Al Sud il festival per la celebrazione ‘blasfema’ della libertà d’espressione

Il festival per la libertà d'espressione laica avrà come collaboratori tantissimi artisti italiani e stranieri

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Ceci n’est pas un blasphèmeè una manifestazione artistica in cui  convergono tutte le personalità, gli artisti, gli autori e gli esponenti della cultura laica che si terrà al museo d’arte PAN (Palazzo delle Arti Napoli) dal 10 al 30 Settembre 2021. L’evento è organizzato dalla pagina Dioscotto e diretto da Emanuela Marmo, avrà il supporto dell’Assessorato alla Cultura di Napoli (come patrocinio morale).

La esposizioni principali del Festival saranno: Don Zauker (la caricatura di un sacerdote esorcista che però ha moltissimi vizi ed  è palesemente un violento e un  sessista) di Daniele Caluri e Emilio Pagani; un progetto site specific di Ceffon, DoubleWhy, Hogre, Illustre Feccia, Spelling Mistakaes Coast Lives (le opere di ognuno di questi artisti sono pregne di una dissacrante ironia che sveste la religione dalle favole, dando una visione di moltissimi aspetti che vengono categoricamente rifiutati o dimenticati dalla comunità religiosa.

Una stanza verrà dedicata all’opera di denuncia di Abel Azcona: video e oggetti della persecuzione giudiziaria subita per l’opera “Amen” ( la denuncia di 242 casi di pedofilia in Spagna attraverso l’utilizzo delle ostie); uno spazio dedicato alla satira religiosa attraverso la grafica e le vignette  di Giorgio Franzaroli, Malt, Pierz e Yele Maria. Verranno inoltre mostrate illustrazioni e lavori inviate all’organizzazione del Festival come adesione morale all’iniziativa.

Ci saranno anche, in collaborazione con The ComedyClub spettacoli, performance teatrali, musicali e reading tutto ciò sotto la supervisione del comico satirico Daniele Fabbri. Ci saranno anche talk show presentati da Luca Iavarone e video con esibizioni musicali e teatrali con i moltissimi ospiti della comunità laica che offriranno spunti di riflessione interessanti per definire al meglio cosa si intende quando si parla di “laicità” inseriti nel programma del festival.

“Ceci n’est pas un blasphème” ha una richiesta davvero semplice, che non vuole andare ad offendere la fede ma pone dei quesiti molto importanti: perché la religione (e con essa tutte le istituzioni che la professano) è esclusa da qualsiasi tipo di critica? Perché le rappresentazioni artistiche vengono criminalizzate per essere anticlericali? Questa manifestazione rivendica il diritto dell’arte di esprimere liberamente la propria  creatività, anche se toccano argomenti spinosi come la religione.

La manifestazione “Ceci n’est pas un blasphème” non usufruisce di contributi finanziari, per cui è stata istituita una raccolta fondi su gofundme.com che andrà a sostenere tutte le spese di allestimento, produzione e ospitalità, mentre i ricavi della vendita dei biglietti saranno messi a disposizione degli artisti sottoposti a processo come criminali, processati per blasfemia.