mercoledì, Giugno 29, 2022
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Storia del Sud Italia: la battaglia di Tindari

Approfondimento su un episodio bellico che ha avuto luogo nei pressi del promontorio dove, oggi, sorge il Santuario che ospita la Madonna Nera, oggetto di grande devozione popolare.

Per molti secoli, il Mezzogiorno d'Italia ha rappresentato un luogo chiave per le sorti dell'intera Penisola, se non dell'Europa tutta.

Nel corso della Prima Guerra Punica (264-241 a. C.), ad esempio, allo scopo di garantirsi la supremazia sul Mar Mediterraneo occidentale, romani e cartaginesi si sono scontrati in Sicilia, all'epoca centro commerciale di grande importanza e contesa tra diverse potenze (per l'appunto, Cartagine e Roma, ma anche Siracusa).

Nei pressi dell'attuale Tindari, nel 257 a. C., ci fu una battaglia navale che si concluse con la vittoria della flotta di Roma. La colonia greca di Tyndaris era sotto il controllo di Siracusa. Dato che, nei primi anni del conflitto, quest'ultima fu alleata di Cartagine, Tindari fu costretta a subire lo stanziamento nel suo perimento delle truppe puniche.

Questa situazione la rese un obiettivo per i romani. Sulla battaglia si hanno poche notizie. Lo storico Polibio le dedica poche righe nel suo "Storie". Giunto nella città siciliana, con solo una parte della flotta, il console Gaio Attilio Regolo capì che quella nemica si esponeva ad un rischio, perché navigava al largo e non manteneva una formazione compatta. Si trattava, perciò, di una buona occasione per attaccare.

Senza attendere l'arrivo dei rinforzi, Regolo diede battaglia con sole 10 imbarcazioni. Bisogna dire che i cartaginesi erano in vantaggio numerico (almeno 18 legni) e pensarono di poter sfruttare la disorganizzazione degli avversari, che tardavano nel prendere il mare. Fu così che decisero di accettare lo scontro. E, non a caso, la prima fase fu a loro vantaggio, tant'è che riuscirono a distruggere tutte le navi nemiche, eccetto quella del console. Raggiunto dal resto della flotta, però, Regolo capovolse le sorti del combattimento che si concluse con la cattura di 10 navi puniche e l'affondamento di altre 8. Il resto della flotta cartaginese fuggì alle isole Eolie. Il periodo successivo del conflitto fu caratterizzato soprattutto da scontri terrestri, anche se i 2 contendenti non smisero di rinforzare le rispettive armate navali.

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