domenica, Agosto 1, 2021
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Per Forbes è del Sud l' Under30 tra i più influenti d'Italia: ecco chi è

Giovanissimo e determinato, in poco tempo e con tanta dedizione raggiunge una delle mete della sua carriera

Ogni anno la testata giornalistica Forbes Italia, redige una lista dei giovani italiani che sono stati delle vere e proprie eccellenze nei campi dell'arte, musica, cinema e impresa. Quest'anno in lista c'è Pasquale D'Avino, imprenditore e stilista, nato nel 1991 a Bologna "per questioni mediche" (come scrive lui stesso nella sua biografia) è cresciuto a Cercola un comune nella provincia di Napoli in Campania.

Pavi, così chiamato dai suoi cari, si laurea in legge a soli 22 anni e poco dopo dà vita, insieme al suo amico Giampiero D'Alessandro ( quest'ultimo ha collaborato con star della musica come Snoop Dog e Justin Bieber) al brand di streetwear "Throwback". L'idea da cui parte il brand è rendere omaggio alle icone del passato attraverso i ricordi: felpe, t-shirt  e accessori con stampe che raffigurano immagini simbolo di molte generazioni; coniugando l'effetto ricordo alla produzione completamente Made in Italy.

In poco tempo, di preciso in 3 anni, il marchio Throwback si è creato un proprio posto sul mercato della moda, divenendo un brand molto ricercato, riuscendo ad ottenere delle importanti collaborazioni con grandi marchi della moda, come Superga, Casio Watches, E Marinella ed è stato indossato da numerose celebrità come il cestista Marco Belinelli, i calciatori Thierry Herry e Dries Mertens e i conduttori televisivi Alessandro Cattelan e Diletta Leotta.

Nell'intervista rilasciata a Forbes Italia, Pasquale D'Avino dichiara: "Throwback nasce con un piccolo investimento di 5000 euro, con il supporto di una decina di top store, che hanno dedicato uno spazio apposito al marchio. Nel giro di due mesi eravamo già sbloccati sulla piattaforma di lusso Farfetch e da lì è stato un divenire. Oggi siamo quasi in 150 negozi in tutto il mondo.

Tutto è nato per gioco una notte, mentre guardavo 'Mamma ho perso l'aereo', per me il film più figo degli anni 90'. Riflettevo sul fatto che riuscisse ad accomunare tutte le generazioni di una famiglia. Ci teneva tutti incollati davanti allo schermo durante le feste natalizie, per la magia che riesce a trasmettere. Da lì ho avuto l'idea! Ho utilizzato l'immagine di 'Mamma ho perso l'aereo' (con le dovute licenze), apponendo lo storytelling sul retro dei capi. Questo gioco natalizio si è poi trasformato in un progetto di vita."

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