sabato, Luglio 24, 2021
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“Il dono di Natale” il racconto di chi ha intinto la penna in una terra del Sud

Il racconto di una Sardegna pregna di calore familiare, di tradizioni, di speranza di un futuro migliore attraverso gli occhi di un bambino

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia. Era una festa eccezionale, per loro quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco. Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.” Così si apre un fantastico racconto di Natale, “Il Dono di Natale” è una fiaba che ha il calore della festa natalizia, ambientata in una delle isole più suggestive del mondo, selvaggia e malinconica, antica e forte: la Sardegna

Il suggestivo racconto nasce da chi ha attinto a piene mani dalla propria terra, senza lasciarla mai, la meravigliosa penna, Premio Nobel, di Grazia Deledda: Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne. Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente…ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone o un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo.”

L’autrice fotografa, con la sua scrittura caratteristica, una Sardegna pregna di calore familiare, di tradizioni, di speranza di un futuro migliore attraverso gli occhi di un bambino. Felle, il protagonista, ci circonda con la sua gioia di tornare a casa per festeggiare il natale, con l’eccitazione scatenata dall’attesa della cena ma soprattutto la curiosità di conoscere l’uomo ricco che sposerà la sua unica sorella. Entriamo in casa sua, guardiamo con stupore la tavola imbandita e il nuovo membro della famiglia; come Felle sentiamo l’odore di brace e dei dolci, gustiamo la cena, sentiamo il bisogno di alzarci per digerire, di ricontrare l’amica di sempre e restiamo immobilizzati dalla sorpresa.

E’ un’immersione completa nel racconto, nelle antiche tradizioni dell’isola votata alla pastorizia, dove seppur poveri, i protagonisti sono felici trovando conforto accanto ai propri cari nelle festività natalizie e questo li ripagava di tanti sforzi e privazioni. Piccoli gesti quotidiani che richiamano il profondo legame con la terra e la propria famiglia, che a Natale divengono importantissimi, proprio perché esternazione d’amore per i propri familiari.

 

 

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