Coronavirus, una città del Sud ha il suo piano di rischio epidemiologico

Tra gli obiettivi del piano quelli di rafforzare la preparazione alla pandemia a livello locale: si tratta del primo caso in questa regione e uno dei pochi in Italia



La lotta alla diffusione del Coronavirus in questo momento è la priorità degli amministratori locali. Un ente sardo nelle ultime ore ha approvato un nuovo piano di rischio epidemiologico: si tratta del primo intervento del genere approvato in Sardegna e rientra tra i pochi in vigore in tutta la Penisola.

Il Comune di Nuoro è l’unico in Sardegna e tra i primi in Italia che si dota di un piano di protezione civile relativo ai rischi sanitari di natura epidemiologica. E’ quanto si apprende dall’Ansa.

L’agenzia di stampa nazionale ha reso noto che ieri il Consiglio comunale della città sarda ha infatti approvato all’unanimità l’inserimento nel piano di Protezione civile dell’amministrazione anche le azioni da mettere in essere in caso di pandemia, alla luce di quanto accaduto, e sta ancora accadendo, con la diffusione del Covid-19.

Ogni azione è coordinata dal Centro operativo comunale (Coc), Tra gli obiettivi del piano quelli di rafforzare la preparazione alla pandemia a livello locale, al fine di minimizzare il rischio di trasmissione e limitare la morbosità e la mortalità dovute alla pandemia, assicurare il mantenimento dei servizi essenziali e individuare le azioni di rientro nei livelli inferiori di allerta e le misure da intraprendere in tali momenti.

Il sindaco Andrea Soddu afferma: “Dotare il piano di protezione civile comunale di un programma di azioni predefinite, ci consente di attivare nel giro di poche ore tutta la macchina organizzativa necessaria per far fronte all’emergenza.

Penso, ad esempio, alla fornitura di mascherine per la popolazione e in particolare ai soggetti deboli, una delle criticità che è stata di più difficile soluzione. Oppure – continua la fascia tricolore – penso alla individuazione di strutture idonee a ospitare persone in quarantena e all’attivazione dei servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare per la fornitura di generi di prima necessità, alimentari e farmaci”.