martedì, Settembre 28, 2021
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I Conservatori musicali di Napoli: una tradizione che vanta 5 secoli di storia

Una lunga tradizione che vanta la partecipazione dei più grandi artisti del mondo: La dimostrazione che al Sud la musica è vita da sempre

Napoli ha una tradizione musicale davvero gloriosa che percorre all'incirca 5 secoli di storia fatta di melodie e grandi voci; a partire dalla prima metà del Cinquecento la città partenopea aveva ben 4 Conservatori di Musica in cui si svilupparono tutte le grandi opere musicali che tutt'ora vengono interpretate in tutto i teatri del mondo.

Ma il vero e primo per cui nacquero  queste strutture era filantropico: i Conservatori dovevano funzionare come centri d'attrazione per i giovani orfani che così avrebbe avuto un educazione e una professione. I "Figlioli" venivano, attraverso le funzione religiose, istruiti nella lettura della musica e nel canto fino a diventare una vera e propria materia di studio professionale. E' durante il periodo che va dalla metà del 500' alla fine del 700' che la città vede accrescere la sua fama.

Durante questo periodo, la richiesta di musicisti e cori era molto elevata e Napoli era il fulcro di una vastissima "produzione" musicale. Furono i Viceré spagnoli con la loro fama, a dare il via a questa committenza musicale: i figlioli venivano impiegati nella feste religiose (celebrazioni, feste patronali, funerali, battesimi, matrimoni) ma anche nei teatri e nelle dimore nobiliari. Da questo "consumo" inarrestabile derivò l'esigenza di comporre testi e melodie per specifiche occasioni.

Nel Settecento, con l'apertura dei teatri pubblici (come il San Carlo, Teatro dei Fiorentini Fiorentini ed molti altri) fu necessario creare delle vere e proprie opere con l'aiuto di maestri e allievi dei conservatori, queste furono definite "Opera Buffa" o "Commedia musicale". Venne così generato un vero e proprio fenomeno che si estese senza pari in tutta Europa, tanto da destare la curiosità di Maestri come Mozart e Haendel.

Santa Maria di Loreto è stato il primo Conservatorio Napoletano, nasce nel 1537 nel quartiere Mercato ad opera di un calzolaio devoto e caritatevole. L'artigiano venne aiutato economicamente  dalla nobiltà napoletana e dai Viceré nel suo intento filantropico, fino a quando l'istituto divenne una vera e propria scuola musicale che diede accoglienza non solo agli orfani e ragazzi indigenti, ma anche virgulti della nobiltà. Nel Seicento si ritrovano tra gli insegnanti del Santa Maria di Loreto Durante e  Provenzale e tra gli allievi Domenico Cimmarosa.

Il Conservatorio di Sant'Onofrio a Capuana nasce nel 1578 alla Vicaria dove di formarono tre musicisti di fama internazionale(Francia, Germania e Russia) Paisiello, Piccinini e Jommelli. Qualche anno dopo, nel 1583 venne costituito il Conservatorio della Pietà dei Turchini a Via Medina in cui studiarono moltissimi musicisti e compositori tra cui: Leonardo Leo, Francesco Feo e Saverio Mercadante.

L'ultimo ad essere aperto, il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo (1743) è stato anche il primo ad essere chiuso a causa di una rivolta degli allievi contro il Rettore; bisogna però specificare che quest'ultimo era completamente dipendente dalla chiesa mentre gli altri no. Ma era solo l'inizio, alla fine del Settecento anche il Conservatorio di Santa Maria di Loreto venne fuso con quello di Sant'Onofrio e per volere di Re Giuseppe Napoleone, tutti i conservatori confluirono nella Pietà dei Turchini che divenne "Real Collegio di Musica".

Il sovrano però non aveva fatto bene i suoi conti e nel 1808 dovette far trasferire la scuola di musica nel Monastero delle Dame Monache di San Sebastiano con il nome di Conservatorio di San Sebastiano in cui Vincenzo Bellini si distinse per il suo innato talento. E' solo nel 1826 che Francesco I, decretò che la sede definitiva del Conservatorio Napoletano fosse il Monastero di San Pietro a Maiella dove sono conservati tutti gli archivi degli antichi istituti di musica.

 

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