La verità dietro il Mito di Cariddi: l’incontro scontro dei due mari del Sud

Due mari profondamente diversi che hanno ispirato poeti e leggende con gli incontri -scontri nel blu delle loro acque

Capo Peloro Messina


All’estremità dell’Italia, nel punto più a Sud, quando Calabria e Sicilia sembrano quasi toccarsi esiste un luogo magico e unico. Proprio la sua unicità ha ispirato le grandi imprese degli eroi greci e romani, raccontate da grandi scrittori e poeti: questo luogo per Omero era “Cariddi” per i siciliani è “Capo Peloro o Torre Faro”.

E’ considerata una delle più belle spiagge del Sud, non solo perché l’incontro dei due mari, il Mar Ionio e il Mar Tirreno, genera delle variazioni di blu intenso che possono ammirare solo in questo luogo, ma anche perché queste acque ospitano specie di animali e piante marine che sono biotipi unici. Capo Peloro, chiamata dai messinesi semplicemente “Faro”, offre anche un’altra particolarità, la costa è un’alternanza di zone sabbiose e ciottoli fino a zone di roccia sedimentaria molto friabile, chiamata “Beach Rock”, che ospita al suo interno moltissimi organismi acquatici originali, anch’essi specie protetta.

Un’altra caratteristica di questo splendido luogo, ha dato vita alla leggenda di Cariddi, descritta da Omero ne “L’Odissea”: Cariddi, figlia di Poseidone e Gea, era una splendida naiade famosa per i furti e per la sua estrema voracità. Un giorno la ninfa decise di rubare a Eracle (Ercole, il figlio di Zeus), dei buoi per mangiarli. Il padre degli dei s’infuriò e per punirla la fulminò trasformandola in un enorme mostro marino con una fame insaziabile.

Cariddi venne relegata nelle profondità delle acque dello Stretto: tre volte al giorno il mostro avrebbe spalancato le sue fauci, risucchiando le acque del mare e tutto ciò che navigava su di esso, creando grandissimi vortici in cui pesci e navi cadevano nella profondità delle sue viscere per diventare il suo pasto.

Ciò che invece succede in questo luogo, è un innalzarsi e abbassarsi delle soglie sottomarine, fino a quasi 100 metri, tra punta Pezzo in Calabria e Capo Peloro in Sicilia: quando nel Mar Tirreno a nord c’è alta marea, nel Mar Ionio a Sud c’è la bassa marea. Il continuo alternarsi di alte e basse maree origina dei flussi e reflussi che generano violenti spostamenti d’acqua con vortici che vengono chiamati “refoli”.