E’ del Sud un grande pittore del Rinascimento

Una delle sue prime opere è "L' apparizione della Vergine a San Giacinto" che si trova in una delle grandi chiese napoletane

Foto Facebook Evento "Giovanni Vincenzo Forli" di Erica Di Stefano


“Il Forli”, perché nato a Forlì del Sannio, piccolo borgo della provincia di Isernia, è stato il più grande artista mai nato in Molise in epoca moderna. A confermarlo sono alcuni studiosi accreditati. Non è nota la sua data di nascita certa, ma sappiamo che si è trasferito a Napoli giovanissimo, e che probabilmente è stato avviato alla pittura dal padre, anche egli pittore.

Sulla vita e la carriera di questo grande artista non molto conosciuto si sono confrontati Pasqualino De Benedictis, Presidente dell’Associazione culturale “Giovan Vincenzo Forli”, ed il Prof. Mauro Vincenzo Fontana, dell’Università di Cassino, alla presenza del Sindaco, Roberto Calabrese, in un convegno organizzato dalla locale Pro Loco, brillantemente curato e coordinato da Erica Di Stefano. A riportare la notizia è il Quotidiano del Molise.

Il convegno è stato organizzato per portare alla ribalta le grandi risorse culturali e artistiche hanno preso l’avvio dalla nostra Regione che continua ad essere tenuta ai margini nella considerazione dell’opinione pubblica nazionale. Nessuno tiene conto che Napoli, a quel tempo, era una grande capitale, che era quindi un grande polo d’attrazione per moltissimi artisti provenienti non solo dall’Italia, ma da tutta Europa, perfino dalle Fiandre.

Anche Caravaggio lavorò a Napoli nei primi anni del ‘600, ma la sua espressione artistica andava oltre i canoni di una pittura chiara, epurata da ogni possibile dettaglio indecoroso, che voleva la moralizzazione dei costumi richiesta dal Concilio di Trento. Giovan Vincenzo Forli, è stato proprio uno dei migliori rappresentanti della pittura devota, didascalica, basata su immagini piene di decoro, di religiosità commovente, familiare.

Una delle sue prime opere: L’apparizione della Vergine a San Giacinto” si trova in una delle grandi chiese napoletane, San Domenico Maggiore, ed è databile intorno al 1595. Nel 1594 venne chiamato a far parte dell’importantissimo cantiere collettivo della decorazione del soffitto dell’Annunziata, un evento che aveva mobilitato quasi tutti i più affermati pittori del momento, purtroppo l’incendio del 1757, che ha distrutto quasi interamente la chiesa, ci ha privato delle testimonianze dell’arte del Forli e dell’arte napoletana del tardo Cinquecento.

Forli ebbe altre due importanti commissioni a Napoli: la grande “Circoncisione” realizzata nel 1610 per i domenicani di Santa Maria della Sanità e “Il buon Samaritano”, consegnata nel 1608 al Pio Monte della Misericordia, che si trova nella cappella contigua a quella occupata da un capolavoro della storia dell’ arte mondiale: “Le Sette opere della Misericordia” che Caravaggio aveva collocato sull’ altare nel 1607. Altri lavori di grande pregio artistico sono presenti nelle province campane a Casoria, a Roccarainola, a Piano di Sorrento, a Carbonara, ad Albano Lucano, a Pisticci ecc.

Purtroppo, hanno sostenuto i relatori, la storiografia novecentesca ha trascurato quel brillante e significativo periodo artistico perché ha considerato la Controriforma come una reazione antistorica della chiesa ed ha ingenerato una serie di giudizi negativi. Inoltre, il patrimonio meridionale non è sufficientemente studiato perché non esiste un soddisfacente archivio fotografico a cui attingere.