domenica, Luglio 25, 2021
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Storia del Sud Italia: la nascita della Repubblica

Approfondimento sulle origini dello Stato italiano e quelle che sono le sue radici meridionali.

Il 2 giugno si celebra la nascita della Repubblica italiana a seguito dell’esito del referendum istituzionale avvenuto in tale data nel 1946.

Si trattò della prima consultazione elettorale della Penisola in cui votarono anche le donne. Su circa 28 milioni di aventi diritto al voto, si presentarono alle urne più o meno 25 milioni di persone (12 milioni di uomini e 13 milioni di donne), pari all’89,08%.

La Corte di Cassazione proclamò i risultati il successivo 10 giugno: 12.717.923 cittadini avevano espresso la propria preferenza per la Repubblica e 10.719.284, invece, per la monarchia. La quasi totalità dei voti monarchici fu concentrata al Sud.

Tuttavia, checché se ne dica, l’attuale forma di governo del nostro Paese affonda le sue radici anche nel Meridione, dove a partire dall’estate del 1943 sono accaduti una serie di eventi che hanno contribuito all’evoluzione in senso repubblicano dell’Italia.

Il 9 luglio del 1943 prende il via l’operazione Husky, con la quale le forze alleate sbarcano in Sicilia. Le operazioni nell’isola meridionale si concluderanno il 17 agosto. A seguito di ciò, la già delicata situazione italiana inizia a precipitare. Intanto, il 25 luglio il Gran Consiglio del Fascismo sfiducia Benito Mussolini che sarà arrestato per volontà di re Vittorio Emanuele III.

Il governo è affidato al Generale Badoglio che avvia trattative segrete con gli anglo-americani. Si giunge così alla firma dell’armistizio di Cassibile, in provincia di Siracusa, il 3 settembre. Per via dell’operazione Slapstick, il 9 settembre si hanno sbarchi in Calabria, a Salerno e Taranto mentre il sovrano e il capo del governo si trasferiscono a Brindisi che, fino al gennaio del 1944, sarà sede del Regno d’Italia. Il 28 settembre incominciano le 4 quattro giornate di Napoli. Al termine della rivolta la città partenopea è la prima in Europa ad aver cacciato gli occupanti tedeschi, senza l’aiuto delle forze alleate. Il comune partenopeo ottiene per questo motivo la medaglia d’oro al valor militare. Tra gli altri centri meridionali premiati con questo riconoscimento:

  • Barletta
  • Bellona (provincia di Caserta)
  • Cagliari
  • Foggia
  • Lanciano
  • Messina
  • Mignano Monte Lungo (provincia di Caserta)
  • Palermo
  • Pietrasantieri (frazione di Roccaraso, L’Aquila)

Il 28 e 29 gennaio del 1944 Bari ospita il congresso del Comitato di Liberazione Nazionale. Per essere più vicino al quartiere generale alleato (situato a Caserta), il governo si trasferisce a Salerno, che diventa anche la località dove nasce il primo esecutivo d’unità nazionale a seguito della cosiddetta “svolta di Salerno“, grazie alla quale si realizza un compromesso tra partiti antifascisti e l’estabilishment italiano rappresentato da Vittorio Emanuele e Pietro Badoglio. La questione istituzionale è, nel frattempo, accantonata e rinviata al termine del conflitto. Il 31 gennaio del 1945 è riconosciuto il suffraggio universale. Il 16 marzo del 1946, con decreto del luogotenente del regno, il principe Umberto, si stabilisce che tramite l’istituto del referendum sarà decisa la forma istituzionale dello Stato e, nella stessa data (per l’appunto il 2 giugno), si terranno pure le elezioni per l’Assemblea Costituente. A quest’ultime si impone la Democrazia Cristiana con il 35.2% dei voti. Il 13 giugno il Consiglio dei Ministri affida al Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi le funzioni di Capo provvisorio dello Stato mentre Umberto di Savoia parte alla volta del Portogallo, denunciando irregolarità nel conteggio dei voti. Ad oggi non ci sono indizi a sostegno di presunti brogli. Il 28 giugno è eletto Capo provvisorio dello Stato il politico e avvocato napoletano Enrico De Nicola. La Costituzione entrerà in vigore il 1^ gennaio 1948.

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