Il Castagno dei 100 Cavalli nei pressi di Catania

Quanto c'è da sapere su uno degli alberi più grandi del Vecchio Continente, che si trova al Sud.

Castagno dei 100 Cavalli
Il Castagno in un dipinto di Jean Houel.


Il Sud Italia è pieno di luoghi incantevoli che, almeno una volta nella vita, bisogna visitare. I posti da vedere sono moltissimi e c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra bellezze architettoniche e meraviglie naturali.

A tal proposito, ricordiamo che la flora del nostro Paese è una delle più antiche al Mondo e, quindi, la Penisola ospita diversi alberi millenari, veri e propri prodigi della Natura che ne testimoniano la forza e lo splendore. Uno di questi si trova in Sicilia.

Stiamo parlando del Castagno denominato dei Cento Cavalli, che si trova nel Parco dell’Etna, nel territorio del comune di Sant’Alfio, nei pressi di Catania. Albero plurimillenario, c’è chi ritiene che la sua età sia addirittura di 4000 anni. Ha un diametro e un’altezza di 22 mt ed è tra gli alberi più antichi e grandi d’Europa. Oggi è formato da 3 fusti (i “polloni“) di 13, 20 e 21 mt. È inserito nel libro dei “Guinness dei primati” per la stima che risale al 1780, ovvero 57,9 mt di circonferenza (con tutti i rami). Dal 1965 è monumento nazionale. Inoltre, ha ottenuto pure il riconoscimento UNESCO come “Monumento messaggero di Pace“.

Le prime notizie storiche risalgono al XVI secolo. L’autore Antonio Filoteo ne parla nel 1611 e, 25 anni più tardi, è il sacerdote Pietro Carreta a citarlo nel suo “Il Mongibello“. Il 21 agosto 1745 è emanato un documento del Tribunale dell’Ordine del Real Patrimonio dell’isola, con il quale se ne stabilisce la tutela. Oggetto di studio del geologo Alberto Fortis, che lo descrive in “Della coltura del Castagno” (1780), poi, è presente anche in “Storia naturale e generale dell’Etna” del 1815, opera del naturalista Giuseppe Recupero. Fu ritratto da numerosi viaggitori del “Grand Tour“, tra cui Jean Houel e Patrick Brydone. Sul suo conto circola una leggenda che lo vorrebbe riparo di una Regina e del suo seguito di 100 cavalieri (da qui il nome), durante una terribile tempesta. A seconda delle versione del racconto, la sovrana è la terza moglie di Federico II, Isabella di Inghilterra, Giovanna I d’Angiò (che, in realtà, non visitò mai la Sicilia) o Giovanna d’Aragona.

 

 

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