La più giovane laureata d’Italia è del Sud: Summa Cum Laude in Relazioni Internazionali

Il primato conseguito, quello di essere la più giovane laureata d'Italia, è direttamente connesso alla sua determinazione e preparazione

Foto Profilo Facebook - Fabiola Albanese


Da quando era bambina Fabiola Albanese, di Mesagne nella provincia di Brindisi in Puglia, ha desiderato viaggiare ed avere un lavoro che le permettesse di girare il mondo e conoscere sempre nuove culture e società: ha lavorato sodo, diplomandosi all’età di 17 in istituto inglese in Grecia, si è iscritta immediatamente all’Università, laureandosi in soli due anni a “La Sapienza” di Roma (con la valutazione di 110 e Lode con indirizzo di studi “Political Science and International Relations) ed ora ha conseguito la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali, anche questa con 110 e Lode.

Al primo tentativo riesce a vincere il Concorso per “Segretario di Legazione in Prova” del 2020 diventando, di fatto la più giovane diplomatica italiana. Fin da piccola ha viaggiato con la propria famiglia, ed attraverso il lavoro del padre (Ufficiale Pilota dell’Aeronautica Militare) ha frequentato gli istituti internazionali di Damasco e Atene.

Attraverso le esperienze in giovane età e quelle maturate attraverso gli studi, Fabiola consolida sempre di più la sua determinazione dell’intraprendere con il massimo risultato la carriera diplomatica, fin quando nel 2018 frequenta la “Winter School” che, secondo le sue stesse parole, è stata una “preziosa fonte di approfondimenti, conoscenze e spunti di riflessione“.

In una lunga intervista rilasciata al “Geaopolitica.info” la giovane diplomatica italiana racconta sé stessa e fornisce ottimi consigli a chi, come lei, vorrebbe fare di una passione il proprio lavoro: “Ho sempre desiderato intraprendere una carriera che mi permettesse di viaggiare, entrare in contatto con molteplici culture e mentalità. Fondamentali nel definire il mio desiderio di intraprendere la carriera diplomatica, sono state le esperienze all’estero che ho avuto con la mia famiglia.

Il concorso diplomatico richiede una preparazione multidisciplinare che, a mio avviso, inizia sin dal primo anno di università. Pertanto suggerisco di affrontare gli studi con serietà, dedizione, determinazione e di essere pronti a dare la priorità, nella propria vita allo studio. Allo stesso tempo, però, ritengo necessario leggere tanto e approfondire le proprie conoscenze circa l’attualità, la cultura, la storia, non solo italiane.

La Dottoressa aggiunge: “Consiglio di credere fermamente nelle proprie capacità, di coltivare sempre una viva curiosità, di rimanere aggiornati sulle realtà nazionali e internazionali e, soprattutto, di concentrare ogni risorsa fisica e mentale nel perseguimento dell’obiettivo.