegna. Il prospetto ha un’edicola votiva.
  • Palazzo Caruso: del XIX secolo, dimora dell’intellettuale Giuseppe Picone. Presenta decorazioni e ornamenti dal tema floreale.
  • Casa Granet: del XIX secolo, ha due ingressi laterali. Al secondo piano, portico di 8 colonne in stile neoclassico.
  • Monumento a Don Bosco: in piazza Plebis Rea. Gruppo bronzeo, che vede Don Bosco circondato da alunni, di cui è protettore.
  • Palazzo Contarini: del 1700, in stile barocco. Notevoli le mensole a sostegno dei balconi.
  • Palazzo della Camera di Commercio: denominato pure Palazzo dell’Orologio, in precedenza sede del Comune. Facciata neogotica del 1855, opera dell’architetto Salvatore Gravanti di Sciacca. Nell’anno 1867 fu acquistato dalla Camera di Commercio di Girgenti per 100mila lire. Dell’edificio comunale rimangono due sale con lo stemma dei Telamoni e affreschi ottocenteschi e sulla facciata laterale una preziosa lapide del 1745. Al secondo piano sono visibili 5 rosoni. Presenta lo stemma della città, con i 3 giganti che sorreggono il castello turrito. Contraddistinto da numerosi fregi ed ornamenti, le decorazioni sono in pietra di Comiso.
  • Palazzo dei Giganti: del 1627, sorto come residenza della famiglia Tomasi dei Principi di Lampedusa e duchi di Palma. Nel 1645 vi è nata la beata Isabella Tomasi, figlia del Duca Santo Carlo Tomasi fondatore della città di Palma di Montechiaro, nel 1637. Convento dei domenicani, dal 1867 sede del comune. Il prospetto è su due ordini e ha un portale a tutto sesto in metallo. Al suo interno si trova il Teatro Pirandello.
  • Busto di Pirandello: si può ammirare nell’omonima piazza. È in bronzo, opera dello scultore Tumminello, in precedenza si trovava a Villa del Sole.
  • Palazzo Pujades: in via Orfane, costruito intorno al 1492, per volontà del nobile Matteo Pujades. Ha un portale ad arco ribassato e 2 finestre bifore in stile gotico.
  • Palazzo De Marinis: in via Barone, del 1487. Portone ad arco a sesto acuto. Il portale maggiore è identico a quello del Palazzo Abatellis di Palermo. Opera dell’architetto Matteo Carnilivari per il barone Gaspare De Marinis.
  • Palazzo Filippazzo: eretto nel XV secolo, si contraddistingue per le finestre bifore in gotico fiorito. Una di esse ha un notevole traforo ornametale.
  • Villa Giambertoni: Costruita per volontà del barone Ignazio Genuardi. In seguito, acquistata all’asta dal marchese Giambertoni. È in stile liberty.
  • Palazzo Del Carretto: o “Lo Vetere“. Di proprietà della famiglia Del Carretto, conti di Racalmuto, fu poi acquistato dalla famiglia Lo Vetere. In via Duomo. Della seconda metà del XVII secolo, stile barocco. Portale ad arco a tutto sesto e molti elementi decorativi.
  • Circolo Empedocleo: sorto nel 1835, progetto dell’artista Raffaele Politi. In stile neoclassico, la facciata ha 9 semicolonne doriche, con timpano e fregio che raffigurano il filosofo agrigentino.
  • Palazzo Lazzarinidel Campo: in via San Girolamo, risale agli inizi del XIX secolo. Si distingue per il grande portone e balconi e finestre rifinite con molta cura.
  • Palazzo Rotolo-Genuardi: edificio settecentesco in via Neve, con portale ad arco policentrico. Scala monumentale con colonne in tufo dipinte a finto marmo. La denominazione sottolinea il passaggio di proprietà dalla famiglia Rotolo a quella Genuardi. Oggi i proprietari sono gli Xerri.
  • Villa Catalisano: lungo via Francesco Crispi. In stile liberty. Progetto di Ernesto Basile, ha ospitato Pirandello.
  • Casa Museo Luigi Pirandello: la struttura ospita una collezione di fotografie, locandine degli spettacoli teatrali, onorificenze, prime edizioni dei libri con dediche autografe, quadri e recensioni dell’autore agrigentino. Dalla casa si possono raggiungere i resti del pino pluricentenario alle cui radici si trova la lapide in pietra che conserva le ceneri dello scrittore, secondo le sue ultime volontà. Costituisce un unico complesso museale e culturale con la Biblioteca Museo Luigi Pirandello. Fuori la casa è visibile il mezzo busto dedicato al drammaturgo e alcune lapidi commemorative.
