giovedì, Ottobre 28, 2021
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Lo scrittore - filosofo del Sud che affascinò l'Italia e il mondo intero

Dominò la scena della cultura italiana tra 800' e il 900', dopo la sua morte la sua filisofia divenne d'interesse mondiale

Benedetto Croce è stato uno dei filosofi - storici più importanti a cavallo tra 800' e il 900', con la sua lucidità storica e la sua filosofia onnicomprensiva (coinvolge infatti storia, letteratura, arte e folclore), dominò completamente tutta la scena intellettuale e culturale italiana e europea. 

Nato a Pescasseroli 25 Febbraio del 1866, nella provincia dell'Aquila in Abruzzo, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri filo borbonici, la sua educazione avvenne in un collegio cattolico; proprio per questo motivo, fin da giovane, mostrò sempre reticenza nei confronti del cattolicesimo e mai più si avvicinò alla religione, nemmeno quando all'età di 17 anni perse tutta la sua famiglia ad Ischia, durante il terribile terremoto di Casamicciola (1883).

Dopo questo tristissimo avvenimento venne affidato a Silvio Spaventa, suo zio, Senatore del Regno e storico di cultura liberale, che lo portò a Roma dove frequentò molti corsi, tra cui quello di Filosofia Morale di Antonio Labriola. Tornato a Napoli 3 anni dopo (1886) continuò la sua formazione attraverso gli studi di storia e le opere di Francesco De Sanctis; mantenendo un atteggiamento sempre antiaccademico e liberale, viaggiò  per l'Europa sfamando il suo animo profondamente curioso e attento.

Benedetto Croce fu nominato senatore per diritto di censo nel 1910(al voto partecipava solo una parte della popolazione, di solito nobili), successivamente Ministro della Pubblica Istruzione (1920), ma sotto il regime Fascista non ricoprì alcuna carica, anzi dopo un iniziale favore, seguito da un aspra critica si ritirò in un lungo silenzio. Tornò alla politica attiva solo a fine della guerra e fondò nel 1946 a Napoli, l'Istituto per gli Studi Storici con sede a Palazzo Filomarino, a cui regalò la sua imponente e personale biblioteca.

"Storie e Leggende Napoletane" di Croce è un'immane ricerca delle radici storiche dei racconti che fanno parte della più profonda cultura napoletana del XV secolo. Quest'opera non è solo un'antologia di testimonianze, bensì la raccolta di prove storiche che dimostrano la veridicità di questi racconti. Gli scritti sono stati rielaborati da Croce ad ogni riedizione del libro perché: "Il legame sentimentale col passato prepara e aiuta l'intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile"

La dottrina filosofica in cui si mosse Benedetto Croce è la Filosofia dello Spirito (Hegel), per cui la realtà è determinata dal pensiero razionale organizzato e capace di riassumere particolare e universale, concreto e astratto. Secondo questa visione, l'opera "Storia e Leggende Napoletane" potrebbe essere vista come una sorta di legittimazione alla "napoletanita" che egli stesso sentiva di avere come una realtà storica imprescindibile.

 

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