domenica, Luglio 25, 2021
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Stilo: viaggio alla scoperta di un gioiello della Calabria

Tutto quello che c'è da sapere sul comune reggino, uno tra i più incantevoli del nostro Paese.

Immerso in una cornice naturale incontaminata, località che ha dato i natali a Tommaso Campanella e che ha fatto da sfondo alla vicenda umana di San Giovanni Theristis, Stilo è uno tra i “Borghi più belli d’Italia“. Ecco un utile vademecum che riguarda il centro calabrese.

Storia di Stilo

È plausibile che le origini di Stilo siano legate alla città magnogreca di Caulonia, fondata intorno all’VIII secolo a. C. nel territorio dell’attuale comune di Monasterace. La colonia è distrutta dal tiranno di Siracusa Dionigi I, nel 389 a. C. A seguito di tali vicende, gli abitanti del luogo iniziano una prima migrazione verso il promontorio di Cocinto (oggi Punta Stilo). Rinata e alleatasi con Roma nel 270 a. C., fu ancora una volta rasa al suolo da Annibale, durante la seconda guerra punica. La zona entra in maniera definitiva nella sfera di influenza romana verso la fine del III secolo a. C. In quest’epoca, assume il nome di Stilida. Durante l’alto Medioevo, il centro abitato si trova a destra del corso d’acqua Assi, sempre nei pressi di Punta Stilo. Il costante pericolo rappresentato dai pirati saraceni impone la ricerca di un posto più facile da difendere, finché i locali si stanziano laddove, ancora oggi, si trova la città, alle pendici del monte Consolino. Nel VI secolo d. C., comunque, diventa parte dell’Impero Romano d’Oriente. Nel 982, lungo la fiumara Stilaro, si affrontano l’esercito di Ottone II e dei suoi alleati longobardi e quello dell’emiro di Sicilia Abū l-Qāsim ʿAlī, in una battaglia che coinvolge anche il borgo. Sono questi gli anni dell’omicidio ad opera dei mori dell’arconte del villaggio bizantino di Cursano e del rapimento di sua moglie, futura madre del santo Giovanni Theristis. Non a caso, costui nasce a Palermo, ma poi ritorna in Calabria e, proprio a Stilo, svolge parte della sua attività pastorale. Al IX secolo risale l’edificazione della Cattolica, chiesa bizantina che dimostra l’importanza che il luogo va acquistando. Le cronache descrivono il centro come “oppidum“, quindi, protetto da mura con 5 porte d’accesso: Porta Cacari, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti, Porta Stefanina e Porta Terra. Dal 1065 al 1071, resiste ai tentativi di conquista normanna. Tra il X e l’XI secolo, in loco, sorgono diversi monasteri, tra i quali quelli di Santa Maria d’Arsafia e di San Leonte. Dopo l’affermazione dei Normanni, diventa regio demanio e si impone dal punto di vista economico grazie allo sfruttamento delle miniere di ferro di Pazzano. In età moderna, alcune delle ferriere della zona passano sotto il controllo del nobile Cesare Fieramosca, che se le vede assegnare dall’imperatore Carlo V il 30 maggio 1523. La città perde il privilegio demaniale quando, nel 1540, lo stesso Carlo V vende il territorio al marchese Giovanni Francesco Conclubet di Arena, per raccogliere il denaro necessario a finanziare i suoi sforzi bellici. Il 5 settembre 1568 vi nasce il filosofo e frate domenicano Tommaso Campanella. Nel 1575, Filippo II di Spagna le restituisce demanio e contea e, nel 1599, Campanella organizza un’insurrezione che le autorità spagnole bloccano in maniera rapida. Per tutto il ‘600, la produzione di ferro prosegue a ritmo serrato. Il regio demanio è assegnato, di nuovo, da re Filippo IV, nel 1658. Nel 1783 è devastata da un terremoto mentre è data alla fiamme dai francesi, che conquistano Napoli, nel 1806. Durante il regno borbonico, la zona continua ad essere un importante centro di produzione siderurgica. Non a caso, è inglobata nella Fonderia Ferdinandea, complesso di 15.000 m² edificato durante il regno di Ferdinando II delle Due Sicilie. In anni recenti, Stilo si afferma come località turistica, metà di molti visitatori interessati alla natura e alle tradizioni del luogo.

Il Comune di Stilo. Territorio e clima

Stilo è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria e conta 2.541 abitanti. Si estende su una superficie di poco più di 78 km² e, quindi, ha una densità demografica per km² di circa 33. Il cap è 89049, il prefisso telefonico è 0964, il codice Istat 080092 e quello catastale I956. Il santo patrono è San Giorgio e la festa patronale cade il 23 aprile.

