sabato, Settembre 24, 2022
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Storia del Sud Italia: lo statuto di Baiona

Approfondimento su di un documento che ha segnato le sorti del Meridione nel corso del XIX Secolo.

Il 15 luglio del 1808 Napoleone Bonaparte firmava un documento relativo al Regno di Napoli. L'atto dichiarava il Generale Gioacchino Murat sovrano dei territori delle Due Sicilie. A redigerlo il giurista Giuseppe Zurlo, che era stato ministro con Ferdinando IV e pure con Giuseppe Bonaparte. Lo statuto era stato elaborato nel palazzo reale di Bayonne (in basco Baiona) in Francia, all'indomani della conquista della penisola iberica da parte del Murat.

In quell'occasione, Napoleone decise di assegnare la corona iberica al fratello Giuseppe, già Re del Mezzogiorno d'Italia. Si poneva, quindi, la necessità di attribuire il trono meridionale a qualcuno e il condottiero francese scelse il cognato. Il suo sottoposto era infatti sposato con la sorella dell'Imperatore, Carolina. Murat fu quindi investito del titolo di Re di Napoli e Sicilia, anche se l'isola rimase sempre sotto il controllo dei Borbone protetti dalle navi della marina militare inglese.

Il testo della Carta Costituzionale conteneva un preambolo che motivava il perché del provvedimento (l'incoronazione di Giuseppe a Re di Spagna) e poi proseguiva stabilendo la nomina di Murat (a partire dal 1^ agosto 1808). Si affermava che i diritti regali sarebbero stati trasmessi agli eredi del nuovo sovrano per ordine di primogenitura e che, in caso di decesso improvviso di quest'utlimo, sarebbe stata la moglie Carolina a governare al suo posto. Era inoltre specificato anche a chi sarebbe andato il reame nel caso di morte imprevista di entrambi i coniugi. Pur diventando Re, infine, Murat non avrebbe perso il titolo di Grande Ammiraglio di Francia.

Lo statuto prevedeva un parlamento organizzato in 5 "sedili", ognuno dei quali composto da 20 membri, sulla base della suddivisione della cittadinanza in altrettanti classi sociali (clero, commercianti, dotti, nobili e possidenti). Per accedere all'assise bisognava essere eletti (furono istituiti dei collegi elettorali) oppure ottenere una nomina regia. A seguito della sconfitta di Tolentino (2 maggio 1815) Murat perse il regno e trovò la morte, nel tentativo di riconquistarlo, il 13 ottobre 1815 a Pizzo Calabro, nei pressi di Vibo Valentia.

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