Leopardi, il progetto artistico per il recupero della sua casa a Napoli

Negli ultimi giorni è stato presentato il progetto artistico di recupero urbanistico dell'ultima dimora meridionale del celebre poeta



Sapevate che Giacomo Leopardi ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita a Napoli? Ebbene sì. Il più grande poeta dell’Ottocento italiano nonché una delle più grandi figure della letteratura mondiale del Romanticismo nacque a Recanati, in provincia di Macerata, ma si stabilì nel 1833 nel capoluogo campano dove trascorse gli ultimi tre anni e sette mesi della sua vita. La sua tomba non a caso è custodita nel Parco Virgiliano e rappresenta un grandissimo orgoglio per la città meridionale.

Adesso arriva una bella notizia che riguarda proprio la dimora meridionale dello scrittore ottocentesco: negli ultimi giorni è stato presentato, infatti, in anteprima nazionale a Recanati, il progetto artistico di recupero urbanistico dell’ultima residenza di Giacomo Leopardi, dove morì il 14 Giugno 1837 in Vico del Pero nel quartiere Stella. Il progetto di recupero della casa partenopea “leopardiana” che prevede di costruire al suo interno una grande installazione artistica, è stata presentata dall’artista Eugenio Giliberti e prende il nome di “Voi siete qui – Vico Pero – Giacomo Leopardi”.

L’evento, in collaborazione con la Fai (Fondo Ambiente Italiano), ha visto anche la partecipazione del Comitato per le celebrazioni del Bicentenario dell’Infinito e con l’Università di Macerata, il sindaco di Recanati Antonio Bravi, l’assessore alla Cultura Rita Soccio, il presidente del Centro Nazionale Studi Leopardiani Fabio Corvatta, l’artista Giliberti promotore della splendida iniziativa, la storica dell’arte Angela Tecce e il professor Sergio Villari della Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli.

Il rapporto di Giacomo Leopardi con la città partenopea è avvolto da luci e ombre. Il suo approccio iniziale, appena vi arrivò, fu entusiasmante: il poeta di Recanati era convinto di ricavarne tanti vantaggi, soprattutto dal punto di vista professionale. E in effetti a quell’epoca Napoli era la quarta città d’Europa per numero di abitanti dopo Londra, Parigi e San Pietroburgo: un centro artistico e letterario all’avanguardia.

Ma la causa principale della sua venuta nel capoluogo campano fu la salute: in quei tempi Leopardi fu colpito dalla tisi e da gravi problemi alla vista. Il suo entusiasmo di trovarsi a Napoli è testimoniato in una lettera inviata al padre dopo il suo arrivo. Le lunghe camminate, i piatti deliziosi e il buon umore delle gente rappresentavano un vero e proprio antidoto al suo dolore. Col passare del tempo e l’aggravarsi della malattia, però, Giacomo inizia a intravedere anche i lati negativi della città come le piazze troppo affollate e i rumori chiassosi provenienti dal caos esistente in città.

Tutto questo probabilmente dipese anche dal peggioramento delle sue condizioni di salute, che lo fecero diventare insofferente a tutto ciò che lo circondava. In realtà il carattere dei napoletani, completamento opposto al suo, lo aveva sempre attirato. Per non parlare delle magiche giornate trascorse a passeggiare da via Santa Teresa degli Scalzi, attraversando via Toledo a Santa Lucia, tra i momenti più ricchi di fascino del soggiorno del poeta ottocentesco originario di Recanati.

 

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