Il borgo meridionale capitale della cultura greca

Alla scoperta di una piccola località calabrese inerpicata sul versante est dell'Aspromonte e le cui origini sono molto antiche.

Bova Calabria
Vista di Bova.


È tra i borghi più belli d’Italia ed è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria. È ritenuto il centro principale della cosiddetta Bovesia, l’area grecofona della Calabria e sorge a 915 metri sopra il livello del mare. Secondo una leggenda, la fondazione avvenne a seguito dello sbarco di una regina greca lungo la costa che, poi, condusse il suo popolo sulla cima del Monte Vùa.

Il nome deriverebbe dal vocabolo greco con cui si indicavano i buoi da cui discese il toponimo relativo alla montagna. Sul posto sono stati rinvenuti reperti di età neolitica e sembra che, tra i primi abitanti del luogo, ci fossero gli Ausoni. Tra l’VIII-VI secolo a. C., il litorale ionico calabrese fu occupato da colonizzatori provenienti dalla Grecia. La zona fu sotto il dominio di Siracusa e passò a quello di Roma all’indomani delle guerre puniche. Nel 440, con l’arrivo dei Vandali nella Penisola, la popolazione locale si rifugiò sulle montagne e fu così che nacque Bova.

Caduto l’Impero romano, non scomparvero le minacce. Il nuovo spauracchio fu rappresentato dai pirati saraceni (attacchi del 953 e del 1075). Nel corso dell’XI secolo passò in mano normanna, che arrivarono in loco intorno al 1040 e costruirono un castello. Ormai feudo, divenne di proprietà dell’Arcivescovo di Reggio con la dominazione sveva. Sede vescovile fin dal I secolo d. C., seguì il rito ellenico introdotto dai monaci basiliani fino al 1572, quando fu imposto quello latino. Cinque anni più tardi fu colpita dalla peste. Durante il XVI secolo, a causa della ripresa dell’attività dei corsari islamici, furono costruite 2 nuove torri di guardia.

Bova Calabria
La locomotiva di Bova.

Nel 1783 subì gravi danni a causa del terremoto di quell’anno e nel 1799 fu fra i primi paesi a rispondere alla chiamata alle armi da parte del Cardinale Fabrizio Ruffo, impegnato nell’organizzazione dell’Esercito della Santa Fede. Nel 1820 Ferdinando I di Borbone creò un presidio militare bovese. In occasione della Seconda Guerra Mondiale, è stato obiettivo di un bombardamento alleato che costò la vita a 26 bovesi (1943). Come al solito, si consiglia di iniziare la visita facendo un passeggiata per i caratteristici vicoli del borgo. La prima attrazione da vedere è di sicuro la fortezza di epoca normanna, in seguito rinforzata dagli aragonesi.

Per ciò che riguarda l’architettura civile, imperdibili i palazzi nobiliari quali quello dei Nesci Sant’Agata, del XIX secolo e del Municipio, struttura costruita su una preesistente. In merito agli edifici di culto, si segnalano il Santuario del Patrono San Leo, la Cattedrale di Santa Maria dell’Isodia, realizzata a partire da una chiesa bizantina, la Chiesa dello Spirito Santo, tardo-rinascimentale e quella di San Rocco. Originale il monumento rappresentato dalla locomotiva Ansaldo Breda e, per gli amanti della Cultura, è obbligatorio un giro al Museo della Lingua greco-calabra, al Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte e al Museo diocesano.

Bova Calabria
Una suggestiva immagine di Bova in inverno.

Consigliate le escursioni e, a tal proposito, si ricorda il Sentiero della Civiltà Contadina, vero e proprio museo a cielo aperto che vi permetterà di immergervi nelle atmosfere bucoliche locali. Tra i prodotti tipici la fanno da padrone quelli caseari, ma sono da assaggiare i “cordeddi“, maccheroni con il sugo di capra, i tagghiarini con i ceci, i salumi e la “iestopitta“, una frittella di farina e acqua, fritta che va mangiata da calda. Rinomata la costruzione di strumenti musicali arcaici e l’artigianato tessile.

Infine, per chi ama festeggiare, raccomandiamo il Carnevale Grecanico e la Pasqua Bizantina, durante la quale si svolge la Festa delle Pupazze, cerimonia che mischia la tradizione ortodossa ai riti eleusini. A luglio e agosto si tiene il Paleariza, festival di musica etnica e, sempre ad agosto, il Bovarché, una manifestazione di arti visive, poesia e letteratura. L’11 novembre c’è la Giornata della lingua grecanica e il 26 dicembre il Presepe Vivente.

ULTIMO AGGIORNAMENTO