Confina con Bivongi, Brognaturo (VV), Camini, Guardavalle (CZ), Monasterace, Mongiana (VV), Nardodipace (VV), Pazzano, Serra San Bruno (VV), Spadola (VV) e Stignano. Si sviluppa ai piedi del monte Consolino (rilievo appartenente alle Serre calabresi, caratterizzate da rocce carbonatiche e metamorfiche) e nelle sue vicinanze si trova il bosco omonimo, con abeti bianchi, faggi e sottobosco di eriche e agrifogli. Grazie ad un sottile lembo di terra, affaccia sul Mar Jonio, in località Caldarella. L’idrografia del posto è segnata dalla presenza della fiumara dello Stilaro e delle dighe Giulia e Azzarera.

Il centro si trova 400 m sopra il livello del mare e presenta un’altitudine massima di 1415 m. In generale, il clima è caldo e temperato. Le precipitazioni maggiori si hanno a dicembre (141 mm) e la piovosità annua è di 903 mm. Temperatura media di 15.6°, la più alta è di 28.2° ad agosto e quella più bassa è di 5.8°, nel mese di gennaio. Per essere sempre informati sulle condizioni del meteo, basta consultare il sito dell’aeronautica.

Stilo-La Cattolica
Esterno della Cattolica.

Come raggiungere Stilo

Sono diversi i modi per raggiungere Stilo. Chi preferisce spostarsi in automobile e arriva da nord, deve viaggiare lungo l’A2 Salerno-Reggio Calabria e uscire a Lamezia Terme. Quindi, imboccare la strada statale dei Due Mari (ss 280) per Catanzaro, prendere l’uscita di Germaneto verso Catanzaro sud, seguire le indicazioni per Reggio e continuare sulla Jonica (ss 106) ancora in direzione sud per 50 km. Poi, da Monasterace Marina, bisogna proseguire sulla strada provinciale 9 fino a raggiungere la città. Chi viene dalla punta della penisola, percorrendo la stessa autostrada, deve uscire a Rosarno e seguire la statale Jonio-Tirreno (ss 682) per Marina di Gioiosa Jonica. Da lì, la ss 106 verso nord, fino a Monasterace Marina, da dove bisogna imboccare la sp 9.

Chi, invece, predilige volare può approfittare della presenza di 2 aeroporti, quello di Lamezia Terme e quello di Reggio Calabria. Dal primo (telefono 0968 414385), in auto, si può optare per l’ex strada stradale di Monte Cucco e Monte Pecoraro (ex ss 110) oppure per i tragitti già riportati. Con il bus navetta dell’aeroporto lametino (linea 90), si può arrivare in città e dalla stazione centrale tramite regionali delle Ferrovie dello Stato raggiungere Monasterace (fermata che serve Stilo). Altrimenti, prendere autobus Linee Lirosi e Federico. Dall’Aeroporto dello Stretto di Reggio (numero centralino 0965 644933; selezionando 1, si può parlare con gli addetti dell’info point), con la macchina, rifarsi al percorso di cui sopra. Per quanto riguarda il viaggio su strada ferrata, anche in questo caso Ferrovie dello Stato. Se si sceglie il bus, pullman Federico.

Coloro che scelgono il treno, dovranno avvalersi dei servizi di RFI. Numeri utili 89 20 21 e 06 3000. La stazione da raggiungere è quella di Monasterace-Stilo, che si trova sulla linea Taranto-Reggio Calabria. Infine, 2 opzioni per chi vuole sfruttare le linee di autotrasporti. Possibile muoversi tramite le flotte delle Linee Lirosi (numero di telefono 0965 57552) e/o quelle Federico (utenza telefonica 0965 644747).

Luoghi di interesse

Il territorio di Stilo è ricco di siti d’interesse culturale, sia di natura religiosa che civile, meta imperdibile per chi si reca in città. Tra quelli religiosi ricordiamo:

