“La definizione di terrone è offensiva”: ingegnere del Sud cita l’Accademia della Crusca

Francesco ha avviato questa battaglia giudiziaria affinché l'Accademia della Crusca "recuperi il vero e antico significato del termine"

Foto Facebook Francesco Terrone


Disputa in corso tra un ingegnere meridionale e l’Accademia della Crusca. A sollevare il polverone la parola “terrone”, termine con cui sono chiamati spesso i meridionali. A citare l’Accademia della Crusca in giudizio per la sua definizione troppo “dispregiativa” Francesco Terrone, ingegnere 59enne originario di Mercato San Severino, in provincia di Salerno.

L’Accademia della Crusca e i dizionari concordano sull’origine incerta del termine. L’Accademia nella sua definizione cita in questo senso il linguista Bruno Migliorini, che nel suo libro “Parole e Storia”, del 1975, scrive: “Le polemiche fra Nord e Sud, risorte come risorgono in famiglia nei tempi difficili, hanno divulgato due epiteti che già i soldati popolarmente adoperavano: quello di terroni e di polentoni. I meridionali chiamano polentoni quelli del Nord, dove è frequente l’uso della polenta, mentre questi ultimi chiamano i meridionali terroni, cioè abitanti delle ‘terre ballerine’ soggette ai terremoti”.

Negli anni, quindi, il termine terrone ha assunto i connotati e il significato di cafone, villano, ma anche di abitanti di zone soggette a terremoti. Il Treccani, ad esempio, lo definisce come “derivato di terra, probabilmente tratto dalle denominazioni di zone meridionali quali Terra di Lavoro (in Campania), Terra di Bari e Terra d’Otranto (in Puglia). Appellativo dato, con intonazione spregiativa (talvolta anche scherzosamente), dagli abitanti dell’Italia settentrionale a quelli dell’Italia meridionale”.

Potrebbe in effetti sembrare una questione personale, considerando che il cognome dell’ingegnere è proprio Terrone. Ma l’uomo ha smentito più volte la faccenda, specificando che non è così. In realtà Francesco ha avviato questa battaglia giudiziaria affinché l’Accademia della Crusca “recuperi il vero e antico significato del termine”. Secondo l’ingegnere si dovrebbe specificare che la parola “è legata alla terra ricca dei latifondisti e dei feudatari, e quindi alla ricchezza, oltre a essere un cognome i cui discendenti diedero lustro all’Italia intera”.

L’Accademia intanto ha così risposto alle accuse: “E’ assurdo voler far pagare alla Crusca la colpa dell’uso discriminatorio di un termine impiegato nella storia d’Italia quando, anzi, la nostra Accademia ha segnalato questo difetto, lo ha contestato, criticato, condannato, pure facendone, com’è ovvio, la storia, perché la storia non si può cancellare. E’ del tutto evidente che da parte nostra non c’è mai stato nessun intento discriminatorio e offensivo nel scrivere il significato della parola terrone. Anzi, fin dalle prime righe segnaliamo che questa parola ha assunto storicamente un valore discriminatorio da cui prendiamo le distanze. La nostra voce lessicale non ha difetti”, così all’AdnKronos il professore Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca.

L’ingegnere Terrone ha già ha dato mandato all’avvocato salernitano Antonio Cammarota di citare dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore l’Accademia della Crusca. La fissazione della prima udienza si terrà il prossimo 16 settembre. “In nome della verità è un dovere morale e civile ‘ri-definire’ il termine terrone – dichiara Francesco Terrone – Sicuramente sarà un motivo forte per aprire interessanti dibattiti che rimetteranno, inevitabilmente, in atto la sempre presente ed atavica Questione Meridionale“.