mercoledì, Agosto 10, 2022
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Arriva la 'Candelora', l'ultima vera festività natalizia

Il detto popolare recita:' A Pasca Epifania tutt' e ffeste vanno via. Risponne 'a Cannelora: No! Ce stongo io ancora!'

Il 2 Febbraio si festeggia la "Candelora", la festa delle candele, cioè il giorno in cui Gesù bambino nato da poco viene condotto al tempio, detto popolare napoletano recita: "A Pasca Epifania tutt' e ffeste vanno via. Risponne 'a Cannelora: No! Ce stongo io ancora!' ( L'epifania tutte le feste si porta via. Risponde Candelora: No! Ci sono ancora io!)-

E' in questo giorno che viene smontato il Presepe, perché segna la fine del viaggio nella natività di Gesù. Ma questa ricorrenza popolare indica anche la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, anche se mancano ancora due mesi al vero inizio, si inizia a percepire l'aumento delle temperature e l'allungarsi dei giorni: "Candelora estate dinte e vierne fora" (Candelora estate dentro e inverno fuori).

In realtà la festa della candele ha origini molto antiche che vanno rintracciate nelle festività pagane di Luperco (Il dio pagano della fertilità) e di Cerere (la divinità della Madre terra). Le Lupercali erano delle adolescenti si sacrificavano per il "dio generante"; mentre in onore di Cerere, le vergini passeggiavano con le candele accese. E' solo nel 492 che la festa delle candele divenne simbolo delle luce di Gesù.

La tradizione religiosa napoletana prevede che ci si rechi in chiesa per fare scorta delle candele benedette, come segni propiziatori da accendere per chiedere la "grazia" in caso si malattia. La festa delle candele è legata anche a San Biagio, festeggiato il 3 Febbraio, anche lui reca la primavera (" San Biase, 'o sole p' 'e case " - San Biagio il sole per le case).

La Candelora è molto radicata nella tradizione dell'Irpinia, l'evento che riguarda il pellegrinaggio a Montevergine, la "processione dei femminielli" anche questo è rito molto antico che risale ai tempi della dea Cibele (la dea della natura e degli animali selvaggi). Il rito prevedeva che i Coribanti, i ministri del culto della dea, si recassero al santuario per offrire una parte di loro stessi alla divinità evirandosi.

Pian piano questa manifestazione è diventata una acquisizione di nuova identità e un giorno, quando due uomini omosessuali vennero legati ad un albero come punizione per la loro provocazione, la Mamma Schiavona intervenne per salvarli. Ecco perché, nonostante le resistenze degli ecclesiastici, la "processione dei femminielli" è un momento fondamentale di questa festa, nessuno va contro il volere della Madonna.

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