  • Castello di Agrigento: il “castrum Agrigenti” è tra le più importanti testimonianze di epoca medievale della città. Situato in prossimità della “collina di Girgenti”, risale all’XI secolo. Testimonianze scritte avvalorano la tesi che sia stato re Ruggero ad ordinarne la costruzione. Era una base per la conquista della zona e, anche, un riparo. Sembrerebbe fosse circondato da una cinta muraria fornita di torri. Oggi è di proprietà pubblica.
  • Giardini Kolymbethra: sito archeologico nella Valle dei Templi, tra il tempio di Castore e Polluce e quello di Efesto. In concessione al Fondo Ambientale Italiano dal 1999, per 25 anni. Kolymbethra è un sostantivo di origine greca che indica un particolare tipo di piscina, usata per i giochi d’acqua. Le prime testimonianze relative a questa struttura ci sono fornite da Diodoro Siculo, il che ci permette di datarla al V secolo a. C. L’area si estende per circa 5 ettari ed è delimitata da pareti di tufo. Presenta una grande varietà agraria tipica del luogo. La zona è divisibile tra agrumeto, macchia mediterranea, mandorleto-uliveto, vegetazione ripariale e vegetazione rupestre.
  • Scala dei Turchi: parete rocciosa a picco sul mare, a Realmonte, nella provincia agrigentina. Questa scogliera colpisce per il colore bianco e la particolare conformazione. È in marna, una roccia sedimentaria, argillosa e calcarea. Il nome è dovuto al fatto che, in passato, i pirati saraceni si rifuggiavano qui.
  • Biblioteca Museo Luigi Pirandello: centro che conserva documenti autografi tra i quali cimeli personali, copioni teatrali, giornali storici, lettere e manoscritti del Premio Nobel agrigentino.
  • Teatro Luigi Pirandello: teatro comunale. Ingresso tramite il chiostro del Palazzo dei Giganti. In precedenza dedicato alla regina Margherita, costruito nel 1870 e inaugurato nel 1881. In occasione del X anniversario della morte di Pirandello, assunse il suo nome. Tra le decorazioni più significative da ricordare il sipario, rappresentante l’atleta akragantino Esseneto che ritorna vincitore da Elea, opera del pittore messinese Luigi Queriau. Andato perduta o distrutto nel lungo periodo di chiusura, nel 2007 è stato sostituita da uno simile, dono del produttore del posto Francesco Bellomo. Progetto dell’agrigentino Dionisio Sciascia con il contributo dell’architetto Giambattista Basile. Nel foyer del teatro, presenti il busto di Zeus, quello di Luigi Pirandello e numerose targhe.
  • Villa Cavetta: in via Giovanni XXIII, dimora neoclassica che risale alla prima metà del XIX secolo. Edificata per volere di Gaetano Carrano, sindaco della città. Facciata principale con 2 colonne non scanalate con capitelli ionici, che mantengono un frontone triangolare. All’interno, si possono ancora ammirare tracce di pavimentazione maiolicata di scuola napoletana.
  • Antiquarium paleocristiano Casa Pace: edificio rurale su 2 piani con 3 sale nella Valle dei Templi. Testimonianza della presenza cristiana nellla zona fin dall’alto Medioevo. La prima sala riguarda gli edifici di culto mentre la seconda si concentra sulla diocesi di Agrigento. Infine, la terza è relativa alla necropoli e agli ipogei.
  • Riserve naturale orientata Torre Salsa: area naturale protetta, affidata al WWF Italia. Estesa per 761.62 km² nel comune di Siculiana, in provincia di Agrigento, ha un litorale di 6 km. Caratterizzata da evaporiti, delle rocce sedimentarie gessose solfifere; è uno dei pochi esempi di ambiente dunale siciliano.
  • Villa Aurea: sede dell’antiquarium documentario. Abitazione di Sir Alexander Hardcastle, nobiluomo e capitano inglese, impegnato in attività di mecenatismo a favore della Valle. Il militare la acquistò alla fine del XIX secolo e la chiamò così per la vicinanza con l’omonima porta delle mura antiche. Il giardino presenta specie della macchia mediterranea, esotiche ed esemplari rari. Qui sono visibili Ipogei.
  • Casa Barbadoro: complesso rurale che ospita l’antiquarium iconografico. Disegni ed incisioni della Valle dei Templi. 2 sale, in via Sacra.
  • Statua di Empedocle: si trova in piazza Vadalà, tra la Biblioteca Comunale (ex Archivio Notarile) e la Caserma dei Carabinieri. Il monumento raffigura il filosofo e gli elementi associati alla sua persona. In bronzo, poggia su un basamento di marmo su cui è incisa la frase:

Erano sempre e sempre saranno nel tempo infinito”.
Agrigento-Scala dei Turchi.
Scala dei Turchi.

Valle dei Templi

Il Parco archeologico della Valle dei Templi è tra i poli culturali più famosi al mondo e una delle primissime cose che viene in mente quando si pensa ad Agrigento. La bellezza del posto è dovuta all’incredibile stato di conservazione dei templi, che risalgono al periodo ellenico. L’area del parco corrisponde al nucleo di Akragas. Dal 1997, è parte della lista dei beni patrimonio dell’Unesco.

La valle si estende per 1300 ettari, il che la rende il sito archeologico più grande al mondo. Al suo interno:

  • Tempio di Hera Lacinia: conosciuto pure come Tempio di Giunone. Del V secolo a. C. Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento.
  • Tempio della Concordia: anche questo edificio risale al V secolo a. C. Tra i meglio conservati perché, dal VI secolo d. C., fu trasformato in una chiesa. Il nome deriva da un’iscrizione latina trovata nelle vicinanze.
  • Necropoli paleocristiana: databili tra il III e il IV secolo d. C. Sono contenute tra il Tempio di Era e quello di Eracle. Presenta una zona “sub divo“, cioè a cielo aperto, con 130 tombe scavate nella roccia che si estendono intorno al Tempio della Concordia, fino alla Grotta Fragapane. Questro antro è una delle più grandi catacombe del posto, formata da ambulacri (corridoi) e piccole camere sepolcrali (cubicoli) e altre più grandi. Ulteriori piccoli ambienti sepolcrali sono ad est, sulla via dei Sepolcri.
  • Necropoli Giambertoni: all’uscita della Grotta Fragapane, girare a sinistra. Di epoca romana, tra il II secolo a. C. e il III d. C. Presenta tombe a cassa di pietra calcarea. Vicino sorge la Casa Barbadoro.
  • Tempio di Asclepio: dedicato al dio greco della Medicina, santuario extraurbano, 900 mt a sud dalla città. Luogo di pellegrinaggio dei malati, sin dal VI secolo a. C., probabile sia sorto su un precedente edificio dedicato ad “Apollo medico”. Di ordine dorico.
  • Tempio di Eracle: la struttura più antica del Parco, possibile esistesse già nel VI secolo a. C. Cicerone lo cita nella VI Verrina. Ordine dorico, con basamento a 3 gradini. 6 colonne sui lati brevi e 15 su quelli lunghi. Oggi, sul lato sud, si possono ammirare 8 colonne restaurate grazie al Capitano Hardcastle.
  • Tomba di Terone: di epoca tardo ellenistica, è un complesso funerario a forma di torre. A poca distanza dal tempio di Eracle. La denominazione è frutto di voci diffuse dai viaggiatori del “Grand Tour”. Perciò, non ha nulla a che vedere con il tiranno che governò la città, ma, in realtà, è un mausoleo del II, III secolo d. C., innalzato per ricordare i legionari caduti durante l’assedio di Agrigento della Prima Guerra Punica.
  • Porte: Akragas possedeva una cinta muraria di 12 km. Le Porte I e II erano ad est; le Porte III, IV, V a sud, la Porta VI ad ovest, le Porte VII e VIII a nord-ovest. Probabile che Porta V fosse uno degli accessi principali alla città. Difesa da un torrione e due torri più piccole, era collegata alla Kolymbethra da un ipogeo. Conduceva al santuario delle divinità ctonie.
  • Tempio di Efesto: all’estremità occidentale, vicino la porta V, lo si raggiunge dopo aver attraversato i giardini Kolymbethra. Di stile dorico, sorto intorno al 430 a. C. Tempio periptero di 6×13 colonne, posto su una piattaforma di 4 gradini (crepidoma). È di notevoli dimensioni, 43 mt per circa 21. Nome dovuto all’interpretazione di un brano dello scrittore latino Solino.
  • Tempio di Atena: edificio dorico, di cui racconta anche Polibio. Sui suoi resti è sorta la Chiesa di Santa Maria dei Greci. Si trova fuori dalla Valle, a Girgenti. Della prima metà del V secolo. Visibile parte del colonnato meridionale, dell’area nord e del basamento a gradini.
