domenica, Luglio 25, 2021
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Il borgo meridionale che è un trionfo di colori

Alla scoperta di un centro del Meridione, che può vantare un retaggio storico-culturale di lunga durata e numerosissime tradizioni.

È tra i più belli del nostro Paese e vanta un’origine antichissima, ma non solo. Grazie alla sua storia, fa da cornice ad innumerevoli manifestazioni che testimoniano un forte legame con il territorio. Ci riferiamo a Bosa, comune in provincia di Oristano, in Sardegna. L’origine del nome è incerta e c’è chi lo fa derivare da un termine fenicio, supposizione che non ha alcun fondamento storico.

Il linguista Massimo Pittau propende per la derivazione da un vocabolo preindoeuropeo, che si riferirebbe alla forma a “conca” dell’area dove sorge la città. La località si caratterizza per le numerose case variopinte, che la rendono, per l’appunto, un tripudio di colori, ma il suo fascino non si limita solo a questo aspetto. Essa sorge lungo le sponde del fiume Temo, che è l’unico navigabile dell’isola, dove sono presenti i resti di antiche concerie, le “Las Conzas“. La zona risultava abitata già durante la preistoria, come dimostrano le “domus de janas“, strutture sepolcrali, addirittura prenuragiche.

Durante l’età antica, sul posto si è alternato il dominio di fenici, cartaginesi e, infine, romani. A partire dal Medioevo, si susseguono, invece, aragonesi, spagnoli, austriaci e sardo-piemontesi. Risale agli anni tra il 1062 e il 1073 la Cattedrale di San Pietro, uno dei tanti splendidi edifici di culto ospitati dalla cittadina, che si dividono tra quelle cistercensi, quelle gotico-catalane, manieristiche e barocche. Quella di San Pietro è una delle più antiche chiese sarde in stile romanico. A dominare il posto, però, è il castello di Serravalle, anche detto castello Malaspina.

Costruito nel 1122 dalla famiglia toscana dei Malaspina (citata da Dante nella “Divina Commedia”), contiene la chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos che è decorata con un ciclo di affreschi di origine iberica del XIV-XV secolo. Per quanto riguarda gli edifici religiosi sono, in assoluto, da visitare anche la chiesa di San Bacchisio, quella campestre di San Giorgio (oggi in stile barocco) e quella di Sant’Eligio, realizzata a partire da un nuraghe. Tuttavia, non finisce qua perché chi si reca in loco potrà approfittare anche di siti di interesse naturalistico come “l’Entroterra e zona costiera di Bosa, Capo Marargiu e Porto Tangone” e le spiagge di Bosa Marina e Turas.

Tra le architetture militari notevoli pure la Torre aragonese dell’Isola Rossa e la Torre Argentina. Ancora, da non perdersi pure il museo civico Casa Deriu, quello delle Conce e la Pinacoteca Atza. In merito agli eventi, ricordiamo il Carnevale (riti di “S’Attittidu” e “del Gioldzi”), la festa di Santa Maria a mare (I settimana di Agosto, celebrazione dei pescatori) e Nostra Signora di Regnos Altos (II fine settimana di settembre, processione del simulacro della Madonna per le strate del quartiere medievale “Sa Costa“). Insomma, c’è di sicuro molto da fare e da vedere se si sceglie questo borgo del Sud Italia come meta di viaggio. Non ultima, la degustazione della zuppa d’aragosta, la cosiddetta “s’azzada“.

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