Il Lunedì dell’Angelo al Sud tra sacro e profano: i ‘fujenti’ e il pranzo a sacco

I luoghi, i riti sacri e soprattutto il pranzo a sacco per la gita fuori porta tradizionale nel giorno di Pasquetta

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Il Lunedì in Albis è il giorno delle feste pasquali che si dedica, generalmente, alle gite fuori porta da trascorrere con amici e parenti. A Napoli, la Pasquetta ha dei luoghi prediletti per festeggiare in compagnia, un menù “fisso” a sacco pieno di leccornie e dei riti sacri. Adesso andiamo a vedere nello specifico ognuna di queste cose.

Come abbiamo detto i napoletani, nel giorno di Pasquetta, incuranti delle previsioni meteo organizzano la Pasquetta in luoghi all’aperto: spesso e volentieri si vedono intere famiglie recarsi presso il Real Bosco di Capodimonte per una gita nel verde e stare per un po’ stesi al sole; ma molto gettonati sono anche gli Scavi di Pompei ed Ercolano, le isole come Capri e Ischia, e la costiera amalfitana e la penisola sorrentina.

Quello che è fondamentale è il pranzo a sacco. Ogni volta che un napoletano apre il famoso “sacco” ne fuoriesce un intera tavola imbandita di ogni ben di dio: interi tortani e casatielli, moltissimi tipi di salumi (salame, capocollo, uova sode, salsiccia forte e ricotta salata, pizza piena (a’ pizza chiena), frittata di maccheroni ( ‘a frittata e maccarune), pastiere e frutta a volontà. Ma non dispiace nemmeno organizzare una braciata con gli amici, il che significa aggiungere al pranzo a sacco, moltissime varietà di carne.

E’ però anche vero, che il Lunedì in Albis avviene un vero e proprio esodo: gruppi molto folti di persone devote alla Vergine Maria, s’incamminano verso il Santuario della Madonna dell’Arco, nel comune di Santa Anastasia, per chiedere la “grazia”. Questi devoti vengono chiamati “Fujenti” o “Battenti“(in italiano “coloro che vanno”) vestono completamente di bianco, con una fascia trasversale azzurra e rossa (colori che rappresentano la madonna) e i piedi nudi.

Il Lunedì in Albis si scatena la grande festa: tutti i circoli, i battenti e i fujenti si radunano per seguire ” i portatori” (quelli che portano la bandiera con l’immagine sacra) ed andare davanti alla sede della “Chietta”: si dispongono in due file laterali e tutti avanzano a passo di danza le strutture in legno sorrette dai “portatori” (il Trono – spesso la riproduzione del Santuario della Vergine), le bandiere e le raffigurazioni sacre in segno di devozione e penitenza.