  • Ginnasio: complesso per le attività sportive della città di epoca romana. Di età augustea, rimangono parte di un portico, un’esedra ed un altare, i resti di una vasca e 2 fila di sedili.
  • Teatro: ritrovato nel giugno 2016, a sud del quartiere ellenistico-romano. Simile ai teatri di Solunto e Segesta. Nella parte settentrionale ed occidentale poggiava su sostruzioni (elementi architettonici che servono a sostenere una struttura), mentre in quella orientale era scavato nella roccia. In base a quanto ci dice lo storico Tommaso Fazello, già nel 1558 era stato depredato di gran parte dei suoi elementi.
  • Ekklesiasterion e oratorio di Falaride: sul versante meridionale di Poggio San Nicola, nei pressi della chiesa omonima e del monastero, sedi del Museo Archeologico Regionale. Costruito tra il IV e il III secolo a. C., era il luogo dove si svolgevano le assemble pubbliche. Doveva essere di forma circolare; oggi rimane una parte della cavea a forma di semicerchio e 19 file concentriche di gradini. Su questo sito, nel I secolo a. C., fu eretto l’oratorio di Falaride, così denominato a partire dal 1700 in poi. In realtà, era un tempio con cella e atrio di ingresso, caratterizzato da 4 colonne di ordine ionico.
  • Bouleterion: fine IV, inizio III secolo a. C. A nord del poggio San Nicola, era il posto dove si riuniva il consiglio dei rappresentanti del popolo. Struttura rettangolare preceduta da colonne che conteneva una cavea semicircolare, rivolta ad est. Gradinata di 6 fila di sedute. Nel III secolo d. C., diventa un “Odeon“, edificio per manifestazioni musicali e gare di poesia.
  • Tempio di Demetra: circa 470 a. C. Sulle pendici orientali della Rupe Atenea. I suoi resti fanno parte della Chiesa di San Biagio. La struttura era priva di colonnato e prevedeva una cella con pronao a 2 colonne. Si conservano basamento, mura esterne e quelle interne, che separavano cella e pronao.
  • Tempio di Iside: innalzato nel II secolo d. C. e, quindi, di età romana. Situato in contrada San Nicola, è l’unico esempio di edificio iseo (cioè dedicato alla divinità egizia) in Sicilia.
  • Quartiere ellenistico-romano: 27 abitazioni per 3 isolati. Area di 10.000 in cui sorgevano, anche, magazzini e botteghe. Risale al II-I secolo a. C. Le “domus” si sviluppavano intorno ad un cortile ad atrio o peristilio.
  • Santuario ellenistico-romano: zona settentrionale di San Nicola. Tempio circondato da un piazzale porticato, costruito in due fasi. Durante la seconda metà del II secolo a. C., edificio senza colonne con atrio di ingresso e cella. Poi, prima metà I secolo d. C., unico ambiente con aggiunta di una tribuna con 2 rampe di scale laterali.
  • Museo Archeologico Regionale: polo dedicato alla memoria di Pietro Griffo. Per maggiori informazioni, leggere la voce di cui sopra.
  • Giardino Kolymbethra: sito archeologico di rilevanza naturalistica e paesaggistica. Ulteriori informazioni, nella voce di cui sopra.
  • Santuario Divinità Ctonie: parte centrale di diverse aree sacre, che si trovano ai lati di Porta V, risalenti al VI secolo a. C. A Nord, tempio a 3 ambienti; nella zona mediana, piccolo tempio accessibile ad est e tempio a 3 ambienti, con ingresso direzione Nord; a ovest 2 templi con atrio di ingresso, cella e una stanza. Tra questi due, sorgono un altare circolare ed uno quadrato.
  • Tempio di Castore e Polluce: a sud della zona ai lati di Porta V. Struttura della seconda metà del V secolo a. C., con 6 colonne sui lati brevi e 13 su quelli lunghi. Suddiviso in atrio, cella e vano posteriore. Denominazione frutto di un passo di Pindaro.
Fonte Canale Youtube Museo Italia.

