giovedì, Luglio 29, 2021
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Le lavatrici a manopola del Sud Italia superano quelle hi-tech internazionali

Chi ha detto che puntare sull'innovazione sia sempre la scelta vincente? Nell'ultima fiera europea per gli elettrodomestici, l'Ifa di Berlino, erano presenti le più note aziende multinazionali del settore che hanno mostrato le novità tecnologiche dei loro prodotti. Ma di segno completamente opposto è invece la scelta dell'ultimo presidio italiano che si occupa di elettrodomestici.

Stiamo parlando di IT Wash, un'azienda con sede ad Acerra, in provincia di Napoli, che risponde alle esigenze di migliaia di clienti che vogliono ancora lavatrici con le manopole e non con sistemi digitali, difficili da usare e facilmente a rischio di danneggiarsi.

Per questo motivo l'azienda napoletana, con 250 dipendenti, ha deciso di produrre lavatrici ibride, cioè che uniscono il sistema meccanico tradizionale con un'automazione limitata alla scheda elettronica che comanda le diverse funzioni. Un sistema unico al mondo che accontenta tutti i nostalgici delle lavatrici tradizionali meccaniche a manopola.

Tina Izzo, sales manager dell’azienda, nata dall’intuizione dei fondatori Elia Izzo e Ciro Tarallo, con un passato trentennale di fornitori di componentistica per le principali realtà del bianco attive sul mercato italiano, ha confermato: "Parte del nostro mercato è legato all’ibrido, di cui siamo al momento unici produttori in Europa; questo segmento trova un buon apprezzamento in Italia e da sempre in svariati paesi del Medio Oriente".

L'azienda ha iniziato la sua produzione nel 2003 con il 70% della sua produzione verso l'estero. Poi nel 2010 c’è stata una svolta, con l'acquisizione da una procedura concorsuale dello storico marchio San Giorgio: così sono aumentate le vendite sul mercato italiano che rappresentano il 50% del totale.

Nonostante questo approccio legato alla tradizione, l'azienda continua ad investire nello sviluppo, volendo conquistare anche altre nicchie nel settore del bianco: "Abbiamo da poco avviato una nuova linea, con un investimento di circa venti milioni di euro: dall’anno prossimo debutteremo sul mercato con un nostro modello di asciugatrice".

IT Wash riesce ad essere molto competitiva grazie ad una verticalizzazione estrema all'interno del ciclo produttivo: "Produciamo quasi tutte le nostre componenti all'interno, attraverso altre realtà che fanno parte della nostra compagine sociale. Cosit si occupa di stampi, mentre Insit è specializzata nella produzione di parti in plastica".

La scelta aziendale sembra essere vincente: l'azienda fattura circa 50 milioni di euro con previsioni di crescita per i prossimi anni. Un esempio di realtà industriale locale che, pur scontrandosi con grandi multinazionali, è riuscita a trovare una sua nicchia di mercato molto forte che è legata alla tradizione del bianco. Un esempio da seguire!

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