  • Duomo: la chiesa matrice sorge su un precedente edificio di culto paleocristiano, poi bizantino. Terminata nel XIV secolo, in stile tardo-barocco. Menzionata per la prima volta in un documento che risale al 1094. Portale ogivale in pietra calcarea di stile romanico-gotico, del XII secolo. Ricostruita dopo il terremoto del 1783. Contiene “La Madonna di Ognisanti“, pala monumentale di Battistello Caracciolo.
  • Cattolica: chiesa bizantina a pianta centrale di forma quadrata, con croce greca. Eretta intorno al X secolo, l’interno è diviso in 9 parti dalle 4 colonne presenti, di cui una reca un’iscrizione in arabo che, secondo alcuni studiosi, dimostra come il sito sia stato anche un oratorio musulmano. La parete orientale presenta 3 absidi. Le fonti di illuminazione sono collocate secondo i canoni propri dell’architettura bizantina, il che consente un “crescendo luminoso”. A forma di cubo, esterno con 5 cupole cilindriche e muro perimetrale di circa 70 cm con intreccio di mattoni, in laterizio. La denominazione deriverebbe dal titolo con cui, nel mondo bizantino, si definivano gli edifici “privilegiati” perché dotati di battistero.
  • Abbazia di San Giovanni Theristis: del XV secolo. Facciata in stile tardo-rinascimentale e interno con decorazioni barocche. Portone in granito grigio e rosa, cupola su 4 pilastri, con 2 archi a tutto sesto e 2 a sesto acuto. Costruito su un precedente monastero basilianoIn attesa che faccia ritorno al Duomo, per il momento, ospita la pala d’altare opera del Battistello. Nel complesso sono, inoltre, conservati i resti di San Giovanni Theristis, di Sant’Ambrogio e San Nicola di Stilo.
  • Convento delle Clarisse: nei pressi della Cattolica, sono presenti i resti di questa struttura. Fondata nel 1570, all’inizio intitolata a Santa Maria delle Grazie. Su 2 piani, intorno allo spazio quadrangolare del chiostro, con arcate al livello inferiore e i dormitori a quello superiore. A seguito del terremoto del 1783, è stato abbandonato.
  • Chiesa di San Francesco dei Minori: risale al XVI secolo. In stile tardo-barocco, è a croce latina e la facciata presenta nicchie e archi ornamentali. Parte di un complesso francescano più antico di circa un secolo. All’interno, è possibile ammirare affreschi settecenteschi e la statua di San Rocco, che ogni 16 agosto è portata in processione. Notevole il dipinto del XVI secoloMadonna del Borgo“, opera del siciliano Salvo d’Antonio. Sorge in piazza Carnovale, di fronte al monumento in onore di Campanella.
  • Chiesa di San Domenico: costruita nel XV secolo, è a croce latina e in mattoni. A navata unica, cupola ogivale seicentesca, sorta su i resti di una struttura bizantina. Parte di un complesso domenicano, ospitò Campanella che, qui, organizzò la congiura contro le autorità spagnole e scrisse il trattato “De Praedestinatione et gratia et libero arbitrio contra Molinam pro Thomistis“, la tragedia “Maria Regina di Scozia” e l’opera politica “La Monarchia di Spagna“. In loco, le famiglie nobili del posto possedevano delle cappelle. Per diversi anni, sede del presepe dell’arciprete don Vincenzo Papaleo.
  • Chiesa di San Nicola da Tolentino: XIII secolo, natura bizantina. Cupola a trullo e fosse tombali.
  • Laure: insediamento monastico che consiste in una serie di agglomerati di grotte naturali, una chiesa e, a volte, un refettorio. I monaci vivevano in solitaria, ad eccezione del momento rappresentato dalla funzione religiosa. Sul monte Consolino segnaliamo l‘eremo Madonna della pastorella e la grotta di Sant’Angelo. Il primo si trova lungo la parete rocciosa della montagna ed è chiesa rupestre dagli inizi del XX secolo. Altare con tela della Madonna pastorella. Invece, l’antro si trova in una posizione difficile da raggiungere. Largo 7 m e profondo 3, in origine, doveva essere un luogo di penitenza o eremitaggio. Ha una piccola cupola a forma di trullo e contiene tracce di affreschi di origine bizantina.

Il patrimonio civile è altrettanto ricco. Una buona parte dei posti da visitare si trova nel centro storico della città, ma, pure fuori, non mancano le attrazioni:

