Prodotto agroalimentare del Sud presto DOP

Una squisitezza meridionale si avvia ad ottenere un prestigioso riconoscimento.

Cetara Salerno
Uno scorcio di Cetara, la località dove si produce la colatura.


È un’eccellenza della cucina meridionale, conosciuta ed apprezzata in tutto il Mondo e, a breve, potrà fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta. Ci riferiamo alla colatura di alici di Cetara, prodotto tipico di questo comune della provincia di Salerno che fa parte della Costiera Amalfitana. La domanda di registrazione per la DOP è stata pubblicata dalla Commissione Europea sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.

La colatura di alici consiste in un sugo trasparente e dal colore ambrato che si ricava da quello che è un tradizionale procedimento di maturazione dei pesci in una soluzione satura di acqua e sale. Le peculiarità di questo prodotto derivano dalle ben precise caratteristiche che contraddistinguono la zona di pesca delle alici, che corrisponde all’area di mare che si trova dirimpetto Salerno e dintorni. A ciò vanno aggiunte le peculiarità che ne regolano la produzione.

Infatti, anche quando è frutto degli sforzi di aziende di medie dimensioni, rimane un’attività a forte impronta artigianale, connessa alla bravura degli operatori locali sia per ciò che riguarda la lavorazione della fauna ittica sia per tutto quello che è relativo ai contenitori in cui far maturare il prodotto. Il luogo per la pesca è inviduato in una distanza massima di 12 miglia dalle coste salernitane e le varie fasi previste durante la realizzazione devono essere svolte nei comuni limitrofi.

Per l’ufficialità del riconoscimento bisognerà attendere 3 mesi, trascorsi i quali, se non sarà stata sollevata alcuna obiezione, allora, avverrà l’iscrizione nel Registro europeo delle Denominazioni d’origine e d’Indicazione geografiche (Dop-Igp). La domanda di registrazione è stata pubblicata il 22 giugno ai sensi del regolamento comunitario CE n. 1151/12. Ad oggi, il prodotto è legato ad un indotto che genera un profitto che varia dai 2 ai 3 milioni di euro l’anno. La colatura potrebbe essere il 25^ marchio europeo di qualità della Campania, la 15^ DOP e il primo per l’ambito della pesca.