L’elegantissimo figlio del Sud Premio Oscar: Vittorio De Sica

E' stato tra i cineasti più importanti della storia del cinema mondiale, oltre ad essere un fantastico attore, regista e sceneggiatore



Nato a Sora, quando era ancora provincia campana di Terra di Lavoro, Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica, o più semplicemente Vittorio De Sica è stato uno dei più importanti cineasti del cinema mondiale, attore, regista e sceneggiatore. Il padre del neorealismo, il cultore delle storie ordinarie, il poeta delle emozioni su pellicola.

Esordì negli spettacoli teatrali organizzati per i militari a 15 anni, calpestò le tavole del palcoscenico per molto tempo, recitando per moltissime compagnie importanti al fianco di molte personalità famose degli anni ’20. Fece la gavetta e nel giro di pochi anni passò da “generico” a “secondo attore” per poi raggiungere il ruolo di “primo attore“. Fino a fare coppia fissa con Umberto Melnati, in uno spettacolo di varietà che lo rese famoso a livello nazionale.

Negli stessi anni del teatro, recitò anche in diversi film muti e negli anni 30, diviene un divo tra i più richiesti, in quelle commedie cortesi in bianco e nero tipiche di quegli anni, dando prova del suo straordinario talento come attore anche negli anni successivi, che lo vedranno recitare anche al fianco di attori come Alberto Sordi, Anna Magnani e Totò.

Nel Dopoguerra intraprende la sua carriera da regista cinematografico insieme a Paolo Stoppa e Vivi Gioi. I primi film non si discostano molto dalle commedie garbate degli anni 30, ma nel 1943 con il film “I bambini ci guardano” comincia ad esplorare le tematiche che saranno le basi su cui si svilupperà il neorealismo italiano. Nel 1946 da vita, in una successione, prodigiosa produzione di capolavori: “Sciuscia” del 1946, “Ladri di Biciclette” del 1948, “Miracolo a Milano” del 1951, e “Umberto D“del 1952. I primi due vincono l’Oscar per Miglior Film Straniero e il Nastro d’Argento come Miglior Regia.

Dopo questa produzione quasi miracolosa, girò “L’oro di Napoli” nel 1954, “Il tetto” nel 1956, “La ciociara” nel 1960, “Ieri, Oggi e Domani” nel 1963, “Matrimonio all’italiana” nel 1964 (la trasposizione cinematografica dell’opera di Eduardo De Filippo “Filumena Marturano” candidato all’Oscar), “I Girasoli” nel 1970 e “Il giardino dei Finzi Contini” nel 1971. Di questi, “Ieri, Oggi e Domani” e “Il giardino dei Finti Contini” gli valsero il terzo e quarto Premio Oscar come Miglior Film Straniero.

L’amore di Vittorio De Sica per Napoli e per il Sud è innegabile, molte delle sue pellicole sono ambientate a Napoli, da interpreti napoletani; di Napoli disse: “La mia attività di regista la svolgerei tutta a Napoli. Napoli è la città più fotogenica e più umana di tutto il mondo“. Ma il suo sangue napoletano non lo dimostrò solo su pellicola ma anche recitando poesie in dialetto, come quelle di Salvatore Di Giacomo e cantò, come solo un napoletano può cantare, tutto il repertorio della musica classica napoletana.

Tra i più grandi registi di tutti i tempi, ha saputo raccontare la piccolissima cronaca, i fatti più miseri e quelli più divertenti con una lucidità misurata, emozionando e divertendo, stimolando la riflessione e il pentimento. Ama e racconta Napoli come un napoletano, anzi, citandolo “Nu cafone ‘e fora può amare Napoli più di un napoletano” .