Storia del Sud Italia: la crociata che incominciò dal Meridione

Approfondimento su di una vicenda storica di primaria importanza che prese il via da un porto meridionale.

Federico II Sesta Crociata
Federico II incontra il sultano Al-Kamil.


Il 28 giugno del 1228 l’Imperatore Federico II di Svevia salpava da Brindisi alla volta del Medio Oriente. Iniziava la Sesta Crociata, che terminò l’anno successivo e che fu l’unica ad esser conclusa per via diplomatica. Si trattò, inoltre, di quella che assicurò ai crociati i maggiori risultati in termini di conquiste. Lo “Stupor Mundi” aveva promesso a Papa Onorio III di liberare la Terra Santa, in seguito alla sua incoronazione, avvenuta nel 1220.

Sette anni e diversi rinvii dopo, l’8 settembre 1227, il sovrano intraprendeva la strada per Gerusalemme, ma, a causa di un’epidemia di colera scoppiata fra i suoi soldati, fu costretto a riparare ad Otranto. L’ennesimo ritardo provocò l’ira del Pontefice (che era diventato Gregorio IX), il qualè lo scomunicò. Nonostante ciò, nel 1228, Federico II ripartì, anche per via degli sforzi fatti fino ad allora, in vista dell’obiettivo che doveva raggiungere. Infatti, il monarca aveva provveduto a svolgere un accorto lavoro diplomatico.

Per questa ragione, già nell’estate del 1227, il monarca aveva inviato l’arcivescovo di Palermo Berardo di Castagna e il conte di Acerra Tommaso I d’Aquino in Egitto, per intavolare trattative con il Sultano al-Malik al-Kamil. Giunto ad Acri il 7 settembre 1228, nel successivo mese di febbraio, il giorno 11, giunse ad un accordo con al-Kamil. Ai cristiani andavano Betlemme, Gerusalemme (tranne la spianata del Tempio e la moschea Al-Aqsà; i musulmani avrebbero avuto accesso alla città, che sarebbe stata smilitarizzata e senza mura), Lidda, Nazaret, Sidone e l’attuale Tibnin.

Il 18 marzo 1229, Federico II ottenne la corona di Gerusalemme, in virtù del precedente matrimonio con Isabella II di Brienne, figlia di Giovanni che era stato Re della Città Santa. Per via della scomunica a cui era soggetto, comunque, non si trattò di una incoronazione a tutti gli effetti. Il trattato rappresenta un unicum nei rapporti tra l’Occidente Cristiano e il Mondo Musulmano per quanto riguarda il Medioevo, ma, pure, per i secoli successivi e fu il frutto dell’acume politico di un regnante il cui nome è legato in maniera indissolubile a quello del Sud Italia.