  • Castello Normanno: edificato per volere di Ruggero II, nella seconda metà del X secolo. La prima testimonianza relativa al maniero risale al 7 maggio 1093, in un documento stilato dal nobile normanno. A pianta quadrata con torri triangolari, eccetto per quelle circolari con feritoie che circondano il forte. Rappresenta l’apice di un sistema a protezione del territorio, costituito anche da mura e varie macchine difensive.
  • Fontana dei Delfini: anche conosciuta come “Gebbia“. Si trova lungo la strada che conduce al Duomo. Testimonianza della dominazione araba, realizzata per celebrare la vittoria sull’imperatore Ottone II. A ridosso del muro sul retro, 3 vani con quello centrale in cui è possibile ammirare 2 delfini intrecciati che rappresenterebbero l’alleanza arabo-bizantina che affrontò le forze del monarca di origini germaniche. Del presunto fonte arabo-bizantino non vi è certezza storica.
  • Porte civiche e mura di cinta: Stilo è conosciuta, anche, per l’inespugnabilità che l’ha contraddistinta per tanto tempo. Questa era dovuta ad una serie di opere difensive che riguardavano tutto il territorio. Già l’abitato era circondato da una murata fortificata della metà del X secolo, che oggi si può visitare nella parte orientale. Delle porte urbane, Cacari, Scanza Li Gutti e Terra sono scomparse. Di porta Reale rimangono solo rovine. Discorso diverso per l’ingresso che risponde al nome di “Stefanina“. Situato a nord, possiede tale nome per via della vicinanza con il convento di Santo Stefano del Bosco. Su un fianco è presente una torre rotonda, sull’altro lato appoggia al muro della chiesa dei domenicani. Il portale è in blocchi di granito intagliati.
  • Palazzi nobiliari e Biblioteca civica: diverse sono le famiglie nobili che hanno segnato la storia del centro reggino. Bono, Capialbi, Caracciolo, Carnovale, Crea, Marzano, Sersale e Teti sono i nomi delle casate che hanno lasciato traccia del loro operato, anche, attraverso la costruzione di abitazioni dal grande valore artistico. Tra queste ricordiamo l’edificio dei conti Capialbi, nel rione Santa Lucia, dalle sale decorate in maniera molto raffinata e quello rurale in contrada Nipitino, con finestre ad ogiva. Ancora, il Palazzo Lamberti del XVII secolo, che custodisce una ricca collezione di affreschi, pitture e sculture. Infine, la biblioteca cittadina formata da volumi appartenuti ai monaci Basiliani e ai padri Redentoristi, dai testi ceduti dai Capialbi (oltre 7200, regalati al comune nel 1963) e dallo storico Luigi Consolo.
  • Statua di Tommaso Campanella: monumento in bronzo su base di granito grezzo. Opera dello scultore Ernesto Gazzeri del 1923 mentre il supporto è un lavoro della scuola di scalpellini diretta da Giuseppe Drago. Si trova al centro della piazza antistante la chiesa di San Francesco.
  • sezione Ecomuseo delle Reali Ferriere e Fonderie di Calabria: l’ex convento basiliano ospita una ripartizione di questo polo, cioè il “Museo di archeologia industriale e della cultura materiale“. Il sito intende valorizzare l’ex area industriale calabrese della vallata dello Stilaro.
Stilo-Castello Normanno
I ruderi del Castello Normanno.

Feste ed eventi

Per via della sua storia, Stilo è un centro in cui la devozione è molto forte. La festa patronale cade il 23 aprile, quando la statua di San Giorgio martire è portata in processione. Non è questa, però, l’unica celebrazione religiosa. L’anno si apre con la “fiera dell’Epifania“, di solito 5 e 6 gennaio, durante la quale il simulacro del “bambinello” è condotto per le strade della città dai membri dell’arciconfraternita dell’Immacolata e di San Pietro. Invece, il 23 febbraio si tiene la cerimonia in onore di San Giovanni Theristis, in occasione della quale le sue reliquie sfliano per le vie del centro. La settimana santa è caratterizzata da una 3 giorni finale piena di eventi, che incomincia il giovedì santo con la benedizione dellegucciadate” (ciambelle di pane) e il passggio della croce per il centro storico, ad opera dei penitenti. Il venerdì santo si svolge la processione dell’Addolorata, dalla chiesa di San Domenico a quella di San Giovanni Theristis, a cui segue la “3 ore di agonia“, ovvero la preghiera dinanzi al crocifisso. Il sabato santo c’è il corteo del Cristo morto, trasportato nel “monumentu“, un cataletto portato dagli appartenenti all’arciconfraternita e seguito dai cittadini che hanno con loro le ciambelle benedette. Dalle 14, il rito si ripete, ma questa volta la partenza è da San Giovanni per tornare verso San Domenico. Infine, nel giorno di Pasqua, a partire dalle 12, si ha la processione della “Cunfrunta“, una rievocazione dell’incontro tra il Cristo morto e la Madonna. Il 15 agosto si celebra la festa dell’Assunta con la processione dalla chiesa di San Francesco alla Cattolica e il tradizionale lancio delle mongolfiere. Il giorno dopo si festeggia San Rocco, con la celebrazione dei pani e il “ballo del ciuccio“, che consiste nella distruzione del fantoccio di un asino a causa dello scoppio di fuochi d’artificio.

