domenica, Luglio 25, 2021
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“Non chiamatelo dialetto, è lingua madre”: la resistenza del ‘dialetto’ al Sud

A 160 anni dalla caduta del Regno delle due Sicilie, la lingua ufficiale del Regno sopravvive ma è in pericolo

Il napoletano è una lingua che trae le sue origini dal greco e dal latino e si evoluta moltissimo nel corso dei secoli, prendendo in prestito termini non solo dai dialetti meridionali vicini (come il pugliese, il calabrese e il siciliano) ma anche dalla lingua spagnola, quella francese, quella araba e quella inglese. Tutto questo perché Napoli è stata un po’ la casa di tutti i popoli del mediterraneo e non.

Il 21 Febbraio è stata celebrata, come avviene dal 2008, la Giornata Internazionale della Lingua Madre, giornata in cui viene esaltata la diversità linguistica e culturale appoggiandosi sul concetto di multilinguismo, ritenuto un fenomeno altamente positivo dall’Assemblea Generale dell’ONU. E’ il momento in cui vengono promossi tutti i tipi di linguaggio madrelingua come affermazione delle proprie radici storiche e culturali.

Proprio in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, il gruppo di ricerca “Accademia Napoletana” presenziato dal dottore e professore, Massimiliano Verde, ha esposto e  portato all’attenzione delle autorità regionali campane, il rischio di estinzione che ogni giorno incombe sul patrimonio linguistico della lingua napoletana.

Il professore Verde, l’ideatore del primo corso di lingua e cultura napoletana ( ai sensi del CEFR e riconosciuto dal Comune di Napoli), analizza con assoluta obiettività il processo di degrado socio-culturale e mediatico del dialetto (non solo quello napoletano) e di come questo sia soggetto a una marcata sottostima a livello culturale relegando le espressioni dialettali in realtà poco gradevoli e a stereotipi culturali e sociali.

Il napoletano, così come gli altri dialetti del Sud, viene tramandato solo ed esclusivamente attraverso la tradizione orale e quindi non ha misure sufficienti che possano aiutare a mantenere viva la lingua in cui sono state scritte innumerevoli opere che vengono considerate da tutti gli esperti del mondo dei veri e propri capolavori. La richiesta di misure pedagogiche per l’insegnamento di questa lingua, non è una “questione d’orgoglio meridionale”, ma una valorizzazione della produzione artistica e culturale che non riguarda solo Napoli, ma tutta Italia.

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