domenica, Luglio 25, 2021
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Un’espressione tipica del Sud recita: “Lassari in tririci”

Un modo di dire che deriva da una tradizione antica fatta di riti scaramantici e reiligiosi che definiscono al meglio un'azione scortese

Quante volte vi è capitato che qualcuno non si sia presentato ad un appuntamento? Sappiamo perfettamente che ricevere un “bidone” è una cosa particolarmente fastidiosa e, soprattutto al meridione, esistono moltissimi modi di dire per manifestare il proprio dissenso, anche in modo ironico, quando queste avvengono.

C’è un espressione siciliana molto utilizzata che è Lassari in Tririci (letteralmente “Lasciare in Tredici”) che indica proprio il ricevere il bidone. Questa espressione è usata anche in italiano nell’accezione del “Lasciare in asso” o “Piantare in asso” modo di dire che trae la sua origine dal gioco delle carte o dei dadi, intendendo l’azione di fare il punto più basso.

L’accezione “Lassari in tririci” ha una sfumatura peggiorativa di una condizione che rivela una scortesia di fondo. Secondo una tradizione secolare, il numero 13 è carico di connotazioni simboliche negative: “Secondo un pregiudizio, il tredici è di cattivo augurio, perché per il gran codice del Libro de’ sogni, tredici fa la morte” dice Niccolò Tommaseo (Linguista, scrittore e patriota) nel Dizionario, e continua:” Dal 13 al 31 – da un male cadere in peggio, perché nel libro de’ sogni il 13 fa la morte, ed il 31 a certi giuochi fa sballare“.

Essere lasciati in 13 quindi non ha nulla di buono, denota scortesia e menefreghismo, soprattutto se il bidone non è ben giustificato da una buona causa o addirittura si risulta inaspettatamente irreperibili. In Sicilia questo modo di dire è usato molto spesso ad indicare quando non arriva l’aiuto di cui si ha bisogno, lasciare soli nel momento di necessità.

C’è anche un’altra possibile origine di questo modo di dire che deriverebbe dalla religione: Gesù e i dodici apostoli erano seduti a tavola nell’ultima cena, Guida tradisce Gesù dopo aver spezzato il pane insieme a lui. Da qui anche il rito scaramantico di non essere mai 13 a tavola.
Concludendo, “Lassari in tririci” è un’azione riprovevole anzi è “N’azione i fangu” (azione paragonata la fango, dove fango può essere sostituito con un altro termine, decidete voi!)

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