Il borgo meridionale sospeso tra cielo e terra

Alla scoperta di un piccolo centro del Meridione, vera e propria perla incastonata in un ambiente naturale meraviglioso.

Albori Salerno Parco Croce
Una suggestiva immagine dell'oasi WWF Parco Croce nel borgo di Albori.


È tra i più belli d’Italia e si erge a picco sul mare, sul Monte Falerio nella zona meridionale della costiera amalfitana, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si tratta di Albori, la frazione più piccola del comune di Vietri sul Mare, provincia di Salerno in Campania. Le origini del nome sono incerte. C’è chi le fa risalire al vocabolo latino “Arbor” (“albero”) in riferimento all’abbondanza locale di legname e chi sostiene altro.

Come radice si prende in considerazione anche “Albola“, una sorgente di acqua minerale nelle vicinanze o Albolo, nome proprio del possibile fondatore goto o longobardo dell’insediamento. Una teoria suggestiva è quella che rimanda a tale Arvo, uno dei compagni di Giasone che si sarebbe innamorato del posto e vi avrebbe fondato una cittadina. Sono diverse le leggende che interessano il borgo. A parte quelle relative agli argonauti, catapultati nell’area dalla furia di Eolo, si ricorda anche quella che vuole i 2 scogli al largo della costa posti dal Dio del Mare Poseidone, in memoria di 2 pastori che salvarono la vita di una giovane dalla furia delle acque.

Il luogo fu abitato fin dall’antichità per via della posizione raccolta e che si poteva difendere in maniera semplice, prima dai sanniti, poi dagli etruschi e, infine, dai romani. Con la caduta dell’Impero e l’arrivo dei barbari, chi viveva in loco si trasferì verso l’attuale centro. Le testimonianze storiche più antiche in merito risalgono al IX secolo mentre la prima citazione in un documento è datata 1324. Altre notizie sulla località le abbiamo per via dell’istituzione della gabella sul pane (intorno al 1500) e a causa dell’edificazione della parrocchia (1610). Per tutto il Cinquecento le acque limitrofe furono infestate dai corsari di Khair-Ad-Dhyn, il temuto pirata Barbarossa.

A parte per i panorami e la natura incontaminata (il Falerio, la marina), è il paese in sé un vero e proprio gioiello. Strade strette, case in calce e pietra con tetti in tegola napoletana fanno da cornice a trekking e bagni. Nel corso delle vostre passeggiate potete allungarvi a Raito e visitare il Museo della Ceramica e il Centro Studi Salernitani, entrambi ubicati in Villa Guariglia dove abitarono i Savoia durante l’ultima fase della monarchia italiana. Proprio ad Albori, tappa imperdibile è la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia che custodisce gli affreschi della scuola partenopea barocca, tra cui alcune opere di Francesco Solimena. E ancora l’oasi WWF Parco Croce, nato per volontà di Silvia figlia del filosofo Benedetto.

Per ciò che riguarda gli eventi ricordiamo la festa patronale del 20 luglio, gli spettacoli musicali che si svolgono tra luglio e agosto di “Albori Estate” e il presepe vivente in occasione del Natale. Nel menù tipico rientra la pasta “alla cuppitiello“, con salsa di verdure di stagione, i piatti a base di pesce e le cosiddette “palle di ciuccio“, che sono crocchette di patate agrodolci. Il prodotto caratteristico è il limone sfusato. Insomma, l’ennesima tappa da non lasciarsi sfuggire per vivere al 100% l’atmosfera magica del Sud Italia.