Storia del Sud: il castello di Federico II

Dall'architettura alla storia dell'edificio che l'imperatore svevo innalzò nel Meridione.

Castel del Monte


Castel del Monte è uno dei tanti gioielli architettonici che si trovano nel Mezzogiorno d’Italia.

Il fortilizio che si trova in Puglia unisce elementi di provenienza araba, classica e nord europea e si distingue per la sua caratteristica forma ottagonale, ma qual è la sua storia? Cosa è successo tra le sue mura?

Innanzitutto, dal XIII al XIV secolo, fu conosciuto come Castello di Santa Maria del Monte, in riferimento ad una chiesa dedicata alla Beata Vergine che sarebbe esistita in loco. La denominazione attuale compare per la prima volta in un documento datato 1^ dicembre 1463, un decreto di re Ferdinando d’Aragona. Il monarca iberico soggiornò nello stabile.

Nel 1246 ospitò le nozze della figlia di Federico II e Bianca Lancia la principessa Violante con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino. In seguito avrebbe fatto da cornice anche alle unioni tra Beatrice d’Angiò e Bertrando del Balzo (nel 1308) e Umberto de la Tour e Maria del Balzo (nel 1326). Nello stesso anno della morte dello “Stupor Mundi” (nel 1250), è citato in un libro dal titolo “Compasso de Navigare“:

una montagna longa enfra terra et alta, e la dicta montagna se clama lo Monte de Sancta Maria, et à en quello monte uno castello

Il figlio dell’imperatore svevo Manfredi ci imprigionò Marino da Eboli, a seguito della congiura del 1253. L’immobile fu prigione anche durante il regno di Carlo I quando vi furono incarcerati, in una sorta di terribile contrappasso, i figli di Manfredi, ovvero Enrico, Enzio e Federico oltre a Corrado di Caserta ed Enrico di Castiglia. Il sovrano angioino diede il via ad alcuni interventi di riparazione, nel 1277. Durante l’invasione ungherese del napoletano, nel 1350, era ancora usato come carcere.

Castel del Monte 1890
Il Castello nel 1890.

Nel 1528, in occasione della spedizione francese nel regno di Napoli, fu devastato e bombardato. L’8 settembre 1552 fu acquistato da don Fabrizio Carafa, conte di Ruvo, per 100.000 ducati. I Carafa lo utilizzarono come luogo di villeggiatura e vi impiantarono un panificio con mulino e un forno. Il XVII secolo fu un periodo che corrispose ad un parziale abbandono. La struttura fu depredata degli arredi e delle decorazioni in marmo e diede rifugio a pastori e briganti.

Nel 1876 fu acquistato dallo Stato italiano per la somma di 25.000 lire e, tre anni dopo, iniziò un restauro. Un secondo lo si ebbe nel 1928 e, in questo caso, gli interventi comportarono la rimozione del materiale di risulta, la demolizione di ciò che era pericolante e la sua successiva ricostruzione. Nel 1936 fu dichiarato monumento nazionale. Ha subito 2 nuovi restauri nel 1975 e nel 1981. Dal 1996 è Patrimonio dell’Umanità Unesco con la seguente motivazione:

Per la sua perfezione formale ed armoniosa fusione di elementi culturali del nord Europa, del mondo arabo, e dell’antichità classica, Castel del Monte è un capolavoro unico di architettura militare medievale, che riflette l’umanesimo del suo fondatore, Federico II

Concludiamo il nostro approfondimento ricordando una leggenda che riguarda il suo innalzamento. Sul sito dove oggi sorge il castello pare ci fosse un antico tempio con una statua, sulla quale era inciso un enigma che fu risolto da un saraceno. Fu così che l’uomo trovò, sul posto, un tesoro e, grazie a quello, finanziò i lavori di costruzione del maniero.

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