Storia del Sud Italia: la battaglia del golfo di Napoli

Alla scoperta di un episodio bellico importantissimo per le vicende del Meridione.

Battaglia Golfo di Napoli copertina
Particolare del ritratto che raffigura l'ammiraglio aragonese Ruggiero di Lauria, opera di ignoto.


Il Mezzogiorno d’Italia ha una Storia antica e turbolenta, caratterizzata pure da numerosi episodi militari.

Uno di questi avvenne proprio in data odierna, nel lontano 1284, nelle acque di fronte Castellammare di Stabia, centro urbano della Campania.

Si tratta di quello che è conosciuto con il nome di “Battaglia del golfo di Napoli“, uno scontro navale combattuto durante la Guerra del Vespro, che vide impegnate le flotte angioina ed aragonese e che si concluse con la vittoria degli spagnoli e la cattura del comandante francese, ovvero Carlo II d’Angiò detto “lo zoppo” (soprannominato così perché claudicante).

Battaglia Golfo di Napoli
“Ruggiero di Lauria cattura Carlo lo zoppo”, dipinto di Ramón Tusquets, 1885.

A seguito della rivolta dei Vespri siciliani di Palermo del 1282 cominciò un conflitto che terminò con la cacciata degli angioini dalla Sicilia. A sancirla la pace di Caltabellotta del 1302, in virtù della quale si formarono il regno di Trinacria, in mano spagnola e quello francese sul Mezzogiorno continentale. Questa divisione durerà, poi, fino al 1816 quando le 2 corone saranno unite sotto quella unica delle Due Sicilie.

Ammiraglio dell’armata spagnola era Ruggiero di Lauria, nato nel Sud Italia il 17 gennaio 1250. Gli studiosi dibattono sul luogo di nascita e si dividono tra coloro i quali credono abbia visto la luce in Basilicata, per l’appunto, a Lauria e coloro che sostengono sia venuto al Mondo in Calabria, a Scalea, feudo in possesso del padre. Dopo la vittoria ottenuta a Malta, nel 1283, costui veleggiò verso le coste calabresi, Napoli e Posillipo per provocare i nemici. Assente re Carlo I d’Angiò, fu il figlio di quest’ultimo, il principe di Salerno Carlo II ad armare una flotta per affrontarlo.

I transalpini potevano contare anche sull’aiuto dei potenti alleati genovesi. Con una mossa a sorpresa, di notte, Ruggiero attaccò la città partenopea al solo scopo di stanare i suoi avversari. Nell’occasione riuscì a catturare 2 galee provenzali. In attesa del ritorno del padre (che stava arrivando da Genova), Carlo II aveva precisi ordini che stabilivano di restare sulla difensiva. Tuttavia, la sua irruenza ebbe la meglio sulle direttive che gli erano state date e prese il mare. A questo punto, Lauria fece finta di ritirarsi verso Castellammare dove, in realtà, aveva lasciato 10 imbarcazioni ad attenderlo. Così, riunitosi con queste, grazie ad una formazione a mezzaluna, prese sui fianchi il nemico, mettendolo subito in difficoltà. Spaventati, una quindicina di legni al servizio del regno napoletano si ritirarono, lasciando Carlo solo con una decina di navi a fronteggiare lo scaltro comandante spagnolo. La resistenza fu accanita, ma le sorti della battaglia erano ormai segnate. Carlo fu costretto ad arrendersi e fu catturato.

Altro prigioniero fu anche l’ammiraglio genovese Enrico De Mari, che era scappato una volta resosi conto del tranello del Lauria. La prigionia di Carlo finirà solo nel 1288, grazie all’intercessione del sovrano inglese Edoardo I. Il padre era morto 3 anni prima e, perciò, nel 1289, potè cingersi il capo con la corona del regno. Per quanto riguarda Ruggiero, negli anni successivi, a seguito di dissapori con gli aragonesi, tradì, fu quindi arrestato, ma riuscì a fuggire. Fu solo dopo gli accordi di Caltabellotta che ottenne il perdono, facendo atto di sottomissione a re Federico d’Aragona. Morì a Cocentaina, presso Valencia, in Spagna, nel gennaio del 1305.