Uno degli uomini primitivi più antichi d’Europa? Viveva al Sud

Alla scoperta di uno fra i tantissimi primati che rendono il Meridione una delle zone più affascinanti al Mondo.

Isernia La Pineta
Il sito archeologico "Isernia La Pineta", edificio nel settore 1.


Quando scriviamo che il Mezzogiorno d’Italia può vantare record su record ed è terra di eccellenze non si tratta di esagerazioni, ma della constatazione di un qualcosa che è confermato, tra le altre cose, dalla scoperte storiche e archeologiche. Una testimonianza in tal senso ci arriva dal Molise dove si trova un museo che ospita ciò che resta di un nostro antichissimo progenitore.

Ci riferiamo all’Homo Aeserniensis o “Uomo d’Isernia” che risale a ben 700mila anni fa. Questo ritrovamento è avvenuto in maniera del tutto casuale durante i lavori di sbancamento della superstrada Napoli-Vasto, nel 1979. Questo individuo viveva in un insediamento urbano ed è stato capace di effettuare una bonifica del territorio doveva viveva, di usare il fuoco e di utilizzare i colori a fini estetici. I reperti sono conservati nel Museo Nazionale della Provincia Pentria ad Isernia che, fino all’anno scorso, era visitato in maniera regolare da migliaia di turisti provenienti da ogni parte del Mondo.

Perciò, come scrivevamo sopra, non esageriamo quando affermiamo che uno degli stanziamenti umani più datati del Vecchio Continente è nel Sud Italia. La scoperta si deve ad una scavatrice che, in località “La Pineta“, riportò alla luce un cranio di bisonte. Fu così che i lavori per la rete stradale si interruppero e, sul posto, arrivarono i paleontologi. L’area di scavo è di circa 30.000 metri quadrati, non è ancora del tutto esplorata, ma ha comunque già fornito risposte importantissime che la rendono un punto di riferimento per gli studiosi di tutta la Terra.

Isernia La Pineta
I resti archeologici negli scavi.

La tracce di attività umana sono moltissime come deducibile dalle tante ossa di animali e si ritiene che gli abitanti del posto vivessero in comunità, si spostassero a seconda delle stagioni, cuocessero la carne e si costruissero utensili in argilla. Un cranio rinvenuto a Ceprano ha permesso di stabilire la fisionimia dell’uomo che abitava queste zone con fronte sfuggente e piatta e statura bassa e robusta. Insomma, un posto imperdibile per chi ama la Storia del Meridione.

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