Feste ed eventi

La festa patronale di Agrigento si tiene il 25 febbraio, data della morte di San Gerlando. In questa occasione, l’urna con le reliquie del Santo è portata in processione. Il Patrono è omaggiato con una celebrazione anche il 16 giugno. Tra i festeggiamenti di natura religiosa ricordiamo pure quelli in onore di San Giuseppe, il 19 marzo e quelli estivi per San Calogero, che cominciano la prima domenica del mese di luglio e, di norma, durano 8 giorni. Si concludono con la tradizionale portata a spalla della statua del Beato.

Durante i riti che commemorano San Calogero, si svolge la Sagra del Grano mentre cade nel corso di quelli per San Gerlando la “Notte Medievale“, rievocazione storica che prevede un corteo di figuranti in abiti d’epoca che si snoda per le vie della città.

Agrigento-San Calogero.
Festa di San Calogero. Un devoto bacia la statua del Santo.

Festa del Mandorlo in fiore

Questa festa si ripete ogni anno, all’inizio del mese di marzo e dura all’incirca una settimana. Il tema è l’arrivo della primavera, indicato dalla fioritura dei mandorli. La nascita dell’albero di mandorlo è legato al mito di Acamante e Fillide. Il primo era un eroe greco che partì alla volta di Troia mentre la moglie e principessa rimase ad attenderlo a casa. Trascorsi i 10 anni del conflitto, non vedendo tornare l’amato, la donna si lasciò morire per il dolore. Impietosita, la dea Atena trasformò Fillide in un albero di mandorlo. Tuttavia, Acamante non era morto e, una volta giunto in patria e scoperto quanto accaduto, si recò dove sorgeva l’albero e lo abbracciò. Proprio in quel momento, i fiori della pianta iniziarono a germogliare.

Avviene nella suggestiva cornice offerta dalla Valle dei Templi e vede gruppi folkloristici di ogni parte del mondo partecipare a diverse manifestazioni. Infatti, dal 1954, ospita il Festival Internazionale del Folklore per promuovere i valori della pace e della fratellanza. Sempre a tal proposito, in anni recenti, “fa da sfondo” anche al Festival Internazionale dei Bambini del Mondo. L’inizio è dato dall’accensione del Tripode dell’amicizia davanti al Tempio della Concordia. La chiusura è segnata dalla sfilata dei gruppi folkloristici e dei carretti siciliani. Inoltre, sono previste tutta una serie di cerimonie collaterali e l’assegnazione del “Tempio d’Oro”, premio per i gruppi che si sono distinti nel canto, nel ballo e per il costume indossato. Nasce a Naro, nel 1934, per volontà del conte Alfonso Gaetani, così da “pubblicizzare” i prodotti tipici siciliani e, 3 anni dopo, “si sposta” ad Agrigento. Non a caso, durante i festeggiamenti, è possibile assaggiare tutta una serie di pietanze a base di mandorle, dai dolci alle ricette salate. Quest’anno si svolgerà la 75sima edizione. Leggi le ultime novità sulla Festa nei nostri approfondimenti, qui e qui.

Agrigento-Festa Mandorlo in Fiore.
Folkore internazionale alla Festa del Mandorlo in fiore.

Pernottamento e ristorazione

Chi intende visitare Agrigento può contare su una varietà di struttute ricettive di assoluto pregio. Tra queste segnaliamo:

  • Hotel Villa Atena: a 500 mt dal Tempio della Concordia, in una villa settecentesca. 5 stelle, parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; piscina; spa e centro benesse; animali ammessi; ristorante e bar; telefono 0922 596288.
  • Hotel Exclusive: di fronte la stazione ferroviara Agrigento Centrale. 4 stelle, parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; navetta aeroportuale; terrazza e bar; telefono 0922 629516.
  • Hotel del Viale: 20 camere climatizzate: 3 stelle, parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; navetta aeroportuale; ristorante e bar; telefono 0922 20063.

