venerdì, Settembre 17, 2021
HomeRegione Campania"Fa' 'nu quatte 'e maggio": storia del detto partenopeo

"Fa' 'nu quatte 'e maggio": storia del detto partenopeo

Alla scoperta delle origini di un modo di dire tutto napoletano.

Napoli può vantare una cultura più che millenaria, che spazia tra i diversi ambiti del tran tran quotidiano. Dalla musica alla cucina, è un susseguirsi di tradizioni che continuano ad essere vive e vegete.

Tra le più feconde c'è quella dei proverbi. A tal proposito, il capoluogo della Regione Campania può attingere spunti, a piene mani, dal folclore cittadino, che rappresenta un bagaglio di saperi molto ricco cui, spesso, i napoletani ricorrono nel corso delle loro giornate.

Oggi è il 4 maggio, una data significativa nel calendario locale perché è quella in cui avvenivano i traslochi. Infatti, in passato, chi viveva in una casa in affitto, organizzava il cambio di abitazione proprio nell'arco di queste 24 ore. Da tale uso deriva l'espressione "fa' 'nu quatte 'e maggio", che può assumere diversi significati.

Una delle accezioni sta ad indicare, per l'appunto, il trasloco, ma, pure, in senso più ampio, cambiare modo di vivere. Ancora, ampliando il senso metaforico, vuol dire fare molta confusione, come avviene quando si provvede a traslocare. Il perché ciò succedesse proprio in questo giorno è da rintracciarsi in delle precise ragioni storiche. Nel 1587 il viceré Juan de Zuniga stabilisce che i cambi di residenza si tengano ogni I Maggio, festività dei Santi Filippo ed Giacomo. Tuttavia, i due era oggetto di grandi celebrazioni da parte dei napoletani. Così, "solo" ventiquattro anni più tardi, nel 1611, il viceré Pedro Fernandez de Castro optò per il 4, che, perciò, iniziò a rappresentare il termine ultimo per il pagamento del fitto. All'epoca, era consuetudine che il pigione (da qui il termine napoletano "pesone") si pagasse in tre rate (4 gennaio, 4 maggio e 4 settembre) e, nel mese di gennaio, il proprietario di casa comunicava se il canone era confermato oppure no e forniva come scadenza ultima per il saldo le ore 18 del quarto giorno di maggio. Dal casino che contraddistingueva le strade della città in quel giorno, allora, è nato il modo di dire ancora oggi in voga.

LEGGI ANCHE...