mercoledì, Settembre 28, 2022
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Il nettare rosso rubino del Sud torna dall'antichità carico e asciutto

Come un somarello instancabile nel lavoro agricolo, il vino dell'antichità è carico di frutti bellissimi e dolci

Con l'aiuto dell'enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, la tenuta Lu Spada di Brindisi ha imbottigliato il primo Susumaniello, un vitigno di bacca rossa autoctono della Puglia, coltivato tra Brindisi e Lecce. Il nome di questo vitigno deriva dalla sua capacità di caricarsi di grappoli d'uva in modo spropositato come un somarello.

Negli anni il Susumaniello è stato quasi sradicato completamente a causa dell'ammodernamento della coltivazione dei vitigni italiani che ha adottato un sistema a spalliera più comodo per la meccanizzazione della raccolta. Fortunatamente il processo si sta invertendo, per cui progressivamente si sta tornando al sistema tradizionale ad alberello, molto più adatto al Susumaniello.

A Brindisi questo vitigno esprime al meglio qualità e caratteristiche invidiabili, il clima marittimo dell'Adriatico, l'esposizione al sole e la conformazione del terreno fanno sì che questo vitigno cresca forte e vigoroso, carico come un somarello del frutto nero bluastro estremamente dolce che conferisce al vino un colore rosso rubino molto intenso e una buon grado di acidità.

In passato questa varietà di uva era utilizzata per arricchire il sapore di altre uve, proprio per la sua capacità di donare un colore brillante e intendo e fornire aggiustamenti nel grado di acidità. Ora, invece, il vino Susumaniello è apprezzato nella sua interezza, senza intromissioni di altre uve; per il suo colore, l'acidità totale e la altre caratteristiche come il gusto rigoroso e fermo, il suo essere asciutto e secco; la sua capacità di invecchiare egregiamente in bottiglia.

La tenuta Lu Spada ha scelto di riprendere la tradizione del Susumaniello, coltivandole solo ed esclusivamente con metodi biologici, infatti tutte le colture del 2019 hanno la certificazione Bio. Il vino prodotto da Lu Spada è chiamato Philonianum che rievoca l'antichità insieme alla sua etichetta, proprio per testimoniare la storia di questo vino utilizzato già nell'antica Roma ma anche in Giudea, l'attuale Israele.

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