Tecnologia del Sud alla conquista del Mondo

Una start up del Mezzogiorno d'Italia ha raggiunto un grande successo internazionale che gli ha permesso di affermarsi, anche, all'estero.

Budapest
Scorcio di Budapest, città dove sarà utilizzata la strumentazione hi-tch siciliana.


Arriva dalla Penisola l’eco dell’ennesima eccellenza meridionale, questa volta in ambito high tech e che sarà adoperata in Ungheria e, perfino, nel lontano Medio Oriente. Giunge, infatti, dalla Sicilia la notizia che una tecnologia messa a punto nell’isola ha avuto un successo tale da essere esportata molto al di fuori dei confini nazionali. Si tratta di sonde dal complesso profilo tecnologico che saranno installate su ponti e viadotti e che consentiranno di tenere sotto controllo lo stato dei materiali interni al cemento armato.

I dati raccolti grazie a tali dispositivi riguarderanno i parametri chimici e saranno trasmessi ad un server in cloud fornito da governi e contractors, i quali avranno perciò modo di poter intervenire in maniera tempestiva per garantire la manutenzione delle infrastrutture e pure di diminuire il costo delle operazioni di riparazione e manutenzione. La tecnologia prende il nome di SHM (Structural Health Monitoring) ed è stata progettata da un’impresa che si trova nell’isola del Meridione.

In questo campo, l’azienda è del tutto all’avanguardia e, addirittura, il suo brevetto è il primo sulla faccia della Terra per un’idea del genere. Opera nell’area industriale di Carini, comune della città metropolitana di Palermo ed è la spin-off di 2 realtà, di cui una leader nel settore delle scienze delle costruzioni e l’altra con sede a Ragusa, che lavora sulla base del paradigma industria 4.0 attraverso system integrator. Entrambe le società rientrano nel Distretto Produttivo Meccatronico regionale. L’applicazione sarà utilizzata a Budapest e nell’emirato di Sharja, stato compreso tra quello di Umm al-Qaywayn e di Dubai.

Per quanto riguarda gli Emirati, è coinvolto nella scelta il Ministero delle Infrastrutture locale, a riprova della fiducia nei confronti del “prodotto” siciliano. Dichiara in merito il presidente del Distretto Meccatornico siculo Antonello Mineo che si tratta del risultato di “una sperimentazione durata due anni e conclusa con successo. Le nostre aziende stanno dimostrando di essere all’avanguardia e di godere dell’appeal di paesi come gli Emirati Arabi che fanno della tecnologia e della sicurezza delle proprie infrastrutture elementi chiave per lo sviluppo“.

Fonte dichiarazione “Ansa.it”.

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