Le origini meridionali di Sylvester Stallone

Alla scoperta delle radici che legano l'attore hollywoodiano al Mezzogiorno d'Italia.

Sylvester Stallone
Sly alla premiere tedesca di "I Mercenari 3" nel 2014.


Nel corso della sua lunga e fortunata carriera ha prestato il volto ai personaggi iconici, tra l’altro entrambi di origini italo-americane, del pugile Rocky Balboa e del soldato delle forze speciali John Rambo.

Sylvester Stallone è uno dei “profeti” dei film d’azione degli anni ’80 e ’90, insieme a figure ormai leggendarie come, ad esempio, Arnold Schwarzenegger, Chuck Norris, Steven Segal e Jean-Claude Van Damme. Al di là delle polemiche che riguarano i fan più accesi, relative a chi sia il migliore, “Sly” è di sicuro uno di quelli che può vantare un lista di successi niente male.

I premi e i riconoscimenti non sono, però, l’unica cosa che Stallone può vantare. Infatti, come molte altre star d’oltreoceano, fra ciò che può annoverare c’è anche una chiara discendenza italiana, anzi nette radici che affondano nel Sud Italia. Il padre Francesco “Frank” Stallone Senior era figlio di Silvestro Stallone e Pulcheria Nicastri, di professione faceva il barbiere (come suo papà) ed era originario di Gioia del Colle, comune in provincia di Bari, in Puglia, dove era nato il 12 settembre 1919.

Invece, il futuro interprete di pellicole di successo viene al Mondo il 6 luglio 1946, ad Hell’s Kitchen, quartiere di Manhattan, nella città di New York, con il nome di Michael Sylvester Gardenzio Stallone. Il genitore era emigrato negli Stati Uniti nel 1932, aveva combattuto tra le fila dell’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale e, nel 1945, si era spostato con Jacqueline Labofish, astrologa di origini ebreo-francesi. Dalla loro unione nacque anche Frank, futuro cantante e chitarrista.

In totale ha ricevuto 71 nomination e vinto 33 premi. Può contare 3 nomination agli Oscar, 2 del 1976 come “Miglior Attore” e per la “Migliore Sceneggiatura Originale” per “Rocky” e quella del 2015 come ” Miglior Attore non protagonista” in “Creed“. I premi più significativi vinti sono stati un Golden Globe (nel 2015 per “Creed”) e il David di Donatello per il “Miglior Attore Straniero” (nel 1976 per “Rocky”). Inoltre, dal 1984, il suo è uno dei nomi presenti sulla Hollywood Walk of Fame di Los Angeles.

La sua figura è associata a quella di personaggi che devono lottare per combattere in una società corrotta e ingiusta, dimostrando non solo forza fisica, ma anche di volontà. Nonostante gli scarsi riconoscimenti, l’attore è molto amato dal grande pubblico, forse proprio per il modo in cui caratterizza le personalità che porta sul grande schermo. Il suo esordio nel mondo del cinema avviene nel 1969, in un ruolo non accreditato nella pellicola “Downhill Racer” che aveva tra i protagonisti Robert Redford.

A parte nei vari “Rocky” e “Rambo”, lo ricordiamo in action-movie quali “Cobra”, “Over the Top”, “Cliffhanger”, “Demolition Man” e “Judge Dredd”. Si è cimentato anche in ruoli più leggeri come quello di Angelo “Snaps” Provolone (personaggio dalle chiare origini italiane) in “Oscar”, commedia di John Landis. È stato non solo puglie, ma anche portiere di calcio, in “Victory” di John Huston del 1981. A partire dal 2010, ha rilanciato la sua figura con il personaggio di Barney Ross, il leader di un gruppo di mercenari le cui avventure sono raccontate nella saga dal titolo “The Expendables“. Stallone ha l’hobby della pittura ed è stato sposato 3 volte:

  • dal 1974 al 1985 con Sasha Czack, da cui ha avuto 2 figli, Sage (deceduto nel 2012) e Seth,
  • dal 1985 al 1987 con Brigitte Nielsen,
  • dal 1997 con Jennifer Flavin, da cui ha avuto 3 figlie, Sophie Rose, Sistine Rose e Scarlet Rose.

Ha un quoziente intellettivo di 160 e può contare 3 Guinness World Records: ha ideato e partecipato al franchise sportivo di maggior successo e remunerativo della storia del cinema (1 miliardo e 251 milioni di dollari di guadagno), ha ideato e preso parte al film sportivo che ha incassato di più nella storia del cinema (“Rocky IV”) e ha scritto e interpretato il film con più decessi (“John Rambo”, 236 morti, una ogni 2 minuti e mezzo).

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