‘Nduja di Spilinga verso la conquista del marchio europeo Igp

Nel corso di una riunione sono stati valutati i percorsi più opportuni da seguire per accelerare la procedura di assegnazione del prestigioso riconoscimento



Un’altra eccellenza tipica della cucina meridionale punta al marchio europeo Igp. Si tratta della ‘Nduja di Spilinga, simbolo della tradizione culinaria calabrese amata in tutto il mondo. L’iter per il riconoscimento del marchio di indicazione geografica protetta è stato avviato nel 2008, e lunedì 12 ottobre si è tenuta una riunione in Cittadella con l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo a cui hanno preso parte anche i consiglieri regionali e i rappresentanti del Consorzio ‘Nduja di Spilinga, il sindaco della cittadina vibonese Enzo Marasco e una delegazione di produttori.

Durante la riunione, alla quale ha partecipato anche il dirigente generale del dipartimento Agricoltura Giacomo Giovanazzo, sono stati valutati i percorsi più opportuni da seguire per accelerare la procedura di assegnazione del marchio europeo di Indicazione Geografica Protetta, per tutelare e valorizzare la squisitezza meridionale prodotta nel territorio di Spilinga secondo il disciplinare definito dal Consorzio, che prevede il rispetto delle antiche tecniche di lavorazione e le specifiche caratteristiche di qualità.

“L’obiettivo che puntiamo a raggiungere con l’impegno dell’assessore Gianluca Gallo e la collaborazione di tutti i soggetti interessati è quello di salvaguardare, valorizzare e promuovere una produzione di eccellenza del territorio, uno dei prodotti tipici calabresi più conosciuti e apprezzati nel mondo, e tutelare anche sotto il profilo normativo i produttori e i consumatori”, ha dichiarato ai microfoni del quotidiano strettoweb il consigliere regionale Filippo Pietropaolo.

La ‘nduja è un salume spalmabile, fatto di carne, grasso di maiale e peperoncino piccante. Questo salame morbido è insaccato nel budello cieco e stagionato ed è proprio della cucina povera calabrese, visto che si preparava e si prepara utilizzando gli scarti del porco. Oggi si usano guanciale e pancetta. L’abbondante presenza di peperoncino fa in modo che non ci sia bisogno di conservanti per realizzarla.

Il nome deriverebbe dal francese “andouille”, salume a base di trippa che sarebbe stato diffuso nelle zone dalle truppe francesi di Gioacchino Murat. Dal punto di vista storico, il comune calabrese che vanta il titolo di “Città della ‘Nduja” è proprio Spilinga, centro alle pendici del Monte Poro, nei pressi di Vibo Valentia. Qui, dal 1975 in poi, si svolge una sagra relativa al prodotto. Può essere consumata spalmandola sul pane, abbinandola ai formaggi e come soffritto per un ragù o di un sugo di pomodoro.