Ricette del Sud: i taralli lucani

Il modo per preparare quella che è una golosità salata che è presente in diverse modi in Basilicata.

taralli lucani


La gastronomia del Sud Italia si caratterizza anche per le numerose versioni di uno stesso alimento che può assicurare alle buone forchette. Di regione in regione, infatti, è possibile trovare più ricette per quello che è uno stesso prodotto. Ciò che non cambia mai è la bontà, che rimane sempre la stessa. In Basilicata si è soliti preparare i taralli locali a partire dalla porzione di impasto in eccesso che si ottiene quando si rinfresca la Pasta Madre.

Messa in frigorifero per alcuni giorni, questa parte diventa lievito naturale non rinfrescato che è possibile utilizzare anche per realizzare grissini e crackers. Il tarallo lucano ha una forma particolare. Ricorda il numero 8 ed è lungo all’incirca una decina di cm. Nella stessa Lucania esistono differenti varianti come, ad esempio, quelli croccanti di Trecchina o con il finocchio di Noepoli. Quella che vi proporremo è la ricetta dei taralli di Lauria (Potenza). Prevede l’uso dello strutto, ma, dato che è difficile da trovare, in sostituzione, si può ricorrere all’olio d’oliva.

Gli ingredienti sono: 250 gr di farina 00, 100 gr di esubero di 2-3 giorni di Pasta Madre, 100 ml di acqua, 50 ml di olio (altrimenti 30 di olio e 25 gr di strutto), un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di sale, 1/2 uovo. Incominciare dallo sciogliere la Pasta Madre nell’acqua, insieme allo zucchero. Aggiungere il mezzo uovo sbattuto e unire la farina. Salare, versare l’olio e impastare per qualche minuto. Intanto, riempire di acqua una pentola e metterla sul fuoco. Nel frattempo, staccare piccole parti di impasto, stenderle e formare degli 8. Da lavorare su un piano infarinato.

Una volta che l’acqua avrà raggiunto il bollore, calare i taralli, un paio per volta. Scolarli ogni qual volta salgono a galla e porli su uno strofinaccio. Rivestire una teglia con carta forno e metterci i taralli bolliti. Andranno infornati in forno preventilato a 200° per circa 25 minuti e, a fronte della doratura, dovranno rimanerci altri 15, però a 160° a forno semi aperto. Trascorso questo tempo, chiuderlo e lasciar riposare il prodotto altri 10 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e servire.

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