Per quanta riguarda i festeggiamenti di natura civile, ricordiamo che la celebrazione dell’Epifania prevede una fiera campionaria che avviene tra piazza San Francesco e piazza San Giovanni, durante la quale si vendono prodotti dell’artigianato locale. Imperdibile è il Palio di Ribusa, una rievocazione storica che permette di rivivere l’atmosfera della contea rinascimentale di Stilo e dei suoi 5 casali, ovvero Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano. Cade ogni prima domenica di agosto e dura 2 o 3 giorni, durante i quali menestrelli, giocolieri, fattucchiere e cavalieri invadono le vie del borgo e animano il mercato storico e le taverne, dove provare piatti tipici locali. Il momento principale delle celebrazioni è quello in cui i “paladini” dei casali si affrontano nella giostra. L’evento trae origine dall’antica “Fera“, una manifestazione che, al momento istituzionale della compravendita di prodotti del posto, associava i giochi di natura cavalleresca, come le giostre. Aveva luogo nella zona di San Francesco, anche se, per un certo periodo di tempo, si è svolta vicino porta Scanza Li Gutti (attuale via Madonna delle Grazie), ingresso pubblico del borgo, per volontà del senato cittadino. Tra le sfide che si svolgevano, tiro al montone, tiro all’anello, al cerchio, con l’arco e con la balestra. Era il “sindaco dei nobili” a dare il via ai festeggiamenti, una volta ricevuta la bandiera della città. Lo stendardo era un dono di Carlo V. Il vessillo era, quindi, issato sulla quercia secolare nel centro del comune e guardato a vista dal battaglione cittadino. È probabile fosse in onore di San Giorgio, dato che esistono testimonianze che la datano al 22 aprile, giorno precedente alla festa del patrono e che la denominazione fosse collegata al luogo dove si svolgeva, un feudo della contea.

Stilo-Palio di Ribusa
Istantanea delle celebrazioni del Palio di Ribusa.

Pernottamento e ristorazione

Per chi avesse intenzione di visitare Stilo, di seguito una serie di strutture ricettive dove alloggiare e attività ristorative dove mangiare:

  • Hotel Città del Sole: 3 stelle, 33 camere; parcheggio gratuito, wi-fi gratuito; bar; animali ammessi (su richiesta); navetta aeroportuale a pagamento; numero di telefono 0964 734843
  • Diving Center Punta Stilo: appartamenti in stile rustico, attività di immersione; parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; animali ammessi; utenze telefoniche 347 33 40 003, 339 6817 185, 339 81 09 823
  • B&B Palazzo Stillitano: edificio settecentesco, 8 camere; parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; terrazza, colazione inclusa; telefono 333 69 50 250
  • B&B Piccola Dimora Villa Candido: 4 camere; parcheggio gratuito, wi-fi gratuito; terrazza e giardino; numero 320 81 20 638
  • B&B L’orto degli ulivi: parcheggio gratuito; wi-fi gratuito; terrazza, giardino; animali ammessi (su richiesta); telefono 320 16 23 290

Per chi vuole assaggiare le delizie del luogo:

  • Antica Taverna La buca del Re: fascia prezzo media; cucina calabrese, italiana, mediterranea; numero di telefono 331 73 93 530
  • Ristorante Birrificio L’istrione: fascia prezzo media; cucina italiana; opzioni vegetariane, vegane e senza glutine; telefono 328 71 88 434
  • Ristorante Pizzeria Gli antichi sapori: fascia prezzo bassa; cucina italiana, mediterranea, pizza; opzioni vegetariane; numero 389 28 78 629
  • Ristorante Il Castello: fascia prezzo bassa; cucina italiana; opzioni vegetariane; utenza telefonica 339 46 43 145
  • Chiosco Bar La Cattolica: piccola ristorazione, gelato al bergamotto; fascia prezzo bassa; cucina italiana; opzioni vegetariane

Numeri Utili

Concludiamo la nostra panoramica inerente Stilo, con una serie di contatti che potrebbero essere utili per chi vuole recarsi nel comune reggino:

  • Comune: 0964 77 60 06
  • Carabinieri: 0964 77 6 08
  • Polizia Municipale: 0946 77 60 06
  • Poste: 0964 77 52 37
  • Farmacia: 0964 77 50 58

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