Nel caso preferiste i Bed&Breakfast, suggeriamo:

  • Le terrazze di Pirandello: parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; navetta aeroportuale; terrazza; cucina in comune; servizio noleggio auto e bici; colazione a buffet, all’inglese e all’irlandese.
  • Gocce di Girgenti: parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; servizio noleggio bici; colazione a buffet, continentale e all’americana.
  • Locazione turistica Domus Re: parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; spa e centro benessere; animali ammessi; ristorante e bar; noleggio auto e bici; colazione a buffet, continentale, all’inglese e all’irlandese.

Per quanto riguarda ristorazione, l’offerta è altrettanto varia e valida. Ricordiamo:

  • Ristorante Kalos: cucina siciliana, italiana, mediterranea, specialità di pesce; fascia prezzo 36-53 euro; opzioni per vegetariani e senza glutine; numero di telefono 0922 26389.
  • Ristorante Il Re di Girgenti: cucina siciliana, italiana, mediterranea, specialità di pesce; fascia di prezzo 20-52 euro; opzioni per vegetariani, per vegani e senza glutine; utenza telefonica 0922 401388.
  • Sapore di Girgenti-Home Restaurant: cucina siciliana, italiana, mediterannea; fascia di prezzo 20-50 euro; opzioni per vegetariani; telefono +39 334 935 7083.
  • Trattoria Pizzeria Montemare: cucina siciliana, italiana, mediterranea, specialità di pesce, barbecue, pizza; fascia prezzo 10-20 euro; opzione vegane; numero telefono +39 347 537 6498.
  • Siculò: cucina street food; fascia prezzo 2-8 euro; opzioni per vegetariani e vegani; telefono 0922 188 1799.

Numeri utili

In conclusione, indichiamo una serie di numeri di telefono che potrebbero rivelarsi utili per chi intende recarsi ad Agrigento:

  • Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo: 0922 20391
  • Federalberghi: 0922 22791
  • Ufficio Turistico Regionale: 0922 5933111
  • Comune: 0922 590111
  • Carabinieri: 0922 499000
  • Guardia di Finanza: 0922 20422, 0922 26604
  • Polizia Municipale: 0922 598585, 0922 598911
  • Capitaneria di porto: 0922 636640 (Porto Empedocle)
  • Protezione Civile: 0922 25252
  • Guardia Medica: 0922 20600 (Viale della Vittoria); 0922 604088 (Fontanelle); 0922 410152 (Giardina Gallotti)
  • Asl: 0922 20558
  • Pronto Soccorso: 0922 442111 (Ospedale San Giovanni di Dio)
  • Ambulanze Croce Rossa: 0922 60222
  • Giudice di Pace: 0922 598539
  • Prefettura: 0922 483111
  • Poste: 0922 20869 (via Dante Alighieri); 0922 652915 (Viale Cassiodoro); 0922 490811 (via Atenea)
  • Farmacie: Bajo Ettore (località: Contrada Fontanelle) Telefono: 0922-603966; Camilleri Delle Dottoresse Annacamilleri e Daniela Mangiapane Snc Telefono: 0922-606849; del Viale Luigi Trenta e Minacori Paolo Snc Telefono: 0922-25089; Di Mino Rosa Maria (località: Villaggio Mosè) Telefono: 0922-607039; Macaluso Indelicato Dei Dott. Ivano e Maria Teresa Indelicato Snc Telefono: 0922-23889; Maratta Snc Di Maratta Salvatore e Maratta Pier Luigi Telefono: 0922-34900; Minacori Giuseppe Telefono: 0922-24235; Moribondo Salvatore (località: Villaseta) Telefono: 0922-597238; Nuara Marcella Telefono: 0922-22760; Patti Raffaele Telefono: 0922-20591; Romano Giuseppina Telefono: 0922-24501; Sammartino Raimondo Telefono: 0922-594804; Valle Dei Templi Srl Uni (località: Villaggio Peruzzo) Telefono: 0922-413585
  • Enel: 800 011 705 (Assistenza Telefonica); 800 011 305 (Guasti)
  • Gas: 0922 23488 (Guasti)
  • Taxi: 0922 26670 (Piazza Marconi); 0922 21899 (Piazza Aldo Moro)

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