mercoledì, Settembre 28, 2022
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In questo luogo del Sud il mare suona una melodia universale: la Città della Musica

Adagiata su uno sperone roccioso, immersa nel blu del cielo e del mare ha ispirato le opere eterne di moltissimi musicisti

Adagiata sullo sperone roccioso dei Monti Lattari, nella provincia di Salerno in Campania, dove il blu del cielo e del mare si fondono sino a diventare un tutt'uno c'è la città di Ravello. In questa oasi di pace e tranquillità fiabesca grandi musicisti si sono lasciati cullare dal vento e dall'odore del mare per comporre opere artistiche che saranno ricordate per sempre e che hanno dato a questa città il soprannome universalmente conosciuto di "Città della Musica".

L'estrema bellezza di questa terrazza naturale si districa tra il blu del mare e i meravigliosi e giardini di mille colori e profumi; ogni angolo regala uno scorcio diverso: nel borgo medioevale, le case sono piccole e caratteristiche, incastrate le une alle altre in un abbraccio appassionato, si districano su contorte viuzze, in cui è possibile ammirare magnifici mosaici in stile arabo e bizantino.

La città ha origini che risalgono tra il IV e il VI secolo (come dimostrano i ritrovamenti archeologici di urne, lastre tombali e sarcofagi), ma la prima menzione nei documenti di Ravello è datata IX secolo, quando era un territorio senza nome parte della Repubblica Marinara di Amalfi. Fu proprio quest'ultima a dare un nome specifico al luogo, quando durante il regno dei Normanni, Ravello, dimostrò la propria identità e fedeltà. Gli amalfitani la chiamarono Rebello (La Ribelle).

Ravello crebbe, diventando un centro nevralgico di attività commerciali, tanto che le rotte percorse dai suoi mercanti furono dette Rue Ravellenium. La dimostrazione di fedeltà ai Normanni la fece diventare Sede Vescovile per Papa Vittore III e per volere di Ruggero di Altavilla, questo permise a Ravello di non dipendere più dal regno ma di essere soggetta alle sole leggi della Santa Sede.

Dopo l'invasione e il saccheggio ad opera dei Pisani, la città continuò ad essere un ricco centro religioso d'arte e cultura, ma quando nel XV secolo le principali famiglie nobili si spostarono a Napoli, Ravello cominciò a subire un lento e inesorabile declino che arrivò al culmine tra il XVII e XVIII secolo. Fortunatamente la bellezza mozzafiato di questa perla del mediterraneo nel XIX secolo ha ammaliato moltissimi artisti, musicisti e scrittori che hanno trovato la giusta ispirazione cullati dal suono delle onde. Artisti come Gide, Mirò, Lawrence e Wagner hanno reso di nuovo Ravello un luogo pieno di vita, poesia e musica.

 

 

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